Green pass obbligatorio, il rischio paralisi non esiste: 9 lavoratori su 10 col certificato

I settori più scoperti: agricoltura, porti (non tutti) e autotrasporti. In regola tpl, energia e ristorazione

Venerdì 15 Ottobre 2021 di Francesco Bisozzi
Green pass, il rischio paralisi non esiste: 9 lavoratori su 10 col certificato

Vaccinati nove lavoratori su dieci. L’ultimo report della Fondazione Gimbe parla di 3,8 milioni di lavoratori senza il Green pass di lungo raggio, quello rilasciato dopo la somministrazione del vaccino, ma solo togliendo gli esentati per patologie e i guariti dell’ultima ora l’asticella già scende sensibilmente. Risultato? L’obbligo diffuso di certificato verde, che da oggi coinvolge 23 milioni di lavoratori circa, dovrebbe prendere in contropiede tra i 2 e i 2,5 milioni di lavoratori soltanto. Questi ultimi dovranno eseguire tamponi ravvicinati nel tempo per non risultare assenti ingiustificati e riuscire così a salvare lo stipendio, almeno finché l’uso del documento sanitario non verrà depotenziato. 

Green pass a lavoro da domani: regole per smart working, deroghe, multe e controlli nella Pa. Le faq del dipartimento Funzione Pubblica

I lavoratori No vax peraltro sono concentrati in alcuni settori, ragion per cui non si teme una possibile paralisi generale dell’economia. Non solo, all’interno degli stessi settori la distribuzione dei senza pass non è omogenea. Si pensi ai porti: se è vero che a Trieste la quota di lavoratori No vax è stimata attorno al 40 per cento (parliamo di circa 400 persone in tutto), in altri scali marittimi (da Civitavecchia a Brindisi a Palermo) i vaccinati sono la stragrande maggioranza. Ieri il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia Occidentale, Pasqualino Monti, ha spiegato che nei porti di Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle non sono previsti rallentamenti delle attività dovute al Green pass.

In precedenza avevano gettato acqua sul fuoco pure le autorità che gestiscono gli scali del Lazio, della Campania e della Puglia. Nessun allarme nemmeno nella Grande distribuzione organizzata. Gruppi del calibro di Coop ed Esselunga hanno detto che non vedono all’orizzonte criticità legate alle forniture per eventuali blocchi nel trasporto merci. «Riteniamo che tra i nostri 55mila dipendenti ci sia un’ampia copertura del vaccino», ha aggiunto un portavoce di Coop. Per Trasportounito, l’associazione degli autotrasportatori, 80mila conducenti potrebbero però mancare all’appello da oggi: pesa l’elevato numero di autisti stranieri che si sono vaccinati con farmaci non riconosciuti in Italia. 

 

COLF E AGRICOLTURA

Stesso discorso sul fronte del lavoro domestico dove, stando ai calcoli delle associazioni dei datori di lavoro, quasi il 50 per cento dei collaboratori e delle collaboratrici domestiche sarebbe privo del Green pass annuale. Pure l’agricoltura potrebbe soffrire se, come prevede Confagricoltura, un terzo dei 390mila addetti impiegati nel settore non sarà utilizzabile per via delle nuove regole anti-virus. Nel comparto sicurezza, poi, si parla di 50-60mila non vaccinati: tra i vigili del fuoco i No vax si contano sulle dita delle mani, mentre sarebbero più numerosi tra i ranghi della polizia.

La percentuale dei non vaccinati scende sotto la soglia di guardia nel trasporto pubblico locale, dove sarebbero compresi tra il 10 e il 20 per cento del totale dei dipendenti. Bene bar e ristoranti: l’Ufficio studi della Federazione italiana dei pubblici esercizi, Fipe-Confcommercio, ritiene che sono al massimo 40mila i lavoratori dei pubblici esercizi che ancora non si sono sottoposti a vaccinazione e perciò risultano sprovvisti del “passaporto” verde, sarebbe a dire meno del 10 per cento del totale della forza lavoro del settore. Insomma, a conti fatti i numeri lasciano sperare che non ci sarà nessun venerdì nero. 

 

 

Da una ricognizione del Messaggero, condotta sentendo alcune delle maggiori aziende dei trasporti, dell’energia e dei servizi, è emerso inoltre che in questi settori, nei grandi gruppi, la quota di personale senza Green pass sarebbe inferiore persino al 5 per cento. I 23 milioni di lavoratori chiamati da oggi a fare i conti ai tornelli con il documento sanitario appartengono in larga parte al settore privato (quasi 15 milioni), poi ci sono 4,9 milioni di autonomi e più di tre milioni di statali. Nel privato è possibile stimare che i dipendenti non vaccinati siano sotto al milione e mezzo. Nel pubblico sono passati in poche settimane da 300mila a circa 250mila e dunque rappresentano meno del 10 per cento del totale degli statali. Per quanto riguarda gli autonomi, infine, quelli senza il Green pass a lunga scadenza dovrebbero aggirarsi attorno al mezzo milione.

 

Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre, 11:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA