Il Papa e i 100 preti pedofili da impiccare a San Pietro: la frase choc fa discutere

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Il Papa e i 100 preti pedofili da impiccare a San Pietro: la frase choc fa discutere

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano - Continua a fare discutere la frase choc del Papa contro le associazioni delle vittime degli abusi che chiedono con forza punizioni certe per preti pedofili e vescovi insabbiatori. Ieri mattina, 10 maggio, nell’Aula Paolo VI incontrando le Superiore generali, Francesco parlando dell'ultimo documento varato per combattere questa piaga nella chiesa e del summit di febbraio, ha detto: «Alcune delle organizzazioni anti-abusi non sono rimaste contente dell’Incontro di febbraio: “No, ma non hanno fatto nulla”. Io li capisco, perché c’è la sofferenza dentro. E ho detto che se avessimo impiccato cento preti abusatori in Piazza San Pietro sarebbero stati tutti contenti, ma il problema non si sarebbe risolto. I problemi nella vita si risolvono con i processi, non occupando spazi».

Parole crude che evidenziano la complessità di un problema esteso e, nello stesso tempo dimostrano la evidente difficoltà del Papa a dare a tutti risposte concrete e nel merito. In questi ultimi anni non sono sono mancate - da parte dell'opinione pubblica internazionale - reazioni sbigottite davanti ripensamenti papali su casi di vescovi o cardinali insabbiatori, in un primo momento da lui difesi e poi costretti alle dimissioni solo grazie al peso mediatico o alla tenacia delle vittime. Il caso cileno è eclatante. Non mancano casi simili nemmeno in Italia dove le associazioni hanno continuato a chiedere conto alla Chiesa ma senza troppo successo. Solo durante il summit di febbraio le vittime sono state ascoltate dai vescovi anche se sui casi esposti non vi sono ancora stati provvedimenti di sorta. Napoli, Milano, Perugia, Lecce, Palermo, Palestrina. L'elenco è lungo e il Papa lo conosce benissimo.

Il sito vicino al Vaticano Il Sismografo ha dedicato alla frase del Papa sull'impiccagione a San Pietro dei preti pedofili una interessante riflessione, sul perchè di quella frase. «Nell’opinione pubblica mondiale, da parecchio tempo, guadagna terreno l’idea del giustizialismo, anche della vendetta e le critiche all’operato del Papa, della Santa Sede e della Chiesa in generale in materia di abusi quasi sempre arrivano alla medesima conclusione: non più parole … ora occorre passare all’azione e questa sorta di esortazione non è altro che, usando l’immagine metaforica del Papa: impiccati i preti abusatori!!»

La conclusione cui giunge il sito è che «il giustizialismo è una merce a basso costo e di grande circolazione, soprattutto nei tempi dei nazionalismi e sovranismi di ogni razza. Oggi la richiesta di giustizia rapida, severa e sommaria è molto popolare e diffusa. Nei talk show di fronte ad affermazioni giustizialiste scatta subito l'applauso fragoroso. A volte anche la standing ovation. Ebbene, la frase del Papa che ha inorridito alcuni è proprio la migliore e più saggia risposta di Francesco che per la prima volta, seppure in forma indiretta e con un’immagine immediata, ha affrontato la questione del giustizialismo, della giustizia sommaria, di fronte ai casi di abusi sessuali nella Chiesa». Sempre restando in attesa che la giustizia della Chiesa faccia finalmente il suo corso. 
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Sabato 11 Maggio 2019, 19:57






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5 di 26 commenti presenti
2019-05-12 18:23:35
Gentile enricosecondo Se lei leggesse i testi sacri (cosa di cui dubito fortemente) che non sono la gazzetta dello sport, si accorgerebbe che il Celibato non viene assolutamente menzionato. E' solo la chiesa che lo ha imposto col vangelo non si sa bene per quali motivi. Certo non puo eliminare quelle che lei chiama come me devianze (tollerate nei tempi antichi) oggetto anche di uomini sposati ma sicuramente le limiterebbe.
2019-05-12 15:49:35
Invece di assurde ed inutili frasi ad effetto, il cosidetto Santo Padre potrebbe tentare di ''ridurre'' lo schifoso problema obbligando i vescovi a denunciare alle Autorita' dello Stato Italiano tutti i componenti della chiesa che hanno commesso tali abomini, appena ne vengono a conoscenza, invece di coprirli con ''traslochi'' . . . con o senza ''penitenza pregatoria''. In altri Stati la Chiesa e' obbligata dalla Legge a risarcire ''salatamente'' le vittime degli abusi con le proprie ricchezze, in Italia non mi pare. Perche'?
2019-05-12 17:53:56
Sono in parte d'accordo con lei, sign. Pinopin. Bergoglio può fare ben di più su questo problema. D'altronde si ricorda cosa disse no? "chi sono io per giudicare un gay...." ora non è tanto il discorso dei gay, ma di tutto l'impianto. Evitare di giudicare, fare il buonista come lo sta facendo sia con rom, immigrati, islamici e naturalmente con il problema pedofilia...sta veramente aprendo un conflitto grande tra i credenti. Potrebbe essere che sono io che non lo capisco, magari fra cento anni ci sarà qualcuno che dirà "Bergoglio aveva ragione", ma manca molto una parola chiara, ineccepibile, incontrovertibile.... C'è da dire, per completezza di informazione, che in molte situazioni non è facile gestire il problema e le dico il perchè. Un conto è se un prete viene smascherato in flagranza, se viene sorpreso, se ci sono prove reali ed inconfutabili di un reato....un conto è se il prete si confida tramite la confessione. Qui il segreto è e deve essere risoluto e protetto, esattamente come l'imputato con il suo avvocato o il paziente con il suo analista.... Non deve assolutamente venire meno questo aspetto che se succedesse, si aprirebbero ovvi problemi e di natura ben maggiore. ... Sul discorso invece risarcimenti , invece mi sono sempre chiesto perchè la chiesa, nel caso di reati di pedofilia, sia l'unica associazione, ente, movimento che debba pagare... Mai sentito che a fronte di reati simili, paghi la comunità islamica se a commettere il reato è un islamico, oppure il parlamento se chi ha commesso il reato è un parlamentare, oppure un membro di un partito, di una squadra di calcio, di una qualsiasi organizzazione... Non ho mai capito perchè nel caso dei preti la colpa è collegiale, mentre in tutte le altre situazioni, la colpa è sempre del singolo ... misteri della...ehmm...ehmm società. Saluti.
2019-05-12 19:07:55
Il risarcimento e' dovuto da ogni "organizzazione" che non vigila sui propri "dipendenti". I vari Ministeri sono stati chiamati innumerevoli volte a risarcire danni provocati da dipendenti. Non parliamo delle ASL. Per altro, la responsabilita' della Chiesa sta spesso nel muro di omerta' (per non dire di complicita') a copertura di questi reati. Reati per altro commessi non su "estranei" ma su giovani fedeli che si erano incautamente fidati dei loro "pastori". Senza contare che un reato dei piu' odiosi, commesso nell'ambito della famiglia ecclesiale diventa ancora piu' odioso. Se rubi sei un ladro, ma se a rubare e' un magistrato, il colpevole e' due (tre ? quattro ? mille ?) volte ladro
2019-05-13 10:29:13
Non è così maurizzzio. Aziende, sia pubbliche che private, rispondono dei propri dipendenti se fanno malanni nell'esercizio delle loro funzioni. Un medico che fa un errore in sala operatoria verrà ridarcito dall'usl di competenza. Ma se un medico commette un reato penale, che sia furto, omicidio o pedofilia ne risponde personalmente....non l'usl. E lo stesso se un mio dipendente commette un reato, non vorrà mica che io ne debba rispondere...no?