Trovato il piroscafo Tripoli affondato dai tedeschi con 300 italiani a bordo

Lunedì 3 Novembre 2014
Trovato il piroscafo Tripoli affondato dai tedeschi con 300 italiani a bordo
OLBIA - Il piroscafo Tripoli, adibito al trasporto postale venne colpito e affondato, fra il 17 e il 18 marzo 1918, da un sommergibile tedesco a circa 20 miglia da Capo Figari, nel golfo di Olbia.





Morirono circa 300 persone fra cui anche militari della Brigata Sassari. Ora, a quasi un secolo di distanza, il relitto è stato localizzato dal cacciamine Vieste della Marina militare. Le ricerche, sottolinea la Marina Militare, si sono svolte il 29 e 30 ottobre: si tratta di un programma di collaborazione tra la Forza armata e il ministero dei Beni culturali attuato nell'ambito del Progetto di commemorazione della Prima Guerra Mondiale.



Il relitto - «correlabile» con quello del piroscafo Tripoli - è stato localizzato a 20 miglia da Capo Figari, adagiato su un fondale di circa 1.000 metri di profondità. Il piroscafo «Postale Tripoli» fu affondato, nella notte tra il 17 e il 18 Marzo 1918, in seguito al siluramento da parte di un sommergibile tedesco. Faceva rotta tra il Golfo degli Aranci e Civitavecchia. Morirono circa 300 persone, tra cui parte della Brigata Sassari.



«Grazie all'impiego di sistemi di ultima generazione - riferisce lo Stato maggiore della Marina - è stato possibile condurre attività di ricerca ad alte profondità». In particolare, grazie ai sensori di cui è dotato il robot sottomarino AUV (Autonomous Underwater Vehicle) HUGIN 1000, è stato possibile esplorare un'area di circa 4 miglia quadre a largo del golfo di Olbia, con un ottimo livello di definizione.



La Marina militare, attraverso l'impiego dei cacciamine, svolge costantemente attività di monitoraggio e mappatura del fondale marino allo scopo di individuare possibili relitti, ordigni bellici inesplosi o altri ostacoli sommersi che possano compromettere la sicurezza della navigazione. Il cacciamine Vieste è un' unità della Classe Lerici, equipaggiata con sistemi ed apparecchiature che consentono di determinare, con precisione, la presenza sul fondale marino di mine e di oggetti di diversa natura e dimensioni.



Questa tipologia di unità, che imbarca anche un nucleo di palombari, è dotata di camera iperbarica e «consente un'ampia versatilità operativa che si può definire duale, proprio per il suo doppio impiego sia nel campo militare che a supporto della collettività civile nella ricerca e monitoraggio ambientale o anche nella ricerca e soccorso». Nave Vieste è stata di recente sottoposta ad un programma di ammodernamento, divenendo la prima unità della Marina Militare ad essere equipaggiata con un veicolo autonomo di ultima generazione, capace di effettuare ricerche su alti fondali.
Ultimo aggiornamento: 4 Novembre, 12:36