Coronavirus, mascherine servono anche per chi sta bene. I medici: diventino obbligatorie, utili anche le sciarpe

Mercoledì 18 Marzo 2020 di Lorenzo De Cicco
Coronavirus, mascherine utili non solo per chi è infetto. I medici: diventino obbligatorie

«No, non servono solo a chi è già infetto, per proteggere gli altri dal contagio. Sono utili anche a chi è sano: per il Covid-19 sono una barriera», dice il virologo Francesco Broccolo, docente di Microbiologia clinica dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca. E lo stesso pensa l'Ordine dei Medici di Roma, arrivando a proporre un «obbligo di coprirsi il viso per chi esce di casa». Perché, spiega il presidente dell'Ordine Antonio Magi, sarebbe «certamente d'aiuto se si hanno sintomi, per evitare di alimentare la diffusione del virus, ma anche per chi sta bene, perché è comunque una protezione in più».

Problema: le mascherine in Italia scarseggiano. Soprattutto quelle più sofisticate: nemmeno chi sta in corsia a combattere contro il Sars-CoV-2 riesce ad averne a sufficienza. Può bastare una sciarpa, uno scialle o un passamontagna, allora? Su questo gli esperti si dividono. Walter Ricciardi, membro del board dell'Oms e super-consulente del Ministero della Salute, spiega che «le protezioni utili per chi è sano sono quelle di categoria Ffp2 e le Ffp3». I modelli che garantiscono il più alto livello di protezione contro le particelle molto fini e particolarmente dannose. «Ma questo tipo di dispositivi - avverte Ricciardi - non si riescono a dare nemmeno a tutti i medici e agli infermieri; invece è fondamentale che siano riservate a chi garantisce le cure. A Wuhan hanno distribuito le mascherine a tutti, è vero, ma lì ne fabbricano miliardi, noi invece no». Tanto che ora il governo ha annunciato di volerne avviare la produzione, in tutta fretta, magari ricorrendo ai laboratori delle carceri. Anche le aziende private si stanno attrezzando per riconvertire le fabbriche.

Per il virologo dell'università Bicocca, Francesco Broccolo, perfino «una sciarpa o un foulard possono essere utili, di sicuro è meglio di niente». Sarebbe fondamentale, sostiene il professore della Bicocca, «un obbligo di coprirsi il viso, per chi esce di casa. Il problema è reperire le mascherine, le difficoltà sono chiare a tutti. Ma chi ce l'ha, se la metta. Gli altri possono utilizzare altro». Broccolo è convinto che la mascherina non serva solo a chi è contagiato, per non infettare chi è nei dintorni, come sostengono altri suoi colleghi. «È uno strumento che rende certamente più sicuro anche chi non ha alcun sintomo, perché, per semplificare, la gocciolina nel quale è invischiato il Coronavirus, rimane nella mascherina, come barriera. Poi è fondamentale, una volta tornati a casa, non toccare la parte esterna, altrimenti l'effetto protettivo si annulla».

ANTI-DROPLET
Alcune droplet, le gocce di diametro superiore a 5 micron, raggiungono con un colpo di tosse la distanza di circa un metro. Altre ancora, più piccole, sotto i 50 micron, possono superare il metro e mezzo, partendo magari da uno starnuto. «Se si indossa una mascherina, però, possono essere bloccate e restare all'esterno della protezione», sottolinea l'esperto della Bicocca. Per questo sarebbe utile indossare la mascherina quando si va al supermercato, oppure al lavoro, o in farmacia. «Tutti luoghi dove si stanno creando code, in queste situazioni - conclude Broccolo - ha senso coprirsi».

L'Istituto Superiore di Sanità, nel Rapporto Covid-19 n. 2/2020, ha scritto che «è documentato che i soggetti maggiormente a rischio d'infezione da Sars-CoV-2 sono coloro che sono stati a contatto stretto con paziente affetto da Covid-19, in primis gli operatori sanitari, senza l'impiego e il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuali (DPI) raccomandati o mediante l'utilizzo di Dpi non idonei». Insomma le mascherine ad alta protezione possono essere utili. Non a caso vanno a ruba. E in tanti ne approfittano.

SEQUESTRI E DOGANE
La Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 60mila esemplari solo negli ultimi giorni, 5mila erano alla dogana. I Carabinieri di Roma hanno scoperto farmacie con rincari da record. In Sicilia sono state trovate mascherine scadute rivendute a 15 euro al pezzo. Si assiste poi a situazioni paradossali: centinaia di migliaia di mascherine sono bloccate alla dogana dell'aeroporto di Fiumicino. Motivo: non c'è il bollo della Comunità europea. «Ma ci sono i fascicoli tecnici che ne attestano la sicurezza e validità secondo la norma Ue - rimarca il produttore - con tanto di test in laboratorio». A quanto pare non basta. Era successo pure per i respiratori. Off limits per l'Italia, sono finiti in Germania, in questo caso meno rigorosa.
Lorenzo De Cicco

Ultimo aggiornamento: 19 Marzo, 15:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA