Mes, l'Eurogruppo blinda la riforma: «Firma a inizio 2020». Visco: modifiche limitate

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Mes, via all'Eurogruppo. Centeno: nessuna ragione di riaprire il testo, a inizio 2020 la firma
Mentre in Italia resta ancora infuocata la polemica politica sulla riforma del fondo salva-Stati Mes, in Europa i ministri dell'Economia si siedono attorno a un tavolo per definire tempi e modi della firma del nuovo Trattato che ormai tutti aspettano da mesi. Il presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno esclude la riapertura di una discussione sui contenuti, e annuncia che la firma avverrà nei primi mesi del 2020 e non nel summit di dicembre, tempistica che darà modo anche ai Paesi di affrontare le loro discussioni parlamentari. 

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Non è detto che all'Italia basti. «C'è una logica di pacchetto, rimaniamo vincolati a questa prospettiva», fa sapere il premier Giuseppe Conte da Londra, rassicurando ancora una volta che difenderà gli interessi dell'Italia e di non vedere rischi. Ma Matteo Salvini non arretra: «Da Bruxelles continuano a dire pacchetto chiuso. E Conte dice invece che è aperto. Non mi stupirebbe l'ennesima bugia, bisogna fermare la firma contro qualcosa che è contro l'interesse nazionale». 


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Il presidente Centeno, entrando all'Eurogruppo, rende esplicita la posizione comune: «Non vediamo ragione per cambiare il testo» del Mes. Allo stesso tempo, però, intende andare incontro alle necessità di quei Paesi che hanno bisogno di un ulteriore passaggio in Parlamento: «Il dibattito è in corso, oggi faremo un altro passo importante e poi aggiusteremo le necessità di dibattito che sono presenti» nei nostri Paesi, ha aggiunto, annunciando che la firma del nuovo Trattato avverrà «ad inizio del prossimo anno». Non è da considerare un rinvio, spiega. In realtà i tempi si allungherebbero comunque perché, anche con un accordo finale nel summit del 12-13 dicembre, la traduzione del testo nelle diverse lingue richiederebbe un paio di mesi. Tempo utile anche per chiarire gli ultimi dettagli tecnici, non solo i dubbi del Parlamento italiano. 

 

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Per il ministro francese Bruno Le Maire, la firma va fatta il prima possibile, su un accordo che peraltro era già chiuso dopo parecchi mesi di negoziato. Per il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni, al suo primo Eurogruppo, il Mes non va ritardato. «È questo il momento giusto per fare passi avanti» sia sul fondo che sull'Unione bancaria, perché «abbiamo lasciato alle spalle il momento di crisi più difficile e non siamo certi di come si svilupperà la situazione economica nei prossimi anni». E rassicura gli italiani sulla riforma che «non danneggia né l'Italia né nessuno». Gentiloni mette però in guardia sul terzo e ultimo pilastro dell'Unione bancaria, lo schema di assicurazione dei depositi: «Mi auguro che l'avvio della discussione sui depositi bancari (Edis, ndr) sia fatto col piede giusto». Al momento, infatti, sul tavolo c'è ancora la proposta tedesca che comprende una diversa valutazione del rischio dei titoli di Stato detenuti dalle banche.

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Anche il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco rassicura sulla riforma del Mes, perché introduce modifiche «di portata complessivamente limitata». La riforma, insiste, non prevede né annuncia un meccanismo di ristrutturazione dei debiti sovrani. «Come nel Trattato già in vigore, non c'è scambio tra assistenza finanziaria e ristrutturazione del debito. Anche la verifica della sostenibilità del debito prima della concessione degli aiuti è già prevista dal Trattato vigente. Ô una clausola a tutela delle risorse dell'ESM, di cui l'Italia è il terzo principale finanziatore». Inoltre «viene confermata l'esclusione di qualsiasi automatismo nelle decisioni circa la sostenibilità dei debiti pubblici e di un eventuale meccanismo per la loro ristrutturazione».
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Mercoledì 4 Dicembre 2019, 15:45






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5 di 7 commenti presenti
2019-12-05 12:28:44
Il paradosso è tutto italiano, chi sta al governo, ad eccezione di Di Maio che da sempre è abituato a dire NO, sostiene che il Mes non danneggerà gli italiani, chi sta all'opposizione sostiene il contrario, chi avrà ragione? e poi conosciamo tutti cos'è il MES o solo per sentito dire e infine possibile che su diciannove paesi solo l'Italia ne avrebbe un danno. Qualche dubbio mi viene.
2019-12-05 06:26:07
Poi chi ha i soldi comanda piu'di tutti e gli basta un sussurro o polemica che gli dia sospetti e disinveste. Se del Bail In avessero dibattuto e polemizzato e pubblicizzato come per il MES, intanto chi aveva investito in azioni ed obbligazioni senza pensarci troppo avrebbe disinvestito e svenduto, ed il sistema sarebbe imploso.
2019-12-04 21:41:00
Come volevasi dimostrare qualcuno pur di sedere su certe poltrone ha fatto promesse ... indovinate chi ? E adesso si dovrà firmare una cosa assurda e anti Italiana per dar seguito, anche se l'Italia potrebbe dire assolutamente no perchè ne ha la forza Politica di veto, invece si firmerà altrimenti i burocrati Europei a cui hanno fatto le promesse, innalzeranno lo Spreed e manderanno a casa i bugiardi Italiani.
2019-12-04 20:14:32
Da un po’ di anni non simpatizzo, a dire il vero, per i Pentastellati, tuttavia questa loro contrarietà al Mes, assieme a tante altre forze politiche, con l’eccezione del PD, la condivido. Del resto, se un qualcosa piace al PD, vuol dire che è contro gli interessi degli Italiani, difatti loro, da sempre, preferiscono gli stranieri agli Italiani....
2019-12-04 19:02:27
L'unico modo che ha il movimento cinque stelle di recuperare un po' di voti è di opporsi al mes e fare cadere il governo per andare ad elezioni.