Sostenibilità, oltre il 60% degli italiani impreparato alla sfida digitale

Venerdì 21 Maggio 2021
Sostenibilità, oltre il 60% degli italiani impreparato alla sfida digitale

In vista degli investimenti futuri dell'Italia con 191 miliardi di euro a disposizione nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza grazie a Next Generation Eu, piano basato su due assi, digitalizzazione e sostenibilità (ambientale e sociale), emerge tra gli italiani un impreparazione alla sfida della sostenibilità digitale: oltre il 60% degli italiani sembra impreparato e i più scettici nei confronti della tecnologia sono gli ambientalisti.

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Ad indagare il livello di consapevolezza degli italiani su questi temi ci ha pensato la ricerca 'Italiani e Sostenibilità Digitale: cosa ne sanno, cosa ne pensanò, realizzata dal Digital Transformation Institute, la prima Fondazione di Ricerca italiana per la sostenibilità digitale. Una parte importante degli italiani pensa di conoscere il tema (l'80% afferma di avere una conoscenza abbastanza o molto precisa del concetto di sostenibilità). Tuttavia, approfondendo il dato, emerge un quadro che evidenzia una grande confusione nelle persone, che le porta ad interpretare tale concetto in una dimensione prettamente ideologica, senza che tale concetto abbia un impatto reale nei comportamenti o nelle azioni.

Ciò emerge con forza a partire dalle priorità percepite: il 46% degli italiani ritiene prioritarie le scelte ambientali ed il 38% quelle orientate al benessere dell'individuo, con un residuale 16% che mette al primo posto le scelte economiche, ma allo stesso tempo una parte significativa di loro (ben il 62%) non è in grado di correlare la visione di sostenibilità che ritiene prioritaria con le scelte economiche e sociali che dovrebbero essere coerenti con essa.

E per quanto attiene la tecnologia? Anche in questo caso i contrasti sono molto forti. Sono ben il 92% le persone che ritengono che il digitale sia fonte di opportunità (anche se il 71% ritiene che se ne debbano comprendere ancora i rischi), ma il 65% degli intervistati sostiene anche che esso è fonte di diseguaglianza, perdita di posti di lavoro ed ingiustizia sociale. Benché la maggior parte degli italiani abbia ben chiara l'urgenza di affrontare problemi come il cambiamento climatico (74%) e l'inquinamento (76%) la maggior parte di essi, che pur si dichiara consapevole delle opportunità che già oggi offre la tecnologia digitale per affrontare questi problemi, nella pratica quotidiana non fa quanto potrebbe per usarle come strumento di sostenibilità.

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Sono solo il 10% gli italiani che usano regolarmente applicazioni a supporto della riduzione dei consumi, mentre il 13% le usa raramente. Il 27% dichiara di non conoscerne l'esistenza, ma il dato più significativo è rappresentato da quel 49% che - pur specificando di conoscerne l'esistenza, comunque non le adotta. E la situazione non cambia di molto se ci si riferisce alle applicazioni per la gestione del ciclo dei rifiuti (che il 38% degli italiani non conosce ed il 35% non usa pur conoscendole) e per quelle dedicate ad abbattere gli sprechi alimentari (sconosciute dal 48% degli intervistati e non usate dal 38% di quanti dichiarano di conoscerne l'esistenza).

A ciò si aggiunge un ulteriore problema: se da una parte le persone non usano il digitale come strumento di sostenibilità, dall'altra non si rendono conto di quanto davvero esso, in ogni caso, impatti sull'ambiente. Più della metà degli intervistati sostiene che l'impatto ambientale della digitalizzazione sia forte (61% del totale), tuttavia sono solo il 13% coloro che riescono a quantificare correttamente il consumo effettivo di un'ora a settimana di streaming video (pari a quello di ben due frigoriferi collegati 24h). Insomma: non solo non sfruttiamo appieno la tecnologia digitale come risorsa per lo sviluppo sostenibile, ma non ci rendiamo nemmeno pienamente conto di quale sia il suo reale impatto ambientale. 

Ultimo aggiornamento: 16:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA