«Offro lavoro a 1.500 euro al mese, ma gli italiani rifiutano perché non vogliono fare i turni»

PER APPROFONDIRE: mirco bannini, operai
«Offro lavoro a 1.500 euro al mese, ma gli italiani rifiutano perché non vogliono fare i turni»

di Domenico Zurlo

Ma davvero gli immigrati ci tolgono il lavoro? Certamente in tanti casi ci sono ragazzi extracomunitari che si accontentano di salari molto bassi pur di lavorare, ma quello che è successo ad un’azienda nel pesarese testimonia qualcos’altro: la scarsa voglia di adattarsi e di lavorare da parte dei disoccupati italiani, per uno stipendio assolutamente rispettabile.



Mirco Bannini, titolare di un’azienda che produce tappi per distillati a Mombaroccio, ha raccontato infatti al quotidiano La Nazione di aver cercato negli ultimi cinque mesi otto operai per coprire i turni notturni: richiesta per cui ha ricevuto oltre 900 curriculum, ma in tanti, italiani, si sono poi tirati indietro per orari poco adeguati.

Già nello scorso gennaio Bannini aveva scritto al Resto del Carlino, lamentando di non riuscire a trovare gli operai per questo tipo di lavoro: in pochi giorni si presentarono in centinaia, di persona o mandando i loro curriculum online. Ma evidentemente non è bastato: “Abbiamo assunto otto persone, due hanno rinunciato dopo poche settimane - ha detto - Me l’hanno detto chiaramente, non se la sentivano di fare i turni e di lavorare anche nei festivi”.

Eppure lo stipendio era alto: dai 1450 ai 1550 euro netti. Ma oltre ai turni, l’altro aspetto che ha ‘bloccato’ gli aspiranti lavoratori era la distanza. “Da noi c’è la mentalità che uno deve andare a lavorare in bicicletta, la distanza più lunga era di 11 chilometri”, ha aggiunto, spiegando come tra chi ha rinunciato c’era qualcuno che l’ha fatto perché non voleva viaggiare. “Siamo rimasti amareggiati, forse si trattava di persone che non avevano davvero bisogno. I nostri operai per un terzo sono extracomunitari, ci troviamo benissimo: loro sì che hanno bisogno”, conclude.
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Martedì 29 Maggio 2018, 08:30






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5 di 60 commenti presenti
2018-05-31 14:55:35
se uno può' permettersi di rifiutare un lavoro perche' pagato poco o con turni che non gli aggradano, meglio per lui, tutti cercano la miglior sistemazione possibile, quello che trovo insopportabile in tanti commenti e' l'idea che l'imprenditore debba pagare in base alle necessita' del lavoratore invece che per quanto lo stesso produce. Io ho 60 dipendenti, quando assumo qualcuno o mi chiedono un aumento, faccio una semplice valutazione: mi conviene dargli cio' che chiede o no? se la risposta e' si, sono ben felice di accontentarli perche' lasciarlo andare sarebbe una perdita anche per me. Comunque, se uno e' a casa senza far niente, anche poco e' meglio che niente e nel frattempo continuare a cercar qualcosa di meglio invece che piangersi addosso ed incolpare l'imprenditore malvagio.
2018-05-30 21:05:58
Certamente hanno papà e mamma che allungano banconote, quindi per loro non vale la pena fare sacrifici!!! E' una vergogna!!!
2018-05-30 15:43:17
I nostri operai per un terzo sono extracomunitari, ci troviamo benissimo: loro sì che hanno bisogno”, conclude. E allora, carino, continua a chiamare extracomunitari. Non vedo dove stia il problema Mi sembra che costui cerchi solo di farsi pubblicita'.
2018-05-30 14:30:37
Manca un particolare: Nella sua zona i giovani italiani sono intenti a girarsi i pollici davanti al bar, o lavorano da qualche altra parte ? Se la risposta, come credo, e' la seconda significa solo che il mercato del lavoro in quella zona offre di meglio. Meglio non significa solo stipendio. Anzi, i giovani sono oggi molto piu' attenti alle condizioni non accessorie, quelle che negli uffici "accaerre" si dicono "elementi di incentivazione non economica". Il rapporto vita-lavoro e' oggi valutato in prima analisi, ed e' bene che sia cosi'. Le forme di flessibilita' progressivamente introdotte, se da un lato hanno scosso la dinamica occupazionale, dall'altro hanno ridotto considerevolmente la qualificazione media del personale, ed annullato il legame per cosi' dire "affettivo" tra lavoratore e azienda.
2018-05-30 12:17:14
Io ho bisogno di un collaboratore, e che sia italiano perché per andare nelle case degli altri gli stranieri non li vogliono. Ma non trovo e come me molti altri artigiani, elettricisti, idraulici, fabbri, falegnami....ecc.. Inserzioni su subito, su Facebook non hanno dato risultato, nemmeno per un semplice colloquio. Cosa offro? Beh, se uno non sa far nulla, non conosce il mestiere ma ha voglia di fare, imparare, all'inizio prenderà la paga sindacale, i 1300 euro mensili circa. Ma nel momento che diviene autonomo la paga si avvicina ai 2000 euro mensili. Da dire che a me un operaio costa ben di più di quello che è il suo stipendio, oltre ai contributi, ci sono una serie di corsi obbligatori e corsi per qualificarsi. Ci vogliono almeno tre anni per formare tecnicamente questo collaboratore....oltre al tempo che serve per istruirlo. È difficilissimo trovare ITALIANI che abbiano voglia di lavorare, vogliono prevalentemente uno stipendio. Ma io non sono un ente benefico. E poi diritti da tutte le parti, sabato e festivi a casa, appena c'è un raffreddore stanno a casa, di trasferte neanche a parlarne... Di DOVERI neanche si parla anzi, è parola totalmente sconosciuta. Preferiscono andare in giacca e cravatta per case a cercare di vendere contratti Enel o telefonici, oppure call center dove c'è l'aria condizionata, non ci si sporca e soprattutto non si fa fatica.... Ma chi si crede di essere il giovane italiano, che aspirazioni di fare ha? A proposito, il gazz è autorizzato a dare il mio contatto a chi lo richiedesse, oppure se qualcuno qui vuole rispondere gli do indicazioni....con altri amici artigiani, posso dire che una decina di posti di lavoro ve li trovo, e solo qui nella mia zona.