Covid, cure a casa: il Consiglio di Stato sospende sentenza del Tar e riabilita le raccomandazioni del Ministero

Il prossimo 3 febbraio ci sarà una camera di consiglio per la trattazione collegiale

Mercoledì 19 Gennaio 2022
Curare il Covid a casa: il Consiglio di Stato sospende la sentenza del Tar

Attesa vigile e paracetamolo solo al terzo giorno, questo raccomandavano le linee guida del ministero della Salute per curare il Covid a casa, emanate a fine aprile 2021. Il Tar del Lazio aveva annullato le disposizioni sulla "vigile attesa" tre giorni fa. E ora, c'è il Consiglio di Stato che ribalta la decisione del Tar. Con decreto monocratico il nuovo presidente del Consiglio di Stato, Franco Frattini, ha sospeso la sentenza con la quale il Tar Lazio aveva annullato la circolare sulle terapie domiciliari Covid bocciando così le linee guida del ministero della Salute sulla cosiddetta «vigile attesa». Fissata al prossimo 3 febbraio una camera di consiglio per la trattazione collegiale. Nel decreto di sospensione si afferma che la circolare contiene «raccomandazioni» e «non prescrizioni vincolanti».

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Il ricorso al Tar era stato presentato dal Comitato Cura Domiciliare Covid presieduto dall'avvocato Erich Grimaldi. 

Qui ci sono le linee guida del Ministero della Salute

Il Tar annullava la Circolare nella parte in cui prevede la "vigilante attesa" nei primi giorni della malattia e pone indicazioni di non utilizzo di farmaci. Per il Tar, «in disparte la validità giuridica di tali prescrizioni, è onere imprescindibile di ogni sanitario di agire secondo scienza e coscienza, assumendosi la responsabilità circa l'esito della terapia prescritta quale conseguenza della professionalità e del titolo specialistico acquisito. La prescrizione dell'AIFA, come mutuata dal Ministero della Salute, contrasta, pertanto, con la richiesta professionalità del medico e con la sua deontologia professionale, imponendo, anzi impedendo l'utilizzo di terapie da questi ultimi eventualmente ritenute idonee ed efficaci al contrasto con la malattia Covid-19 come avviene per ogni attività terapeutica».

La conclusione è che «il contenuto della nota ministeriale, imponendo ai medici puntuali e vincolanti scelte terapeutiche, si pone in contrasto con l'attività professionale così come demandata al medico dalla scienza e deontologia professionale».

Il Consiglio di Stato oggi dice, invece, che le linee guida del Ministero contengono raccomandazioni e non regole vincolanti. 

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Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio, 10:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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