Papa Francesco cambia regole al Sinodo che diventa più democratico e movimentista e parte dal basso

Venerdì 21 Maggio 2021 di Franca Giansoldati
Papa Francesco cambia regole al Sinodo che diventa più democratico e movimentista e parte dal basso

Città del Vaticano – La trasformazione democratica della Chiesa deve partire dal basso, dalla gente, dai gruppi, dalle comunità locali. Papa Francesco ha deciso di rivoluzionare il sinodo dei vescovi dando a questo strumento consultivo una impronta decisamente più movimentista. In pratica da tradizionale momento di confronto tra episcopati diventerà de facto un processo inedito che coinvolge tutte le realtà di base, fino ad alimentare una spinta che partendo dal basso, dalla periferia arriva all'alto. L'idea della consultazione democratica su tanti temi era già affiorata in passato e ora il sinodo non raccoglie più solo i pastori intorno al Papa, come avvenuto solo in passato. La grande novità è la consultazione prima in tutte le diocesi, poi nei continenti attraverso le conferenze episcopali.

La trasformazione è contenuta nel documento sul prossimo Sinodo dei vescovi che avrà per tema “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione”. Il 24 aprile il Pontefice ha approvato un nuovo itinerario sinodale per l’appuntamento che inizialmente era previsto nell’ottobre 2022 e che invece viene rivisto anche nei tempi. Di fatto durerà dall’ottobre 2021 all’ottobre 2023 quando si terrà la vera e propria riunione dei vescovi in Vaticano. Il cammino di riforme sarà inaugurato dal Papa in Vaticano il 9 e il 10 ottobre, mentre domenica 17 ottobre ogni vescovo lo aprirà nella propria diocesi. Sarà una «consultazione del Popolo di Dio».

Ogni vescovo nominerà un responsabile (eventualmente un’équipe) diocesano della consultazione sinodale, che farà da punto di riferimento e di collegamento con la Conferenza episcopale e che accompagnerà la consultazione nella Chiesa particolare in tutti i suoi passi. La consultazione nelle diocesi si svolgerà attraverso gli organi di partecipazione senza escludere le altre modalità che «si giudichino opportune perché la consultazione stessa sia reale ed efficace». La consultazione in ciascuna diocesi si concluderà con una riunione pre-sinodale, che sarà il momento culminante del discernimento diocesano. Dopo la chiusura della fase diocesana, ogni diocesi invierà i suoi contributi alla Conferenza episcopale.

Quindi nelle Conferenze episcopali inizierà un periodo di discernimento dei vescovi riuniti in assemblea. È questo il momento per la redazione della sintesi dei contributi che sarà inviata alla Segreteria generale del Sinodo. Quindi la Segreteria generale metterà a punto il primo Instrumentum Laboris entro settembre 2022. Nell’ottobre 2023 si terrà l’Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi in Vaticano.

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Ultimo aggiornamento: 22 Maggio, 08:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA