Covid, Bassetti a Domenica In: «No al lockdown per gli anziani, ma orari differenziati»

Domenica 1 Novembre 2020
Covid, Bassetti a Domenica In: «Differenziazione degli orari per proteggere gli anziani»

Matteo Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente della task force Covid-19 della Liguria, ha parlato dell'andamento dell'epidemia Covid in Italia a Domenica In. L'infettivologo, intervistato da Mara Venier, ha dichiarato: «Abbiamo moltissimi contagi e, pur avendo solo una parte di questi dei sintomi, il sistema sanitario è sotto pressione in molte città. Rispetto alla prima ondata siamo più bravi, intercettiamo i casi molto prima. La degenza media è più breve di quello che avveniva a marzo».

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«Dobbiamo proteggere gli ultra-settantenni»

«In una situazione del genere bisogna fare qualcosa per vietare che i contagi crescano ancora», ha detto Bassetti. La sua proposta è la seguente: «Io credo che abbiamo una fascia della popolazione, gli ultra-settantenni, che sono le persone da mettere in sicurezza. Si potrebbe pensare a una differenziazione degli orari, la mattina presto ai lavoratori e dopo gli anziani. La chiusura delle scuole, almeno asili ed elementari, è da evitare perché poi i bambini stanno con i nonni».

 

«Il virus è rientrato in Italia con le vacanze»

Mara Venier ha chiesto al professor Bassetti come abbia fatto il virus a tornare in maniera così prepotente in circolazione: «Il virus questa estate è rientrato in Italia con le vacanze. Si è abbassata la guardia e con la ripresa con le attività il virus ha ripreso a circolare in maniera importante. Le misure che sono state prese nelle città, come Genova, speriamo possano aiutare».

 

«Tampone offre un'istantanea, va usato con sapienza»

E sui tamponi Bassetti ha spiegato: «Il tampone offre un'istantanea, ti dice quello che succede oggi, ma non quello che succede domani. Questo è quello che è accaduto in Genoa-Napoli. Il tampone deve essere usato con sapienza, non è un lasciapassare, come non deve essere uno stigma».

Ultimo aggiornamento: 2 Novembre, 00:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA