G20 a Roma, i big nei luoghi-simbolo: una vetrina per l’Expo

Le delegazioni sabato e domenica in tour tra Colosseo, Fontana di Trevi e Campidoglio. Sarà anche l’occasione per il primo incontro tra il premier e Gualtieri

Giovedì 28 Ottobre 2021 di Lorenzo De Cicco
G20 a Roma, i big nei luoghi-simbolo: una vetrina per l Expo

Non solo blindati, cortei protetti, allerta black bloc. Il summit del G20 a Roma è anche un tour dei Grandi tra i monumenti simbolo della città che sogna l’Expo. La vetrina per lanciare la candidatura all’Esposizione del 2030 che vale, secondo le stime della Luiss, 45 miliardi di euro. La Grande bellezza come grande spot. Ecco perché le delegazioni dei big non faranno solo la spola tra gli hotel e l’Eur, diventato cittadella del vertice. Sabato i capi di Stato saranno sì al centro congressi della Nuvola, ma poi eccoli alle Terme di Diocleziano e a cena al Quirinale. E domenica, photo opp impareggiabile davanti ai marmi della Fontana di Trevi, mentre in serata è in calendario un evento per Biden al Salone delle Fontane all’Eur. Questo è il cronoprogramma dettato da Palazzo Chigi. Anche le consorti dei capi di Stato avranno uno special tour: sabato visita al Colosseo, poi Villa Pamphilj e la cappella Sistina. Il giorno dopo saranno in Campidoglio, accanto al Marc’Aurelio, dove li accoglierà da padrone di casa il neo-sindaco Roberto Gualtieri. Il quale ha capito che l’opportunità è unica, per far correre Roma sul treno dell’Expo, dopo un altro grande evento come il Giubileo del 2025. 

 

 

G20 A ROMA, VETRINA PER L'EXPO


Il primo a credere nell’Esposizione è stato Draghi, che ha candidato la città in piena campagna elettorale per le comunali. Anche per Gualtieri, l’Expo a Roma è un’occasione irripetibile. Come ha ricordato il presidente di Unindustria Angelo Camilli, il filotto Pnrr-Giubileo-Esposizione può segnare i prossimi 50 anni di sviluppo della Capitale. E Roma, ha detto Gualtieri, «può vincere tutte queste sfide». Ha la statura internazionale, ma sarebbe un errore, avverte il sindaco, dimenticare che la vittoria va costruita. Anche il G20 può essere un fattore chiave. Sabato alle Terme di Diocleziano, le più grandiose della Roma antica, Draghi con Zingaretti e Gualtieri saluterà i Grandi, un evento informale di 45 minuti (e anche il primo incontro del premier col nuovo sindaco). Il giorno prima, Gualtieri è stato invitato, in modo un po’ irrituale, alla cena degli ex colleghi, i ministri delle Finanze. Ci sarà Scholz, ministro dell’Economia tedesco in predicato di diventare cancelliere del post Merkel, con cui Gualtieri ha un rapporto diretto («Olaf» si è complimentato con l’amico «Roberto» subito dopo il voto, tra le prime telefonate).

 

 


Per centrare l’obiettivo Expo, il sindaco pensa a tre mosse. La prima è costruire un dossier forte per la candidatura, con un comitato promotore largo che veda protagoniste le forze produttive e sociali, non solo politici. Il dossier va costruito con la Farnesina, Draghi ha affidato la pratica al ministro degli Esteri Di Maio. La scadenza è dicembre: entro quella data il piano di Roma va spedito al Bie, il Bureau International des Expositions, con sede a Parigi. Per Gualtieri serve poi una «solida rete diplomatica di sostegno». Perché se Roma riuscirà a spuntarla, sarà grazie al voto dei Paesi membri del Bie. Terza condizione, quasi scontata nel ragionamento di Gualtieri, è avere una città che funziona. Pulizia, manutenzione, trasporti decenti. Da candidato, il neo-sindaco si era detto preoccupato: «Se oggi venisse in visita una delegazione del Bie, il patrimonio unico al mondo di Roma sarebbe offuscato da rifiuti e disordine», ragionava qualche settimana fa. Ecco perché già per fine dicembre, «per Natale», Gualtieri spera di portare a dama il piano di pulizia straordinaria della città.

 

 

IL RECOVERY

Expo significa investimenti. In scia al Giubileo e ai miliardi di aiuti europei. Su questo fronte, ieri per la Capitale sono arrivate buone notizie: col nuovo decreto legge Recovery sono stanziati 2,4 miliardi per il turismo, che con la leva finanziaria salgono a 6,9. Tra i principali interventi 114 milioni per il Digital Tourism Hub, quasi 1,8 miliardi per il Fondo di competitività delle imprese turistiche e 500 milioni proprio per il progetto “Roma Caput Mundi - Next Generation Eu”.

Ultimo aggiornamento: 15:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA