Green pass anche per idraulici, colf e badanti. «Nessuno sarà licenziato»

Venerdì 17 Settembre 2021 di Marco Conti
Green pass anche per idraulici, colf e badanti: «Nessuno sarà licenziato»
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«Questo decreto è per continuare a riaprire il Paese». Più che un provvedimento di natura sanitaria Mario Draghi considera l’estensione del Green pass a tutto il lavoro pubblico e privato uno strumento di politica economica. L’obiettivo è quello che il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta dice esplicitamente nella conferenza stampa che segue il consiglio dei ministri: «Cresciamo del 6% ma dobbiamo rendere strutturale la ripresa» e con il decreto «siamo all’avanguardia nel mondo». 

I ministri Speranza, Orlando e Gelmini annuiscono - anche se non con l’entusiasmo del collega - e quest’ultima spiega anche che «il decreto è stato votato all’unanimità in consiglio e condiviso anche dai presidenti regione». D’altra parte l’ala governista della Lega, guidata da Giancarlo Giorgetti, ha lavorato di sponda con i governatori del Carroccio e Matteo Salvini fa buon viso a cattivo gioco sostenendo che «senza di noi ci sarebbe stato l’obbligo vaccinale».

 

 

Il decreto dà tempo sino al 15 ottobre ai non vaccinati di procurarsi il Green pass facendo almeno la prima dose. Altrimenti, se non si può dimostrare di essere guariti dal Covid, non rimane che il tampone che è gratis per coloro che non possono fare il vaccino mentre dovrebbe costare 15 euro e 8 solo per i minori qualora si riesca a far aderire un più largo numero di farmacie e centri di analisi all’accordo siglato a suo tempo. «La durata dei tamponi antigenici resta di 48 ore», spiega il ministro Speranza, mentre con un emendamento si allunga a 72 quella dei molecolari. Il governo conta molto sul decreto e su quello che Brunetta chiama «effetto annuncio». L’obiettivo è quello di spingere la percentuale dei vaccinati oltre la soglia della sicurezza fissata ben sopra l’80%. 

A chi si applica nel pubblico. Tutti i dipendenti delle amministrazioni pubbliche compreso il personale delle Authority, Consob, Covip, Banca d’Italia, enti pubblici economici e organi di rilevanza costituzionale. Il vincolo vale anche per i titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice così come per gli stagisti e i volontari. Quindi anche per sindaci, governatori, amministratori locali e magistrati. Camera, Senato, presidenza della Repubblica e Consulta, in virtù dell’autodichia, debbono invece provvedere autonomamente.

A chi si applica nel privato. L’obbligo è per tutti i lavoratori dipendenti e autonomi. Scatta anche per i collaboratori familiari. Coinvolge colf, badanti ma anche - per esempio - idraulici e elettricisti.

I controlli. Spetta ai datori di lavoro organizzare le modalità che permettono le verifiche. I controlli possono avvenire all’ingresso o a campione da soggetti incaricati dell’accertamento.

 

 

Le sanzioni. Il successo verificato nella scuola spinge a ripetere anche lo schema sanzionatorio. Ovvero il dipendente sprovvisto di Green pass è considerato assente ingiustificato sino al giorno in cui non lo produce. Nel pubblico dopo cinque giorni di assenza il rapporto di lavoro è sospeso e la retribuzione non dovuta dal primo giorno di assenza. Stesso schema dovrebbe essere applicato anche nel privato. Il governo infatti ha precisato in serata, dopo una prima comunicazione sull’ipotetico stop sin dal primo giorno. Non ci sono conseguenze disciplinari e si conserva il posto di lavoro. «La sanzione è nella sospensione - ha precisato Orlando - Finita questa stagione si riprenderà la dinamica ordinaria e ognuno riprenderà il proprio posto di lavoro». Resta la multa da 600 a 1500 euro per chi viene colto senza Green pass e i datori di lavoro.

Smart working. Resta la possibilità, per chi non intende vaccinarsi, di lavorare a distanza, anche se il ministro Brunetta su questo punto ha ribadito l’intenzione di riportare in presenza tutti, o quasi, i dipendenti pubblici anche «per riaprire le nostre città». Nel lavoro privato si rimanda ad una contrattazione tra datore e lavoratore qualora non vi sia un’intesa aziendale.

Cinema, teatri e discoteche. Il ministro Franceschini ha chiesto di aumentare la capienza ed è stato rimandato ad una valutazione che si farà nei primi di ottobre. Su richiesta dei ministri Garavaglia e Giorgetti si prenderà in esame anche la riapertura delle discoteche.

 


 

Ultimo aggiornamento: 13:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA