Coldiretti: «Scade obbligo d'etichetta sull'origine del grano, addio pasta 100% italiana»

Martedì 26 Ottobre 2021
Coldiretti: «scade obbligo d'etichetta sull'origine del grano, addio pasta 100% italiana»

A rischio la pasta Made in Italy per la caduta dell'obbligo di etichetta sull'origine, è questo l'allarme lanciato da Coldiretti Puglia: «Addio alla pasta 100% italiana con la scadenza dal prossimo 31 dicembre 2021 dell'obbligo di etichettatura dell'origine del grano utilizzato, con grave danno per quei consumatori che hanno preso d'assalto penne, orecchiette e spaghetti certificati tricolori, con un aumento delle vendite del 29% nello scorso anno».

La Puglia è il principale produttore italiano di grano duro, con 360.000 ettari coltivati e 9.990.000 quintali prodotto e valore della filiera della pasta in Puglia pari a 542.000.000 euro. «L'obbligo dell'etichettatura di origine del grano impiegato, fortemente voluta dalla Coldiretti, è scattato il 14 febbraio del 2018. Il decreto prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia -spiega la Coldiretti - debbano indicare il nome del Paese nel quale il grano viene coltivato e quello di molitura; se proviene o è stato molito in più paesi possono essere utilizzate, a seconda dei casi, le seguenti diciture: paesi Ue, paesi non Ue, paesi Ue e non Ue. Inoltre, se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l'Italia, si può usare la dicitura: Italia e altri Paesi Ue e/o non Ue». La pasta 100% italiana è etichettata con le indicazioni «Paese di coltivazione del grano: Italia» e «Paese di molitura: Italia». Tale misura, secondo Coldiretti, ha fatto crescere gli acquisti di pasta con 100% grano italiano «ad un ritmo di quasi 2 volte e mezzo superiore a quello medio della pasta secca, spingendo le principali industrie agroalimentari a promuovere delle linee produttive con l'utilizzo di cereale interamente prodotto sul territorio nazionale».

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