Contratto sanità, aumenti di stipendio da 175 euro a 600mila dipendenti

Approvato dal governo anche il decreto sulle modalità di svolgimento dei concorsi

Mercoledì 5 Ottobre 2022
Contratto sanità, aumenti di stipendio a 600mila dipendenti. «Regolamentato anche il lavoro agile»

Via libera del governo al nuovo contratto del settore Sanità. L’accordo triennale (2019-2021) che ha avuto l’ok del Consiglio dei ministri riguarda 600 mila lavoratori, include anche le indennità e permette di riconoscere incrementi medi, calcolati su tutto il personale del comparto, di circa 175 euro medi mensili, corrispondenti a un indice di rivalutazione del 7,2%.

I DETTAGLI DEL CONTRATTO

«Per i circa 270 mila infermieri ci sono tra i 146 e i 170 euro in più al mese: aumentare le risorse e valorizzare il ruolo dei nostri professionisti sanitari è la chiave per un sistema salute più vicino a tutti i cittadini» ha spiegato il ministro della Salute, Roberto Speranza. Soddisfatti gli infermieri. «Dalla firma definita del contratto ci separa solo il passaggio alla Corte dei Conti e siamo fiduciosi a questo punto che si possa chiudere entro fine ottobre, in modo da percepire gli arretrati già a partire dalla busta paga di novembre» ha detto il segretario nazionale del sindacato Nursind, Andrea Bottega, spiegando che per gli infermieri si tratta di un risultato importante, «anche se parliamo di un accordo già scaduto e di un’indennità che era stata stanziata due anni addietro. Dare finalmente un riconoscimento al personale - ha osservato il segretario - è necessario non solo per una questione di carattere economico. Proprio adesso che i contagi da Covid-19 stanno ricominciando a crescere, è fondamentale sostenere una categoria che ha sempre dato tutta se stessa nell’assistenza e nella cura dei pazienti e che da quando è scoppiata la pandemia non si è mai tirata indietro».

Intanto il governo ha dato disco verde anche al decreto, previsto dal Pnrr, sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi pubblici. Il testo stabilisce che l’assunzione a tempo determinato e indeterminato nelle amministrazioni pubbliche avviene mediante concorsi pubblici, orientati alla massima partecipazione, che si svolgono con modalità che ne garantiscano l’imparzialità, l’economicità e la celerità di espletamento, ricorrendo, ove necessario, all’ausilio di sistemi automatizzati diretti anche a realizzare forme di preselezione e selezioni decentrate per circoscrizione territoriali. 

Si stabiliscono i requisiti generali per l’accesso al pubblico impiego e, rispetto alla normativa precedente, si introduce la previsione che ai concorsi possano partecipare i titolari dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria e i cittadini di Paesi terzi che siano in possesso del permesso di soggiorno europeo per soggiornanti di lungo periodo, di un’adeguata conoscenza della lingua italiana, del godimento dei diritti civili e politici negli Stati di appartenenza o di provenienza e di tutti gli altri requisiti previsti per i cittadini italiani. 

 

Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre, 00:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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