Scuola, i presidi chiedono il vaccino per i prof. Ronzulli consegna al ministro Bianchi il ddl

Mercoledì 21 Luglio 2021
Scuola, i presidi chiedono il vaccino per i prof. Ronzulli consegna al ministro Bianchi il ddl

È il 21 luglio e già sale la tensione in vista della riapertura delle scuole a settembre al punto che i presidi invocano l'obbligo del vaccino per gli insegnanti (il 14% dei professori non è ancora vaccinato). Anche la sottosegretaria Maria Cecilia Guerra ha sottolineato l'importanza del ritorno a scuola in completa sicurezza, e quindi anche attraverso la copertura massiva garantita dal vaccino. 

Scuola, i presidi chiedono obbligo vaccinale

 

«Bisogna andare oltre le ipotesi sul green pass a scuola. Per riaprire gli istituti in presenza e in totale sicurezza serve l'obbligo del vaccino per il personale scolastico. In questo modo non bisognerebbe applicare il distanziamento, che necessita invece della disponibilità di spazi». È quanto sostiene l'Anp, l'Associazione Nazionale Presidi, che domani avrà un primo incontro al ministero in vista della ripartenza delle scuole a settembre. «La prossima settimana vedremo il ministro Bianchi e riferiremo anche a lui le nostre posizioni sul vaccino ai prof», ha anche fatto sapere l'Anp. 

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«Non si arriverà all'obbligo vaccinale per tutti i cittadini ma insisteremo a dire che questi vaccini sono sicuri e sono a difesa prima di tutto di chi li fa. Ma dobbiamo anche fare capire che non esiste un tema di libertà individuale nella scelta di non vaccinarsi quando cosi facendo si mette a repentaglio l'incolumità degli altri». Lo ha detto Maria Cecilia Guerra, sottosegretaria al Mef, intervenendo a «Coffee Break» su La7. «Per quanto riguarda gli insegnanti e il personale scolastico in generale il dibattito è aperto: il punto- sottolinea - è se siamo in grado di garantire nelle aule il giusto distanziamento e la sicurezza dei ragazzi, perché il ritorno a scuola in presenza e per tutti deve essere la nostra priorità. Confido che anche il 14% di personale scolastico non ancora vaccinato lo capisca».

«Con i ministri Bianchi e Giovannini stiamo lavorando per una riapertura della scuola in sicurezza e soprattutto in presenza. Potenzieremo i trasporti, ma è ovviamente molto importante che gli insegnanti e il personale scolastico si vaccinino», ha detto Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, in un’intervista al Tg5. 

Aumenta, dunque, il fronte dei favorevoli all'obbligo del vaccino per il personale scolastico. Perché per i presidi la Dad è vista come ultima ratio per far fronte agli irriducibili del vaccino. La categoria dei docenti sembra essere l'unica al momento indicata per imporre un obbligo vaccinale sulla scia di quanto già imposto ai sanitari. Da un punto di vista legislativo la mobilitazione è già partita. Dopo aver presentato in Parlamento il ddl sull'obbligo ai prof, la promotrice del provvedimento - Licia Ronzulli, presidente della commissione parlamentare per l'Infanzia - ha consegnato il documento direttamente al ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, auspicando una velocizzazione dell'iter così com'è successo per medici e infermieri. Il pressing arriva anche dal presidente della Commissione Istruzione, Riccardo Nencini, il quale ha chiesto l'audizione di Bianchi, prevista per la prossima settimana, ed ha annunciato che porrà la questione.

 

Il prossimo 27 luglio il ministro incontrerà i sindacati per discutere della ripartenza e anche in quella circostanza sarà invocato dalle categorie un provvedimento forte. I dirigenti sottolineano comunque la necessità di un «lavoro di pulizia sulle banche dati delle vaccinazioni» dell'intera popolazione, che vanno incrociate con quelle dei dipendenti della pubblica istruzione, perché da un certo momento si è proceduto solo alle somministrazioni per fasce di età (dunque anche di docenti e personale scolastico che non ha dichiarato la qualifica al momento dell'inoculazione): per questo la cifra degli effettivi immunizzati nelle scuole rischia di essere «un pò aleatoria».

E proseguono - ancora nelle prossime ore - le riunioni al ministero sul protocollo di sicurezza per la riapertura, anche alla luce dell'ultimo parere fornito dal Cts. In quel verbale il Comitato Tecnico Scientifico aveva avanzato «una forte raccomandazione al decisore politico, affinché ogni sforzo sia fatto per raggiungere un'elevata copertura vaccinale», anche «attraverso l'individuazione delle ulteriori misure, anche legislative». Argomenti sul quale il ministro rifletterà insieme agli esperti e alle autorità di Governo. I primi provvedimenti in vista del prossimo settembre intanto sono già arrivati: sul «trasporto scolastico dedicato», è stato istituito al ministero delle Infrastrutture un fondo di 150 milioni di euro per il 2021 a favore delle amministrazioni comunali, come ha annunciato il titolare del dicastero, Enrico Giovannini, proprio per potenziare questo aspetto. Le annunciate sospensioni continuano invece ad arrivare per il personale degli ospedali che ha rifiutato le dosi: sono state avviate anche a Vicenza e provincia le prime sospensioni dei sanitari non vaccinati contro il Covid e se questi ultimi dovessero poi presentare in futuro il certificato vaccinale sarà attivata la procedura di revoca del provvedimento.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 20:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA