Lettonia, soldati italiani al confine con la Russia. L'ira di Mosca: «Politica distruttiva»

Venerdì 14 Ottobre 2016
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L'Italia invierà nei prossimi mesi «140 soldati in Lettonia per partecipare alla forza Nato a guida canadese dispiegata nel Paese». Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, in conferenza stampa congiunta con il segretario della Nato, Jens Stoltenberg, alla Nato Defense College di Roma. «L'Italia ha sempre dato il suo contributo ad un'impostazione di rafforzamento degli assetti difensivi nei Paesi del nord-est dell'Alleanza atlantica», ha spiegato il ministro. L'invio di soldati italiani in ambito Nato al confine orientale dell'Europa «non è una politica di aggressione nei confronti della Russia, ma di rassicurazione e difesa dei nostri confini come Alleanza», continua Gentiloni. Queste decisioni «non influiscono minimamente nella linea di dialogo che l'Italia ha sempre proposto e condiviso con la Nato e che può e deve andare in parallelo con le rassicurazioni ai nostri alleati che si sentono a rischio», aggiunge.

«La politica della Nato è distruttiva. L'Alleanza è impegnata nella costruzione di nuove linee di divisione in Europa invece che di profonde e solide relazioni di buon vicinato»: lo ha dichiarato all'ANSA la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, commentando le parole del segretario della Nato Jens Stoltenberg, che in un'intervista alla Stampa ha affermato che nel 2018 un contingente di soldati italiani sarà inviato al confine europeo con la Russia. La Nato, ha aggiunto Zakharova, «mira ad allontanare ancora di più le persone piuttosto che a lottare contro minacce e sfide comuni». Quando le è stato chiesto se un eventuale dispiegamento di forze italiane vicino ai confini con la Russia potrebbe avere un impatto negativo sulle relazioni tra Mosca e Roma, la portavoce del ministero degli Esteri russo ha replicato: «Sia Roma a rispondere a Stoltenberg».

Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre, 09:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA