Coronavirus, Istat: «Anticorpi in 1,4 milioni di italiani». Locatelli: contatto con virus non dà immunità

Lunedì 3 Agosto 2020
Coronavirus, Istat: «1,4 milioni di persone in Italia a contatto con il Covid19. Asintomatico uno su tre con anticorpi»

Coronavirus, l'Istat ha presentato oggi al ministero della Salute l'indagine di sieroprevalenza: «1,4 milioni di persone in Italia a contatto con il Covid19. Asintomatico uno su tre con anticorpi». E per il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, componente del Comitato tecnico scientifico, «il contatto con il virus non dà il patentino di immunità».

«Gli asintomatici arrivano al 27,3% che non è una quota bassa. Quindi è molto importante la responsabilità individuale e il rispetto delle misure», ha affermato la direttrice dell'Istat Linda Sabbadini presentando al ministero l'indagine di sieroprevalenza. I tre sintomi piu diffusi sono «febbre, tosse e mal di testa. Inoltre, perdita del gusto e dell'ollfatto sono piu associate» all'infezione.
 

Speranza«Senza misure virus più diffuso in tutta Italia»


«Il lockdown è stato fondamentale. Senza quelle misure adottate dal Governo nazionale e dai governi regionali e senza il comportamento corretto degli italiani avremmo avuto dati di diffusione del virus molto alti in tutta italia. Questa indagine ci dice, invece, che, grazie alle misure adottate, siamo riusciti a bloccarlo solo in un pezzo di Paese. E credo che questo sia stato veramente decisivo». Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, a margine della presentazione dei risultati dell'indagine di sieroprevalenza su Sars-Cov-2, rispondendo a una domanda sul ruolo svolto dal lockdown nel contenere la circolazione del virus.
 

Locatelli (Css): «Tasso letalità in Italia scende a 2,5%»


«Lo studio di sieroprevalenza ci permette di definire in modo più preciso il tasso di letalità. Tenendo conto dei 35 mila morti», dei positivi «e anche di quanti italiani hanno avuto contatti con il virus, il tasso di letalità in Italia scende a circa il 2,5%». Lo ha detto il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) Franco Locatelli, componente del Cts, commentando lo studio sulla sieroprevalenza illustrato oggi al ministero della Salute.

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Locatelli: «Bimbi più protetti forse per ridotta espressione dei recettori»


«Quanto al fenomeno osservato nella fascia pediatrica 0-5 anni, si può pensare che la ridotta espressione del recettore per Sars- Cov 2 (Ace-2) nei bambini, possa rendere ragione di questa ridotta percentuale. Un dato confermato da uno studio spagnolo pubblicato su 'Lancet'». Lo ha affermato il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) Franco Locatelli, componente del Cts, commentando il dato di sieroprevalenza più basso rispetto alla media riscontrato nei bimbi da 0 a 5 anni (1,3%).


 

Asintomatico «quasi il 30% delle persone con anticorpi»


È quanto emerge dai risultati dell'indagine sulla sieroprevalenza presentata oggi e realizzata da Istat e ministero della Salute. «La percentuale di asintomatici è molto importante, perché evidenzia quanto ampia sia la quota di popolazione che può contribuire alla diffusione del virus. E quindi quanta attenzione ciascun cittadino deve porre alla scrupolosa applicazione delle misure basilari di sicurezza a difesa di se stesso e degli altri», sottolineano gli autori del report. Il 27,3% delle persone che ha sviluppato anticorpi non ha avuto alcun sintomo. Un dato elevato, che sottolinea quanto sia importante l'identificazione immediata delle persone affette dall'infezione, nonché di tutti gli individui con cui, a loro volta, sono entrate in contatto.

Oltre agli asintomatici - ed escludendo il 6,5% di non rispondenti - il resto si divide tra persone con uno o due sintomi (esclusa la perdita dell'olfatto e/o del gusto) che rappresentano il 24,7% e persone con almeno tre sintomi. Queste ultime includono anche coloro che presentano i soli sintomi di perdita di olfatto e/o di gusto, e rappresentano il 41,5% della popolazione che ha sviluppato anticorpi. Tra i sintomi più diffusi nell'ambito dei soggetti con uno o due sintomi si osservano la febbre (27,8%), la tosse (21,6%), il mal di testa (19,2%). I sintomi più diffusi dei soggetti con almento tre sintomi oppure perdita di gusto o di olfatto sono: febbre (68,3%), perdita di gusto (60,3%), sindrome influenzale (56,6%), perdita di olfatto (54,6%), stanchezza (54,6%), dolori muscolari (48,4%), tosse (48,1%), mal di testa (42,5%).
 

I dati

 

Sieroprevalenza, Bergamo al 24%, Cremona e Piacenza oltre il 10%


«C'è una enorme variabilità anche intraregionale sui dati disieroprevalenza: 24% a Bergamo contro, ad esempio, Como e Lecco al 3-5%. Cremona e Piacenza hanno un tasso superiore al 10%, mentre le altre regioni hanno tassi inferiori, soprattutto al Sud. Lo ha detto il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli presentando l'indagine di sieroprevalenza. Istat-Ministero della salute.

«Il 2,5% della popolazione ha incontrato il virus SarsCov2 con una forte differenziazione terrotoriale, che si evidenziava anche con dati mortalità e contagio: la cosa fondamentale che emerge è che tutte le regioni del Sud stanno sotto l'1%, Valle d'Aosta al 4% e Lombardia al 7,5%, mentre un insieme di regioni sono intorno al 3%». Lo afferma la direttrice Istat Linda Sabbadini, nella conferenza stampa per la presentazione dell'indagine di sieroprevalenza: «non si puo abbassare la guardia»

 

 
 

 

Ultimo aggiornamento: 4 Agosto, 08:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA