Vigneti, il gelo si abbatte anche in Italia. E la Francia chiede lo stato di calamità

Martedì 20 Aprile 2021
Vigneti, il gelo si abbatte anche in Italia. E la Francia chiede lo stato di calamità

Anche il Veneto subisce l'ondata di gelo (tardiva) che sta funestando il settore del vino in mezza Europa. L'agenzia Veneto Agricoltura lancia l'allarme sulle viti di pianura e anche sulle piante in piena fioritura (kiwi, peschi, meli, ciliegie, susine). La gelata di questo mese di aprile, in piena primavera, è stata la seconda degli ultimi cinque anni, dopo quella del 2017, contro le sette registrare dal 1960 al 2016.

Gelate, agricoltura in ginocchio

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Ma vediamo i territori più colpiti. Il Prosecco DOC (Glera) lamenta possibili danni del 20-30%, mentre nel padovano, zone di Conselve e Merlara, l’incidenza dovuta al gelo potrebbe essere addirittura superiore. Nell’area veronese del Custoza qualche preoccupazione interessa le varietà Corvina, Chardonnay e Pinot Grigio. «Le gelate dei giorni scorsi hanno risparmiato le viti di collina, ma qualche preoccupazione arriva da alcune aree di pianura relativamente ai vitigni delle varietà precoci. Il forte abbassamento delle temperature è giunto dopo un periodo caratterizzato da una prolungata siccità, tanto da mettere le piante in una situazione di sofferenza idrica per cui le gemme e i germogli si sono presentati al gelo molto asciutti», commenta Diego Tomasi del Crea Viticoltura ed Enologia di Conegliano.

 

La situazione altrove - da quanto emerge dal monitoraggio di Assoenologi - appare oggi distribuita a macchia di leopardo. Oltre al Veneto, si rilevano zone particolarmente colpite in Toscana, Umbria ed  Emilia-Romagna. Da questo primo monitoraggio, salvo eccezioni, non si prevedono, a oggi, riduzioni significative del potenziale produttivo nazionale. Anche se una valutazione effettiva sui reali danni alla produzione potrà essere effettuata solamente tra una decina di giorni, quando le "gemme cotonose" passeranno allo stadio successivo e si apriranno e, al tempo stesso, avremo superato altre giornate in cui si prevedono nuovamente cali termici importanti. Il report, regione per regione, di Assoenologi è stato realizzato grazie agli oltre 5.000 soci che quotidianamente svolgono un ruolo di sentinella e attento monitoraggio sui territori in cui sono chiamati a operare. «La preziosa attività di monitoraggio Assoenologi sull'intero territorio italiano è finalizzata a fornire un contributo importante ai tanti produttori che, sempre più spesso, devono fare i conti con il fenomeno del cambiamento climatico», ha detto il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella.

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In Francia scatta lo stato di calamità

Nei giorni scorsi, a seguito delle gelate che hanno colpito gran parte di Europa, il presidente francese Emmanuel Macron ha inviato un messaggio di sostegno ai viticoltori e agli agricoltori francesi. Nel frattempo il ministro dell'Agricoltura Julien Denormandie ha annunciato di aver avviato il processo per la dichiarazione di «disastro agricolo». Ciò consentirà, sottolinea Federvini, un sostegno finanziario ai produttori di vino e agli altri agricoltori che devono affrontare perdite di raccolto nel 2021. L'ente commerciale Inter Rhône ha riferito che l'intero Rodano è stato colpito in modo drammatico e che «alcuni appezzamenti sono stati colpiti al 100%». Il Conseil Interprofessionnel du Vin de Bordeaux (CIVB) ha reso noto che il gelo ha colpito tutte le denominazioni della regione, con temperature che a volte sono scese al di sotto dei 5 gradi sottozero.

I danni sono ancora in fase di valutazione, ma il CIVB ha dichiarato che ci si aspettano effetti sui volumi di produzione nell'annata Bordeaux 2021. Il tutto «in un periodo già molto difficile, sia moralmente che economicamente». Tuttavia, il quadro non è omogeneo e la quantità dei danni dipende dallo stato vegetativo raggiunto dalle viti. In molte vigne, infatti, si sono accesi fuochi per limitare l'impatto del gelo. «Tutta la Borgogna, da Chablis a Mâcon, è stata colpita - ha affermato Thiébault Huber, presidente del CAVB - riteniamo che gli Chardonnay, che sono più avanti saranno stati colpiti molto più dei Pinot Noirs, che non avevano ancora completato il loro germogliamento»

 

Ultimo aggiornamento: 21 Aprile, 10:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA