Imane Fadil, metalli nel sangue. All'autopsia anche i vigili del fuoco: «Rischio radiazioni»

PER APPROFONDIRE: imane fadil
Imane Fadil, trovati metalli nel sangue. All'autopsia anche i vigili del fuoco: «Rischio radiazioni»
Una massiccia presenza di metalli nel sangue e nelle urine, soprattutto cadmio e antimonio, e il forte sospetto che quelle sostanze siano radioattive, tanto che per l'autopsia saranno in campo anche i vigili del fuoco «perché hanno un addestramento specifico e strumentazione adeguata per il rischio radiazioni». A oltre due settimane dalla morte di Imane Fadil, uno delle testimoni più importanti nelle inchieste sul caso Ruby, sono le poche certezze che il procuratore di Milano Francesco Greco ha voluto comunicare, ribadendo più volte che «la priorità» è riuscire a capire che cosa abbia ucciso la modella. 

Imane Fadil, il giallo del cobalto ionizzato: il veleno che svanisce

 
 

«C'è l'ipotesi di un avvelenamento, ma non si può nemmeno escludere che Fadil sia morta per una malattia rara», ha spiegato Greco, con a fianco l'aggiunto Tiziana Siciliano e i pm Luca Gaglio e Antonia Pavan. I medici dell'Humanitas, però, ha aggiunto, «hanno già cercato di seguire tutte le ipotesi possibili in base alla scienza medica e ad una ad una le hanno scartate, trovandosi davanti ad una situazione complessa che non sono riusciti a comprendere».

Si deve ripartire, dunque, da quelle concentrazioni di metalli trovate nelle analisi effettuate anche sulle urine (date le molte trasfusioni di sangue a cui è stata sottoposta) dal centro Maugeri di Pavia: 3 mg per litro di antimonio contro un range 'normalè che va dallo 0,02 allo 0,22, un livello di cadmio urinario di 7 mg per litro contro un range che va da 0,1 a 0,9. E ancora molibdeno, cobalto, cromo urinario (7,4 mg/litro) e cromo nel sangue (2,6 mg/litro). E se fonti qualificate, anche con questi valori, escludono la tossicità delle sostanze, dall'altro lato, però, una «pesante», così definita dai pm, concentrazione di metalli può accompagnarsi con la presenza di «isotopi radioattivi».

Una prima conferma di radioattività sul corpo di Fadil gli inquirenti l'avrebbero già avuta da un test parziale, anche se Greco ha precisato che sono in attesa degli esiti definitivi e solo dopo «verrà effettuata l'autopsia, probabilmente tra giovedì e venerdì», ma potrebbe anche slittare. Sui ritardi negli esami autoptici i pm hanno voluto chiarire che proprio le tracce «di sostanze particolari», in particolare antimonio e cadmio in alte percentuali, rendono necessarie cautele e precauzioni, oltre che strumentazioni complesse, «al fine di non esporre i medici a rischi».

Proprio in vista dell'autopsia, tra mercoledì e giovedì si dovrebbe procedere con «l'estrazione di alcuni campioni per le prime analisi», ossia i carotaggi degli organi. Nel frattempo, si è saputo che già il 12 febbraio, per la prima volta, Imane aveva rivelato il timore di essere stata avvelenata ma, ha affermato Greco, l'Humanitas non ha mai dato comunicazioni ai pm o alla polizia giudiziaria prima della morte. Circostanza confermata anche dal direttore sanitario della struttura, Michele Lagioia, sentito oggi.

Testimonianze che i pm stanno continuando a raccogliere, come quella di un amico 'storicò della 34enne che dallo scorso autunno la ospitava, dopo che lei lasciò una cascina a sud di Milano dove viveva in condizioni disagiate, ma dignitose. «Non era depressa», ha detto ai pm l'amico che la accompagnò all'ospedale a fine gennaio quando venne ricoverata. Lei che continuava a chiedere «giustizia», partecipando a tutte le udienze del 'Ruby ter', e non si fidava più, come ripeteva, nemmeno dei magistrati milanesi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lunedì 18 Marzo 2019, 11:14






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Imane Fadil, metalli nel sangue. All'autopsia anche i vigili del fuoco: «Rischio radiazioni»
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 19 commenti presenti
2019-03-18 23:58:10
Non capisco tutta stp tiramolla sulle radiazioni E autopsia si, e autopsia no, e l'esame di qua e l'esame di la... Basta passare il corpo in un PET scanner per vedere con ESTREMA sensibilita' se ci sono radiazioni,
2019-03-19 14:05:54
Se chi e' stato a confezionare il veleno e' un/una esperto/a (cosa abbastanza scontata) le tracce di radioattivita' non le trovi piu' oramai, visto che l'avvelenamento risale a prima del 29 gennaio. Basta usare sostanze a emivita breve. Vi sono molti radionuclidi ad uso medicale con emivita dalle sei ore a un paio di giorni. Dopo un mese non c'e' piu' radioattivita', magari solo tracce di metalli pesanti coprodotti nel confezionamento, magari valori anomali ma non sufficienti a spiegare l'avvelenamento chimico. Inoltre la PET sarebbe utile solo per imaging con emettitori di raggi beta positivi, ma se si tratta di emissione beta negativa, o emissione-gamma, o emissione-alfa la macchina PET non e' adatta, hai bisogno di altri rivelatori. Sarebbero servite misure di spettroscopia gamma per individuare le linee caratteristiche del radionuclide ma fatte settimane fa, probabilmente oramai non si vedra piu' nulla.
2019-03-21 00:15:02
Infatti si è perso troppo tempo.
2019-03-18 20:46:04
Mi vien da ridere a leggere che tutti han già il colpevole in tasca! Manco attendere gli esiti della autopsia. Bravi!
2019-03-18 15:18:32
...Salvini stai attento!!! ...quello li è un uomo rancoroso!!!