Statuetta di una donna incinta agita il Sinodo: la divinità Pachamama dell'Amazzonia gettata nel Tevere

Il Papa con la statuetta della Madre Terra nei giardini vaticani assieme agli indios che partecipano al Sinodo

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – È su una statuetta di legno che raffigura una donna incinta che si sta consumando l'ultima guerra senza quartiere tra conservatori e progressisti in Vaticano. Un feticcio di appena 50 centimetri chiamato in lingua india Pachamama. In Amazzonia simboleggia la Madre Terra ed è venerata come una dea alla quale si offrono preghiere e si chiede protezione. E' su quel feticcio che si è scatenata una tempesta senza precedenti che non cenna a diminuire da quando la statua è stata persino portata nei giardini vaticani per essere posta al centro di una celebrazione alla quale ha partecipato anche Papa Francesco culminando con una preghiera comune, il Padre Nostro. Successivamente la Pachamama ha fatto ingresso a San Pietro per essere poi sistemata nella chiesa di Santa Maria di Traspontina dove, in queste settimane, si sono tenute delle celebrazioni post sinodali da parte di diversi vescovi.

I conservatori hanno criticato aspramente l'impostazione troppo aperturista, dal punto di vista liturgico, di tanti vescovi e cardinali brasiliani che hanno di fatto incluso nelle celebrazioni una divinità pagana. Naturalmente i puristi della liturgia tradizionale sono montati su tutte le furie per difendere la tradizione facendo appelli affinchè al Sinodo non si scada nel politeismo.

In questi giorni la statuetta della Madre Terra era stata sistemata ai piedi dell'altare della chiesa della Traspontina ma nottentempo è stata prelevata da alcuni anonimi e buttata nel Tevere da ponte Sant'Angelo: il video dell'impresa è stato postato sui social network da attivisti ultraconservatori, che sin dall'inizio dell'assemblea voluta dal Papa hanno gridato allo scandalo per la ostentazione di un simbolo pagano.

La Pachamama per il prefetto del dicastero vaticano della Comunicazione, Paolo Ruffini, interpellato nei giorni scorsi durante il briefing da alcuni giornalisti, è una cosa quasi normale. Nei giorni scorsi aveva minimizzato: «Sappiamo che alcune cose nella storia possono avere tante interpretazioni, anche nelle chiese puoi trovare cose che vengono dal passato, ma credo che la statua banalmente rappresentasse la vita, e basta, mentre andarci a vedere simboli di paganaesimo sia un vedere male dove il male non c'è». Ruffini aveva poi  aggiunto che durante la cerimonia contestata nei giardini vaticani il Papa aveva anche piantato un albero: «Cosa rappresentava l'albero?». Mettendo così sullo stesso piano un albero da una divinità pagana. 
 
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Lunedì 21 Ottobre 2019, 16:16






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4 di 4 commenti presenti
2019-10-22 10:25:29
Nel mio Paese le solite risorse di colore HANNO ERETTO UN TOTEM PAGANO: Altro che idolatria...Si ringrazia i noti distruttori di Cultura, Religione e Tradizioni: I COMUNISTI!
2019-10-21 22:02:15
Ma lasciateli adorare quello che vogliono....quella è la loro divintà ! E se pensassero loro, gli abitanti della foresta amazzonica, a convertre ( si fa per puro discorso accademico) i cattolici ? In teoria avrebbero mille ragioni.
2019-10-21 17:31:26
un caso di oscurantismo e chiusura mentale.
2019-10-21 17:29:16
La distruzione di un'immagine considerata sacra da alcuni e' SEMPRE deplorevole, altrimenti si e' come i Talebani che distruggono le antiche opere d'arte. Resta il fatto che l'esposizione di un simbolo dovrebbe avere SEMPRE il suo giusto contesto. Se alla Leopolda esponevano dei fasci littori quale simbolo dell'antica romanita' (...) magari i nipoti di Gramsci (e non solo) li buttavano in Arno (essendo il Tevere troppo lontano)