Francia, contagi boom: oltre 51.000 in 24 ore. Omicron in 17 Paesi europei, Ecdc: «167 casi confermati»

L'ultimo aggiornamento sul nuovo ceppo sudafricano pubblicato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc)

Sabato 4 Dicembre 2021 di Simone Pierini
Francia, contagi boom: oltre 51.000 in 24 ore. Omicron in 17 Paesi europei, Ecdc: «167 casi confermati»

Covid, è boom di contagi in Francia: sono oltre 51.000 in 24 ore. La Francia, infatti, ha registrato 51.624 casi di contagio: i dati fanno alzare a 41mila la media di contagi settimanali dai 30mila precedenti. La scorsa settimana la media era di 28mila. I nuovi ricoveri sono 694, inclusi 119 in gravi condizioni. I decessi sono 113.

 

Omicron in Europa: ecco i Paesi coinvolti

Sono 167 i casi di variante Omicron al momento confermati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) in un totale di 17 Paese del vecchio continente con il Lussemburgo ultimo ad aggiungersi all'elenco. Secondo l'ultimo aggiornamento di oggi sabato 4 dicembre sono 58 in più le persone contagiate dal nuovo ceppo sudafricano mentre sono in corso indagini su numerosi casi sospetti in diversi Paesi.

Sono stati segnalati casi da 17 paesi: Austria (10), Belgio (6), Repubblica Ceca (1), Danimarca (18), Finlandia (1), Francia (12, di cui 2 a Reunion), Germania (15), Grecia ( 1), Islanda (7), Irlanda (1), Italia (9), Lussemburgo (1), Paesi Bassi (18), Norvegia (19), Portogallo (34), Spagna (7) e Svezia (7). 

 

 

 

Come stanno le persone contagiate da Omicron

Secondo il rapporto dell'Ecdc la maggior parte dei casi confermati ha una storia di viaggi in Paesi africani, alcuni hanno preso voli di coincidenza in altre località tra l'Africa e l'Europa. Diversi paesi dell'UE/SEE (Belgio, Germania, Spagna) hanno rilevato casi senza un legame epidemiologico con aree in cui è documentata o presunta la trasmissione comunitaria della variante di Omicron. Ciò indica che la trasmissione comunitaria non rilevata potrebbe essere in corso anche in questi Paesi. La Finlandia ha riportato casi con anamnesi di viaggi all'interno dell'UE/SEE (Svezia, Danimarca).  

 

 

 

Tutti i casi per i quali sono disponibili informazioni sulla gravità sono asintomatici o presentano sintomi lievi. Finora non sono stati segnalati decessi legati ad Omicron. Questi dati - precisa l'Ecdc - dovrebbero essere valutati con cautela in quanto il numero di casi confermati è troppo basso per capire se lo spettro clinico della malattia di Omicron differisca da quello delle varianti precedentemente rilevate.   

 

 

 

Primo caso Omicron in Alto Adige

Per la prima volta una persona in Alto Adige è risultata positiva alla variante del coronavirus «Omicron». Si tratta di una donna del Burgraviato rientrata in Alto Adige dal Sudafrica a fine novembre. Come previsto si era sottoposta a tampone molecolare sia prima della partenza, a Città del Capo, che all'arrivo a Monaco, entrambe le volte con risultato negativo. In seguito le autorità competenti hanno informato l'Azienda Sanitaria dell'Alto Adige di un caso positivo al SARS-CoV-2 riscontrato sullo stesso volo. La donna è stata immediatamente sottoposta a un ulteriore tampone PCR che ha dato esito positivo, informa l'Azienda sanitariaIeri sera i risultati del sequenziamento, eseguito presso il Laboratorio Aziendale di Microbiologia e Virologia, hanno confermato che si tratta della variante Omicron. La paziente si trova in isolamento ed ha riferito sintomi lievi. L'unico contatto stretto, peraltro asintomatico, è in quarantena. Il tampone Pcr è in corso. La sorveglianza della circolazione di nuove varianti attualmente prevede che si effettui il sequenziamento di tutti i tamponi Pcr positivi di viaggiatori di ritorno da aree a rischio, come anche quando vi sono segnalazioni con motivi di sospetto. La variante Omicron, informa l'Azienda sanitaria, ha evidenziato una maggiore velocità di trasmissione. In molti casi il decorso nei pazienti vaccinati o guariti da Covid-19 risulta lieve. La persona interessata risulta vaccinata.

 

 

 

Gran Bretagna, 150 casi Omicron

I casi della variante Omicron del coronavirus sono più che raddoppiati a quota 150 nel Regno Unito dopo la scoperta ieri di altri 75 contagi in Inghilterra, 16 in Scozia e il primo nel Galles: lo ha reso noto il governo, secondo quanto riporta il quotidiano Independent. Finora nessun caso si registra invece in Irlanda del Nord. Per quanto riguarda la sola Inghilterra, i nuovi 75 casi si aggiungono ai precedenti 29, per un totale (aggiornato a ieri) di 104. La direttrice dell'Agenzia nazionale per la sicurezza della salute (UKHSA), Jenny Harries, ha precisato che alcuni dei nuovi contagi sono stati individuati in persone che non hanno viaggiato all'estero, e ciò indica - ha commentato - che nel Paese adesso c'è «una piccola parte di trasmissione (del virus) nella comunità».

 

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Pregliasco: non sappiamo se "buca" il vaccino

«Ad ora, da quello che emerge, la variante Omicron sembrerebbe più contagiosa, ma con casi più lievi. Non sappiamo ancora in via definitiva se possa schivare il vaccino, ma qualora dovesse farlo non sarebbe comunque in forma completa, ecco perché è necessario fare la terza dose». A dirlo ai microfoni di iNews24, è il direttore sanitario dell'Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, Fabrizio Pregliasco. I dati, ha sottolineato, «necessitano ancora di un pò di tempo per arrivare a una conclusione, diciamo che ci vorrà ancora una settimana per aver un quadro più completo». Pregliasco ha poi spiegato: «Siamo ancora nella fase di risalita della curva. Sarà necessario vaccinarsi, fare il richiamo e mantenere sempre alta l'attenzione. Spero davvero che questo possa essere uno degli ultimi colpi di coda del virus ed è proprio in questo senso che va compresa l'opportunità di una dose di rinforzo per garantire ulteriormente una protezione più efficace». Sull'autorizzazione di Aifa al vaccino per i bambini nella fascia 5-11 anni, Pregliasco ha poi rimarcato: «Ci sono stati già 3 milioni e mezzo di casi ad oggi, grazie agli ottimi sistemi americani e israeliani di raccolta dati. Direi che i numeri quindi già li abbiamo e sono consolidati». Sulla copertura vaccinale mondiale e sul dibattito circa la possibilità di togliere i brevetti , Pregliasco ha commentato: «Dobbiamo cercare di vaccinare il maggior numero di persone possibile, non solo in Italia, ma nel mondo. Sarà una battaglia difficile e a lungo termine, che però non possiamo esimerci dal combattere». Quindi ha concluso: «Quel che serve è un accordo internazionale che garantisca una rimodulazione dei costi, in modo da permettere una maggior diffusione dei vaccini. Togliere i brevetti non risolverebbe il problema, perché purtroppo non basta avere la ricetta della nonna per fare la torta, soprattutto se a cucinare è il nipote».

 

 

Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre, 09:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA