Papa Francesco come sta davvero? L'infiammazione ai polmoni, la cannula e l’Angelus non recitato

«Non mi affaccio, ho un’infiammazione»

Lunedì 27 Novembre 2023 di Franca Giansoldati
Papa Francesco come sta? L'infiammazione ai polmoni, la cannula e l Angelus non recitato

La voce è un po’ provata: «Cari fratelli e sorelle, oggi non posso affacciarmi dalla finestra del Palazzo Apostolico perché ho questo problema di infiammazione ai polmoni, e a leggere la riflessione sarà monsignor Paolo Braida, perché e lui che le scrive e le fa molto bene». Ieri a mezzogiorno in punto il Papa un po’ pallido ma sorridente, ha introdotto il suo stretto collaboratore che, seduto accanto a lui, ha attaccato la lettura del testo preparato, compresa la parte post Angelus, solitamente riservata ai saluti e agli appelli di carattere internazionale.

Gli argomenti che hanno fatto capolino riguardavano la guerra in Ucraina, il conflitto israelo-palestinese con il rilascio degli ostaggi, e l’emergenza climatica, argomento al quale Bergoglio ha dedicato non solo un’enciclica, la Laudato Sì, ma pure una Esortazione Apostolica, la Laudate Deum. 

Papa Francesco ammalato: «Non posso affacciarmi». Angelus in collegamento da Santa Marta

OSTAGGI

«Oggi ringraziamo Dio perché tra Israele e Palestina c’è finalmente una tregua e alcuni ostaggi sono stati liberati. Preghiamo che lo siano al più presto tutti: pensiamo alle loro famiglie. Che entrino a Gaza più aiuti umanitari, e che si insista nel dialogo: è l’unica via, l’unica via per avere pace. Chi non vuole dialogare non vuole la pace».

E la prima volta in assoluto che un Papa presenta ufficialmente al mondo il suo ghostwriter, tra le figure curiali meno conosciute e di regola destinate a restare in ombra. Da ieri, invece, il volto di Braida è divenuto familiare a tutti mentre prestava la sua voce al Pontefice nella cappella di Santa Marta, dove vivono entrambi. Alla base di questo strappo protocollare vi era la situazione imprevista da gestire: la brutta infiammazione polmonare da qualche tempo rende difficoltoso a Francesco parlare in pubblico. La tosse stizzosa lo scuote e gli dà dolore al petto al punto che sabato i medici lo hanno convinto a sottoporsi a una Tac ai polmoni nel vicino ospedale dell’Isola Tiberina-Gemelli ormai divenuto parte integrante del sistema sanitario vaticano. L’esame fortunatamente è risultato negativo ed è stato scartato il timore di una polmonite in fieri. Per curare questa infezione batterica e non farla peggiorare, Bergoglio si sta sottoponendo a cicli di antibiotici somministrati attraverso flebo anche per velocizzare la terapia. Non a caso ieri le telecamere hanno catturato un particolare: sul dorso della mano destra il Papa aveva un cerotto con la cannula ancora infilata in vena. 

Mentre Braida leggeva, Bergoglio accanto annuiva con la testa: «Per tutti i popoli dilaniati dai conflitti continuiamo a pregare senza stancarci, perché la preghiera è la forza di pace, che infrange la spirale dell’odio, spezza il circolo della vendetta e apre vie insperate di riconciliazione». Poi il pensiero è passato all’Ucraina che ha appena «commemorato l’Holodomor, il genocidio perpetrato dal regime sovietico, che novant’anni fa causò la morte per fame di milioni di persone. Quella lacerante ferita, anziché rimarginarsi, è resa ancora più dolorosa dalle atrocità della guerra». 

Sulla piazza vaticana la diretta di quello strano Angelus è stata trasmessa sui due maxi schermi collocati accanto al Colonnato. I fedeli sulla piazza riprendevano coi telefonini consapevoli di assistere a un momento assai particolare. Dalla folla è persino spuntato un cartello affettuoso con su scritto: «Francesco come Pietro, coraggio!!». Un gruppo di suore commentava che di questi tempi è facile ammalarsi. «Alla sua età dovrebbe stare più attento e non esporsi al freddo». Una cautela che è mancata mercoledì scorso, all’udienza generale: nonostante il vento Francesco ha insistito per fare un giro sulla jeep scoperta e salutare tutti. Probabilmente è anche per questo che la bronchite è peggiorata. 

VIAGGI

Sabato mattina quando si è alzato con alcune linee di febbre, il Vaticano ha fatto cancellare le udienze in programma tra cui la visita del presidente della Guinea Bissau. L’agenda odierna, invece, prevede la visita del presidente del Paraguay, Santiago Pena Palacios che non è stata fatta slittare, salvo complicazioni dell’ultima ora, così come la partenza papale alla conferenza sul clima. «Nel prossimo fine settimana, mi recherò negli Emirati per intervenire alla Cop28 di Dubai. Ringrazio coloro che accompagneranno questo viaggio con la preghiera e con l’impegno di prendere a cuore la salvaguardia della casa comune» ha letto Braida, prestando la voce al Pontefice che gli indicava sul foglio alcune parti. La visita a Dubai effettivamente sta molto a cuore a Bergoglio e difficilmente vorrà rinunciarvi anche se i medici gli avrebbero consigliato riposo. Tra poco Francesco festeggerà 87 anni ma di risparmiarsi non ha alcuna intenzione. 

Ultimo aggiornamento: 07:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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