Omicron, primo caso in Italia: un contagiato da Fiumicino a Caserta, arrivava dal Mozambico. Controlli anche nei porti

L'uomo era rientrato dall'Africa, poi un viaggio a Milano. Infettati i due figli. Nel Lazio verifiche agli scali e test su chi è entrato recentemente da Paesi a rischio

Sabato 27 Novembre 2021
Omicron, primo caso in Italia: «È un casertano atterrato a Milano dal Mozambico, 5 persone in isolamento»

È un quarantenne residente a Caserta, padre di due figli che frequentano la scuola dell’infanzia, manager di una grande azienda italiana con una sede in Mozambico, il primo caso di contagio da variante Omicron di Sars-Cov-2 in Italia. La probabilità che il tampone positivo, rilevato nei giorni scorsi a Milano, sia riconducibile alla nuova variante è del 99 per cento. Sono in corso ulteriori sequenziamenti di controllo.

Il manager è partito dal Sudafrica l’11 novembre con un volo da Johannesburg ed è arrivato il 12 a Fiumicino per poi raggiungere Caserta. Il giorno 15 è rientrato a Milano dove l’azienda effettua i controlli sanitari per i suoi manager in vista di una ripartenza per il Mozambico programmata per il 17. In questo frangente è risultato positivo al tampone molecolare e pertanto rispedito a Caserta dove è rientrato.

 

 

 

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La nuova variante Omicron in Italia

In considerazione della zona di lavoro il campione biologico è stato sottoposto a sequenziamento genetico che per il 99 per cento è risultato sovrapponibile alla sequenza mutata del nuovo ceppo sud africano Omicron. I familiari sono passati in carico alle autorità sanitarie di Caserta e dal 17 al 19 sono risultati positivi anch’essi al virus. All’arrivo della segnalazione da Milano, ieri mattina, sono scattati i nuovi tamponi inviati al Cotugno per l’ulteriore tipizzazione genetica. Tranne i bambini, non vaccinabili per età, tutti i componenti della famiglia sono vaccinati con due dosi. Allo stato sono lievemente sintomatici ma senza alcun segno di preoccupazione clinica.


CONTROLLI
La diffusione della Omicron sta alzando il livello di attenzione alle frontiere. Il Green pass potrebbe non essere più sufficiente per viaggiare, all’orizzonte tornano i tamponi per salire in aereo. Nel frattempo il Lazio sta chiedendo al Ministero della Salute l’elenco di tutti coloro che, negli ultimi 15 giorni, sono sbarcati a Fiumicino dopo essere partiti da uno dei paesi dell’Africa considerati a rischio (Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Mozambico, Namibia ed Eswatin).

Le varie Asl andranno a cercarli per sottoporli ai tamponi. Ma il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, preme sul governo: «Consiglio immediati provvedimenti di controllo alle frontiere e di valutare ulteriori scelte di contenimento dei flussi d’ingresso». L’assessore alla Salute, Alessio D’Amato, parla di controlli in «porti, aeroporti e stazioni».

Omicron non solo è già in Europa ed è arrivata anche in Italia. La nuova variante preoccupa governi e autorità sanitarie perché è la prima a mostrare caratteristiche che, potenzialmente, possono eludere la protezione dei vaccini. I paesi dell’Unione europea, Italia compresa, hanno proibito gli arrivi dalla lista di sette nazioni dell’Africa, ma servirà solo a prendere tempo, non a evitare la diffusione della nuova variante che appare molto più contagiosa della Delta (almeno sei volte secondo le prime ipotesi).

 

La prima contagiata dalla Omicron in Europa l’altro giorno era stata trovata in Belgio, è una donna non vaccinata tornata undici giorni prima dall’Egitto passando per la Turchia. Segnalazioni stanno avvenendo in tutta Europa: due casi sono stati identificati nel Regno Unito (entrambi tornavano dall’Africa), altri nella Repubblica Ceca e in Germania. Ad Amsterdam, venerdì, sono atterrati due aerei provenienti dal Sudafrica. Tutti i 624 passeggeri sono stati sottoposti ai tamponi e l’esito dei test è stato disarmante: secondo il Ministero olandese sono 61 i positivi, tutti con variante Omicron, una percentuale altissima, tenendo conto che all’imbarco la compagnia aerea avrebbe dovuto richiedere l’esito di un tampone negativo.
DIFESA
Il Lazio (sia l’assessore D’Amato sia il governatore Zingaretti) ha chiesto di aumentare il livello dei controlli nei porti, negli aeroporti (a partire da quello più importante, Fiumicino) e nelle stazioni. L’unico modo per farlo è tracciare con più efficacia eventuali triangolazioni e imporre, per i viaggi anche tra Paesi Ue, i tamponi (dal resto già avveniva a giugno e ora l’ha deciso Johnson nel Regno Unito).

«Almeno per 15 giorni bisognerebbe ripristinarli» dice D’Amato. L’altro giorno c’è stato un vertice tra Ministero della Salute, Istituto superiore di sanità e rappresentanti delle Regioni. Il professor Gianni Rezza, dirigente settore Prevenzione, ha raccomandato di aumentare il livello di attenzione. Ha firmato una circolare che chiede di «rafforzare e monitorare le attività di tracciamento e sequenziamento in caso di viaggiatori provenienti da Paesi con diffusione della variante Omicron e loro contatti»; di vigilare su «focolai caratterizzati da rapido ed anomalo incremento di casi»; di «applicare tempestivamente e scrupolosamente» le misure previste da una circolare dell’agosto scorso sulle misure di quarantena e isolamento previste allora per la variante Beta (la B.1.351, anch’essa individuata in Sudafrica da cui si è poi sviluppata la Omicron).

 

 

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Ultimo aggiornamento: 28 Novembre, 17:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA