Migranti, catturati 80 dei 100 fuggiti dal Cara di Caltanissetta. In 140 alla deriva su barcone vicino a Malta

Domenica 26 Luglio 2020
Migranti, oltre cento in fuga dal Cara di Caltanissetta. In 140 alla deriva si barcone vicino a Malta
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Ritrovati 80 dei circa 100 migranti ospiti del Cara di Pian del Lago, a Caltanissetta e fuggiti la sera scorsa. I carabinieri ne avevano subito catturati tre, poi, nella notte, via via il fermo degli altri. Decine di militari dell'Arma e agenti della polizia sono stati impegnati nelle ricerche dei profughi. In tutto nel centro c'erano 350 persone.  I migranti fuggiti dal cara fanno parte del gruppo di profughi trasferiti nel centro nisseno per il periodo di quarantena obbligatoria.

Nessuno di loro sarebbe positivo al tampone, fa sapere il sindaco di Caltanissetta Roberto Gambino. Ma cresce comunque la preoccupazione. «Chiederò al governo di non inviare più immigrati a Pian Del Lago», tuona il primo cittadino. «Sono tutti negativi ai tamponi, ma non è questo il punto - dice Gambino- chiedo la massima sicurezza della struttura. Perché in questo modo non si possono contenere. Così non si può continuare. Stando a quanto è accaduto oggi evidentemente non ci sono condizioni di sicurezza adeguate».
Altre fughe di migranti si sono verificate ieri. Venivano dalla Sicilia ed erano già in quarantena 400 immigrati giunti al Cara di Palese (Bari), fa sapere il deputato pugliese Rossano Sasso (Lega). 
 

Allarme per un'imbarcazione in avaria

Su fronte sbarchi l'ultimo allarme è della scorsa notte. Novantacinque persone su una barca in avaria in zona Sar maltese. Il motore dell'imbarcazione fuori uso. Comincia con un tweet di Alarm Phone il racconto dell'ennesimo SOS nel Mediterraneo. Un bollettino che col passare delle ore si fa sempre più drammatico e descrive il terrore dei migranti a bordo nell'indifferenza delle autorità di Malta, sorde alle richieste di aiuto. «Dicono di non poter rimuovere l'acqua dalla barca perché é sovraffollata. Urlano: 'stiamo morendo!'», scrive l'organizzazione.

«Il mercantile Maridive230 è a circa 20 miglia dalla barca e potrebbe ricevere ordine di soccorrere ma le forze armate maltesi non rispondono alle nostre chiamate». Un'altra barca, con 45 persone a bordo si trova sempre in zona Sar maltese. «Di nuovo le autorità sono informate ma non rispondono», sottolinea l'organizzazione. «Il soccorso è un dovere», twitta Alarm Phone che esorta Italia e Malta a «smetterla di giocare con le vite» dei migranti., mentre le due imbarcazioni con 140 migranti alla deriva procedono verso le coste italiane dove gli arrivi dall'Africa non si arrestano.

In tilt l'hotspot di Lampedusa

Solo la scorsa notte 13 tunisini sono stati fermati dai carabinieri sugli scogli di Linosa e altri 15 sono stati intercettati su un barchino, dalla Guardia costiera, nelle acque davanti Lampedusa. Sbarchi che mandano in tilt l«hotspot della maggiore delle Pelagie in cui fino a 24 ore fa erano ospitate 1.027 persone: dieci volte il numero di migranti che la struttura può accogliere. Una situazione di emergenza su cui il sindaco dell'isola Totò Martello da giorni tenta richiama l'attenzione del Governo. Un aiuto per affrontare l'emergenza arriva dal Viminale che ha ha indetto una nuova gara per trovare una nave dove far trascorrere la quarantena ai migranti che sbarcano sulle coste italiane.

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L' avviso per la presentazione di »manifestazioni di interesse per il servizio di noleggio di una unità navale battente bandiera italiana e/o comunitaria« è stato pubblicato sul sito del Mit e le offerte dovranno pervenire entro le 12 di mercoledì 29 luglio. La necessità di una nuova gara si è resa necessaria dopo che le precedenti sono andate deserte e perché non è possibile requisire un'imbarcazione, in quando non si può procedere allo stesso modo nei confronti dell'equipaggio. Intanto sono in partenza sul pattugliatore della Guardia di finanza e su quello della Guardia costiera 320 migranti ospiti dell'hotspot di Lampedusa. Stasera nella struttura resteranno in 455. Un numero sempre elevato visto che l'unico padiglione rimasto operativo può ospitare un massimo di 95 persone, ma di gran lunga inferiore rispetto ai 962 di stamani e ai 1.027 di ieri mattina.
 

Soltanto nella giornata di oggi, visto che stamani col traghetto erano stati trasferite altre 200 persone, hanno lasciato la struttura in 520. Hanno raggiunto intanto Lampedusa e l'hotspot anche i 13 tunisini che erano stati intercettati e bloccati, direttamente sulla terraferma di Linosa, dai carabinieri. I trasferimenti dal centro di contrada Imbriacola sono cominciati ieri sera: col traghetto di linea per Porto Empedocle sono partiti 80 immigrati. Dal molo Favarolo, già in nottata, sono stati portati via anche i 15 che erano stati soccorsi dalla Guardia costiera. Dal cpa intanto hanno fatto sapere che tutti i tamponi a cui erano stati sottoposti i 25 migranti sbarcati, risultati positivi, con test sierologico, al Covid-19, hanno dato esito negativo.

Nessuno degli ospiti dell'hotspot è affetto dal virus. Una buona notizia per il sindaco di Lampedusa, Totò Martello che, dopo l'allarme lanciato dal sindacato di polizia Fsp su possibili presenze di malati di Covid, ha parlato di »fake news« ed annunciato la presentazione di una denuncia per procurato allarme. Due casi di Covid sono stati accertati invece nell'hotspot di Pozzallo, nel Ragusano. Mentre una africana incinta, trasferita per accertamenti a Palermo, è stata trovata positiva al virus e portata all'ospedale Cervello dove pazienti, medici e infermieri verranno sottoposti al tampone per precauzione.

«Lampedusa deve tornare ad essere meta turistica e non piu' il centro di accoglienza e smistamento di migliaia di immigrati clandestini che tutti i giorni arrivano indisturbati in Italia per colpa di un governo complice e incapace. Cittadini e imprenditori dell'isola sono allo stremo delle forze, occorre agire subito. Fermiamo le partenze, le morti in mare e gli sbarchi incontrollati. Blocco navale subito», dice Carolina Varchi, deputato di Fratelli d'Italia.

Ultimo aggiornamento: 27 Luglio, 15:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA