Protesta latte, banda armata incendia un camion nel Sassarese. Salvini: «Criminali»

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Protesta latte, banda armata incendia un camion nel Sassarese. Salvini: «Criminali»
Si sempre più violenta la protesta del latte in Sardegna. Questa mattina attorno alle 6.30 un camion cisterna è stato dato alle fiamme nel Sassarese, nel giorno in cui è previsto un incontro in prefettura a Sassari tra pastori e trasformatori sul prezzo del latte. Alcuni uomini, con il volto coperto e armati, hanno bloccato il mezzo tra Nule e Osidda e, dopo aver fatto scendere il conducente, lo hanno dato alle fiamme. L'uomo è stato legato a un albero. «Non sono pastori, ma criminali», ha twittato Salvini all'indomani della vittoria del centrodestra alle elezioni regionali
 
I due malviventi, che poi hanno dato fuoco al mezzo, erano armati di pistola e avevano il volto coperto. Una volta terminato il blitz sono fuggiti facendo perdere le proprie tracce. L'assalto è avvenuto in una stradina di campagna sulla provinciale 7, nel Goceano (Sassari), che collega Nule a Bitti.

«Non sono disposto a tollerare iniziative come quella di questa mattina, finché si protesta va bene, le proteste sono legittime e si fanno rispettando le regole del diritto», ha detto il prefetto di Sassari, Giuseppe Marani, aprendo i lavori del tavolo di concertazione sul prezzo del latte ovino. «Fino a oggi noi abbiamo utilizzato un metro di valutazione prudente - ha spiegato - ma evidentemente la prudenza e la pazienza non sono capite da alcuni. Invito pubblicamente questo tavolo a manifestare tutto il proprio dissenso da iniziative di questo genere - ha esortato Marani - Ne va del buon nome della Sardegna, lo dico io che non sono sardo. Ne va del diritto di fare impresa, del diritto dei lavoratori di essere tutelati. Non dovete e non potete accettare una situazione di questo genere, Naturalmente lo Stato risponderà».


Domenica un attacco simile era avvenuto nel Nuorese, ma la cisterna, quella volta, era stata svuotata ma risparmiata.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri della Compagnia di Bono. Il raid è l'ennesimo atto di un'escalation di proteste che stanno «inquinando» la lotta dei pastori sardi per il prezzo del latte. Già diverse procure sarde si stanno occupando di questi e di altri episodi, come il blocco delle autocisterne per far buttare il latte appena raccolto sulla strada, e sono già scattate le prime denunce.

«Questi delinquenti non hanno niente a che fare con i pastori, con la loro fatica, la loro protesta e le loro ragioni. Questi sono solo dei criminali. E come tali saranno trattati». È quanto afferma il ministro dell'Interno Matteo Salvini.


 
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Martedì 26 Febbraio 2019, 08:27






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5 di 11 commenti presenti
2019-02-27 10:21:35
se il mercato non ti acquista + il tuo prodotto difficile chiedere aumenti ed eventuali incentivi sono a carico di tutti...
2019-02-26 18:13:34
E si che i leghisti di quote latte ne hanno di esperienza, stiamo ancora pagando i loro debiti.
2019-02-26 17:09:10
Salvini tu parli e basta , i pastori lo hanno capito e non gli va di essere presi per scemi , ben fanno , nessuna battaglia si vince con i tuoi bla bla bla.
2019-02-26 16:57:08
Va a finire come per i gilet gialli...ormai sempre meno e sempre piu' casseur.Mi chiedo se non vi sia anche sovrapproduzione e se per caso si possono allevare anche altre bestie lattifere , alternative, di nicchia a..ricercate dal mercato.
2019-02-26 17:39:45
Il crollo del prezzo (che un anno fa era di 1 euro al litro, poi sceso a 0,85 ed ora a 0,60) e' dovuto alla domanda inferiore all'offerta (non ci sono le tanto vituperate quote-latte, cavallo di battaglia della Lega di anni fa) ma soprattutto al calo delle esportazioni negli USA (- 50% solo nell'ultimo anno!).