Antifascisti contro Casapound, mille in piazza a Genova: scontri con la polizia e feriti

PER APPROFONDIRE: antagonisti, casapound, genova, polizia, scontri
Antifascisti contro Casapound, mille in piazza a Genova: scontri con la polizia e feriti
Cariche, lacrimogeni e cinque feriti nel centro di Genova per gli scontri tra la polizia e gli antifascisti. Tutto è accaduto per un comizio con il quale Casapound ha chiuso la campagna elettorale per le Europee del candidato Marco Mori. Piazza Marsala, luogo scelto dalla forza di estrema destra per il comizio, era stata blindata dalla polizia. Intorno alla piazza due manifestazioni che hanno richiamato oltre mille persone: una parte si è fermata davanti alla prefettura, altri sono arrivati a piazza Corvetto. Poco prima dell'inizio del comizio, al quale erano presenti una ventina di persone, sale la tensione.

Firenze, proteste contro il comizio di Salvini: cariche della polizia. Video



 

Al grido «Genova è solo antifascista» i manifestanti hanno provato a forzare il blocco della polizia per entrare in piazza tirando oltre le grate alcuni fumogeni e petardi. La polizia, che aveva chiuso il luogo del comizio con le grate antisommossa e i blindati schierando circa 300 uomini delle varie forze dell'ordine, ha subito la prima ondata 'ammortizzatà dalla digos, che poi si è ritirata dietro al Reparto Mobile. A quel punto, prima la polizia ha risposto sparando lacrimogeni anche a altezza d'uomo, poi ha compiuto una prima carica disperdendo i manifestanti, allontanandoli dai cosiddetti 'Alarì, le grate mobili di protezione. 
 
 

Davanti al persistere dell'azione degli antifascisti, che hanno lanciato pietre, bottiglie e pezzi di bastoni, poliziotti e carabinieri hanno chiuso la piazza su tre lati e hanno caricato, sparando ancora lacrimogeni, ancora a altezza d'uomo. Negli scontri ci sono stati dei feriti. Tra questi un giornalista di Repubblica che, pur essendosi qualificato, è stato colpito dalla polizia: avrebbe subito una frattura a una mano. Feriti anche due carabinieri e due ragazzi, che sono stati sottoposti a fermo di polizia. Per un'ora e mezzo, dalle 18 alle 19.30, il cuore di Genova è stato sotto scacco. Che non sarebbe stato un pomeriggio semplice per la città era stato annunciato dalla protesta montata in questi giorni proprio per la concessione della piazza a Casapound. 



In piazza Marsala erano apparse scritte come "Carogne" e "Genova è solo antifascista". E la notte scorsa davanti alla fontana della piazza era stato scaricato un sacco di letame con sopra un cartello: «Il fascismo non è un'opinione: è merda». Ma la giornata sembra non finire mai: quando il gruppetto di CasaPound lascia scortato e in gran silenzio piazza Marsala, si sciolgono i cordoni della polizia, ma dal grande gruppo di antifascisti abbarbicato sotto la statua di Vittorio Emanuele II di Savoia parte l'invito: «Andiamo sotto la questura: liberi tutti». Il riferimento è ai due ragazzi sottoposti a fermo di pg, uno dei quali portato via di peso, ferito e ammanettato mentre la gente, e era gente comune, pregava gli agenti di chiamare un'ambulanza. Dopo poco, è partita l'ennesima carica.​

La Spezia, campane a morto per la presentazione di un libro di Casapound

 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Giovedì 23 Maggio 2019, 18:16






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Antifascisti contro Casapound, mille in piazza a Genova: scontri con la polizia e feriti
CONDIVIDI LA NOTIZIA
VIDEO
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 20 commenti presenti
2019-05-25 01:00:16
Certo che ce n'è di confusione nella testa di coloro che affermano di essere di sinistra: si definiscono democratici e votando PD, il partito italiano più in sintonia con l'UE, l'espressione politica meno democratica che c'è oggi in Europa, strumento di repressione delle libertà popolari in mano alle oligarchie finanziarie e industriali. Si definiscono antifascisti e si comportano da camicie nere.
2019-05-24 14:03:49
Vedo in TV nei telegiornali che è stato salvato da un funzionario che l'ha riconosciuto, nel video poi si sente chiaramente:-fermi, fermi, lui è un giornalista. Perciò si deduce che un normale cittadino può essere picchiato senza riserva. Ora dicono nessuno sconto per chi ha sbagliato già individueranno un ragazzo di 20 anni al suo primo servizio e seguirà la legge. I mandatario i Volponi vecchi picchiato saranno ancora liberi, in fondo è stato solo un errore, picchiare un giornalista, se fosse stato un meccanico, elettricista, studente, insegnante andava tutto bene.
2019-05-24 13:55:10
Ma dai si sa da sempre da che parte piace picchiare alla polizia carabinari, è così da sempre fin da quando frequentavo l'università a Padova e dopo in fabbrica durante gli sciopero o le manifestazioni hanno sempre la scusa per attaccare da una parte. Complice lo stato che nemmeno dopo i fatti di Genova hanno imposto di mettere i numeri sui caschi in maniera di individuare l'agente il funzionario troppo "zelante" si nascondono dietro l'anonimato e la massa. Ricordo che è individuale qualsiasi reato o abuso di potere, ma se non dai l'opportunità di individuare chi sbaglia sei complice.
2019-05-24 13:37:35
Merx e Lenin ci sono!
2019-05-24 12:54:54
spiritosi: ma il giornalista (sic!) dove si trovava? aveva il casco? e perchè?