Legge Ferragni, nuove norme sulla beneficenza: multe fino a 50 mila euro e obbligo di indicare l'importo devoluto. La bozza

Martedì 23 Gennaio 2024
Legge Ferragni, nuove norme sulla beneficenza: multe fino a 50 mila euro e obbligo di indicare l'importo devoluto

Svolta sulla beneficenza dopo lo scandalo Chiara Ferragni.

Sulle confezioni dei prodotti i cui proventi sono in parte destinati a scopi di beneficenza vanno indicati: «il soggetto destinatario dei proventi della beneficenza; le finalità a cui sono destinati i proventi della beneficenza; l'importo complessivo destinato alla beneficenza, se predeterminato» oppure, nel caso in cui non lo sia, «la quota percentuale del prezzo di vendita o l'importo destinati alla beneficenza per ogni unità di prodotto».

Lo prevede la bozza disegno di legge sulla beneficenza - battezzato da alcuni 'legge Ferragnì - che approderà sul tavolo del Consiglio dei ministri giovedì prossimo. Il testo, di cui l'Adnkronos è in possesso, prevede multe da 5mila a 50mila euro per chi viola le disposizioni previste dalla legge. Il provvedimento, composto da 5 articoli, arriva dopo l'inchiesta sul pandoro-gate che coinvolto l'influencer Chiara Ferragni.

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Le multe

La multa -dai 5mila ai 50mila euro- sui siti di chi è stato "pizzicato" dall'Antitrust, sia del produttore sia dell'influencer che ha pubblicizzato il prodotto. Non solo. Anche l'Antitrust provvederà a darne notizia, passando anche dai media. È quanto prevede la bozza del disegno di legge battezzato da alcuni "legge Ferragni", atteso sul tavolo del Consiglio dei ministri giovedì prossimo.

I controlli

Al comma 3 dell'articolo 4 -concernente 'controlli e sanzionì- è infatti messo nero su bianco che «l'Autorità garante della concorrenza e del mercato pubblica, anche per estratto, i provvedimenti sanzionatori adottati su una apposita sezione del proprio sito internet istituzionale, sul sito del produttore o del professionista destinatario della sanzione, su uno o più quotidiani, nonché mediante ogni altro mezzo ritenuto opportuno in relazione all'esigenza di informare compiutamente i consumatori a cura e spese del produttore o del professionista». Guai per chi pensa di farla franca, ignorando al misura. «In caso di inottemperanza alle disposizioni di cui al presente comma - recita infatti la norma -, l'Autorità applica una sanzione amministrativa da 5.000 euro a 50.000 euro».

 

I nuovi obblighi

Prima di mettere in vendita prodotti i cui proventi sono in parte destinati alla beneficenza, «il produttore o il professionista» deve comunicare all'Autorità garante della concorrenza e del mercato alcune informazioni, ovvero: il soggetto e le finalità destinatarie dei proventi, oltre all'importo che va in beneficenza; «il termine entro cui sarà effettuato il versamento dell'importo destinato alla beneficenza». Lo prevede la bozza - visionata dall'Adnkronos - del disegno di legge battezzato da alcuni 'legge Ferragnì, atteso sul tavolo del Consiglio dei ministri giovedì prossimo. «Entro tre mesi dalla scadenza del termine» il produttore o il professionista «comunica all'Autorità garante della concorrenza e del mercato il versamento dell'importo destinato alla beneficenza», si legge ancora nel testo.

Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio, 10:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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