Green pass, Burioni e il tweet sui no-vax come sorci: «Era ironico, non lo riscriverei più»

Lunedì 26 Luglio 2021
Burioni e il tweet sui no-vax come sorci: «Era ironico, non lo riscriverei più»
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Dietrofront di Roberto Burioni. «Certamente quel tweet non lo riscriverei, perché qualcuno si è sentito offeso». Il virologo del San Raffaele di Milano torna sul tweet più contestato degli ultimi giorni. Che dice, testualmente: «Propongo una colletta per pagare ai no-vax gli abbonamenti a Netflix per quando, dal 5 agosto, saranno agli arresti domiciliari chiusi in casa come dei sorci». Burioni si riferisce a quelli che non avranno il green pass perché non vaccinati. «Il mio era un tweet ironico, ma io ho dimenticato che Twitter non è il luogo dell'ironia (e dell'autoironia). Colpa mia comunque», spiega al Corriere della Sera dopo la raffica di polemiche.

Eppure sempre con ironia risponde alle due ali della curva parlamentare che lo hanno attaccato più duramente, Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia e Marco Rizzo, segretario del Partito comunista. Alla prima, che parla di parole vergognose, Burioni ricorda che le vaccinazioni obbligatorie sono iniziate molti anni fa, nel 1939, senza nessuna protesta.

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E rispondendo a chi lo accusa di «arroganza e odio di classe», aggiunge: «Mi odiano i neofascisti, ma mi odiano anche i veterocomunisti: penso proprio di essere nel giusto», osserva. «Però che uno finisca ricoperto di insulti perché dice che bisogna vaccinarsi è roba da non credere nel 2021, dopo quello che abbiamo passato», conclude.

 

 

Ultimo aggiornamento: 13:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA