Coprifuoco in Campania e Lombardia. Piemonte interviene su shopping e scuola, a Torino stretta sulla movida

Martedì 20 Ottobre 2020 di Stefania Piras
Coprifuoco in Campania e Lombardia. Piemonte chiude i centri commerciali. Veneto attende, allerta a Genova

Se non sarà lockdown sarà coprifuoco, ovvero chiusura totale nella fascia serale della giornata. Tra le varie misure allo studio il coprifuoco è quello servirebbe a scongiurare quel «lockdown generalizzato» di cui parlava il premier. Il coprifuoco evoca comunque lo stare casa e il venir meno della socialità, soprattutto serale, quella che si consuma nei locali negli orari extra lavorativi. Ma com'è la situazione in Italia? Le Regioni, bollettini alla mano, stanno andando in ordine sparso. Per questo il premier Giuseppe Conte ha già messo le mani avanti: «Dobbiamo, come sta accadendo, mantenere un coordinamento nazionale, costante dialogo e collaborazione in particolare con il ministro della Salute».

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Walter Ricciardi invece avrebbe preferito un coordinamento nazionale sì, ma ad attività più a rischio chiuse. Una condizione che abbatterebbe molto meglio e di più i contagi: «Io avrei chiuso le palestre e le piscine, assolutamente sì. Sono sicuro che molti gestori le tengono benissimo, ma sono luoghi in cui fatalmente le distanze di sicurezza vengono accorciate. E nel momento in cui questo succede per milioni di casi...», ha detto il consulente del ministro della Salute Roberto Speranza.

Le regioni che per arginare l'emergenza Covid stanno disciplinando il divieto di uscire la sera sono al momento la Lombardia e la Campania. Per i presidenti di queste due regioni si tratta della soluzione migliore: perciò lockdown dalle 23  alle 5 del mattino. La Regione Lombardia lo ha chiesto al governo e il ministro della Salute Roberto Speranza ha acconsentito. Di fatto è un mini lockdown con tutto quel che ne consegue: i ristoratori lombardi sono disperati e dicono che il coprifuoco notturno è paragonabile alla morte. In consiglio regionale a Milano intanto prendono le misure per alleggerire la Ztl. É stata approvata a maggioranza dall'aula una mozione di Forza Italia con la quale si chiede di «prevedere, in accordo con i Comuni, la sospensione di Area B, Area C e delle Ztl presenti nelle città lombarde per tutto il periodo della pandemia». Il testo chiede di «sospendere il pagamento nelle strisce blu per favorire l'utilizzo del mezzo privato» e «integrare il servizio pubblico studiando convenzioni con aziende private di trasporto passeggeri».

La Campania invece ha già deciso e farà scattare il coprifuoco a partire da questo venerdì (23 ottobre). Queste sono le uniche due regioni che hanno optato per la soluzione del coprifuoco. Non è così nel Lazio, in Veneto e in Emilia Romagna. Tra le misure che saranno comprese nell'ordinanza allo studio della Regione Campania per contrastare assembramenti e ridurre comunque la mobilità, è prevista anche «la limitazione degli spostamenti interprovinciali, se non giustificati - previa autocertificazione - da motivi di lavoro, sanitari, scolastici, socio-assistenziali, approvvigionamento di beni essenziali». Lo si apprende da una nota dell'Unità di Crisi regionale per l'emergenza Covid in Campania.

Le altre stanno ancora valutando man mano che arrivano i dati sui contagi da coronavirus ma la tendenza è quella di chiudere gradualmente zone e giorni dove la densità di persone può rappresentare un'emergenza. Quindi lo shopping, la movida, e anche la scuola. Se non è coprifuoco, poco ci manca. Domani, inoltre, si svolgerà un incontro in videoconferenza tra i sindaci delle città metropolitane e il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese. Sarà l'occasione per chiedere anche mezzi, risorse e uomini per i controlli verranno predisposti su piazze e vie nei prossimi giorni. 

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Chiusura graduale 

Si chiudono solo alcune strade in Liguria, e in particolare a Genova, dove si sta pensando a un intervento chirurgico sulla movida del centro storico e Sampierdarena. In alcune zone di Genova «non si tratterà di veri lockdown, ma di eventuali chiusure all'assembramento di alcune zone della città che si predispongono all'affollamento. Valutiamo di impedire di poter sostare in alcune piazze e strade affollate in alcuni giorni della settimana», conferma il presidente della regione ligure Giovanni Toti che promette: «Sarà una misura morbida». Probabile, ha spiegato inoltre, che si vada verso una didattica a distanza a rotazione per gli studenti delle superiori. «Dovremo prendere decisioni difficili», ha spiegato il sindaco di Genova Marco Bucci. «Il centro storico e Sampierdarena saranno le zone più soggette alle nuove limitazioni».

Il Piemonte chiude i centri commerciali sabato e domenica, eccenzion fatta per quelli dei generi alimentari. Lo ha annunciato il presidente Alberto Cirio, intervenendo a Tagadà su La7. «Entro questa sera firmerò un'ordinanza che chiude i centri commerciali sabato e domenica su tutto il territorio regionale e che, quindi, tiene aperto solo la parte alimentare e solo le farmacie, dunque quelli che sono i beni di prima necessità». Inoltre si introduce l'obbligo per le classi dalla seconda alla quinta della scuola secondaria di secondo grado, di seguire per almeno il 50% dei giorni la didattica digitale a distanza, in alternanza con la presenza in aula.

A Torino stretta sulla movida a partire dalle zone considerate più critiche. La sindaca Chiara Appendino firmerà domani l'ordinanza relativa allo stop della movida dalle 21 a partire da piazza Santa Gulia, via Matteo Pescatore e piazza Montanaro. «Iniziamo con queste aree - spiega la prima cittadina - valutando man mano la situazione per tarare al meglio i provvedimenti ed estenderli eventualmente ad altre zone». La sindaca ha annunciato anche, prima dell'ordinanza, ulteriori approfondimenti con la ministra degli Interni Luciana Lamorgese, i presidenti di Circoscrizione e le associazioni di categoria.

In Toscana, il sindaco del capoluogo Dario Nardella ha preparato una lista di aree dove poter vietare la sosta delle persone per evitare gli assembramenti: «Saranno aree nel centro storico, anche molto famose, tipiche della movida di Firenze, come piazza della Repubblica, piazza Strozzi e S.Ambrogio. Ci sarà divieto di stazionamento». «Manterremo il contingentamento di piazza S.Spirito - ha aggiunto Nardella -. È ovvio che ci vogliono gli agenti: vedremo qual è la disponibilità delle forze dell'ordine per capire in quali aree effettivamente possiamo applicare questi limiti. È inutile imporre queste regole se non siamo in grado di rispettarle con i controlli». Di fatto, un coprifuoco, o comunque un invito a non uscire la sera.

In Calabria sono attive diverse zone rosse, quindi isolate. Zone rosse, in vigore dal 16 ottobre, sono state istituite a Sant'Eufemia d'Aspromonte, nel reggino, e per Torre di Ruggiero, nel catanzarese. Lo ha deciso con proprie ordinanze Nino Spirlì, che è presidente facente funzioni della Regione dopo la morte della governatrice Jole Santelli.

No coprifuoco per ora 

In Veneto non è previsto alcun coprifuoco. «Quello che abbiamo presentato oggi è un piano ospedaliero, su altre iniziative dettate da altri numeri e su cui c'è un dialogo a livello nazionale è un'altra partita. Oggi in Veneto all'orizzonte non c'è nessun pensiero di lockdown o di coprifuoco». Lo ha detto ai giornalisti l'assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin. Il piano di sanità pubblica - è stato spiegato in conferenza stampa - è un piano di sicurezza passiva di fronte al numero di malati che cresce, mentre le decisioni su lockdown sono di sicurezza attiva.

Anche il Lazio non ha per il momento in cantiere ordinanza che limitino la libera circolazione serale ma a Roma potrebbero scattare chiusure di porzioni di piazze della movida per evitare assembramenti e agevolare con 'corridoi naturalì l'afflusso agli esercizi commerciali. È quanto emerso da una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, presieduto dal prefetto Matteo Piantedosi, a cui hanno partecipato i vertici delle forze dell'ordine della Capitale, la sindaca Virginia Raggi e la polizia locale. In particolare sarebbe stato stabilito che l'attuazione delle misure previste dall'ultimo Dpcm riguardo la chiusura di piazze della movida avverrà in sede di Comitato e poi successivamente potrebbero essere recepite con un'ordinanza del sindaco.  

«In questo momento, in Emilia- Romagna, visto l'andamento dei contagi, non c'è bisogno del coprifuoco. Quando c'è stato bisogno di chiudere, non abbiamo avuto esitazioni, come è successo a Medicina». Così il presidente della Regione Emilia- Romagna, Stefano Bonaccini, in diretta a Skytg24. «Facciamo oltre 15mila tamponi al giorno e migliaia di test sierologici - sottolinea - e abbiamo in campo più di 85 unità mobili che vanno a domicilio. Per questo siamo diventate una delle regioni meno contagiate». «Non bisogna farsi prendere dalla paura - conclude Bonaccini -, ma essere pronti, in qualsiasi momento, a prendere decisioni e a ulteriori restrizioni. Dobbiamo seguire l'andamento epidemiologico: se facciamo le cose per bene possiamo reggere a questa seconda ondata».

Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre, 00:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA