Spiagge, concessioni stop dal 1. gennaio 2024. Il Consiglio di Stato: violate le norme Ue

Bocciata la proroga al 2033: le norme Ue dovranno essere applicate a partire dal 2024

Martedì 9 Novembre 2021
Spiaggia del litorale

Proroga delle concessioni balneari solo fino al dicembre 2023: stop dal 1. gennaio successivo. La sentenza del Consiglio di Stato, in adunanza plenaria, arriva a mettere ordine nella confusione del comparto che a Noredest conta migliaia di imprese specialmente nel Veneziano. La data è stata stabilita, spiegano i giudici amministrativi, «al fine di evitare il significativo impatto socio-economico che deriverebbe da una decadenza immediata e generalizzata di tutte le concessioni in essere».

La decisione fa seguito alle udienze del 20 ottobre. «Dal giorno successivo, tuttavia, non ci sarà alcuna possibilità di proroga ulteriore, neanche per via legislativa, e il settore sarà comunque aperto alle regole della concorrenza», precisa il Consiglio di Stato. 

Il grave contrasto con le regole dell'Ue

In pratica, con le sentenze 17 e 18 pubblicate oggi, l'adunanza plenaria del Consiglio di Stato, rimarcando «l'eccezionale capacità attrattiva del patrimonio costiero nazionale», ha affermato che la perdurante assenza (nonostante i ripetuti annunci di un intervento legislativo di riforma, mai però attuato) di un'organica disciplina nazionale delle concessioni demaniali marittime genera una situazione di grave contrarietà con le regole a tutela della concorrenza imposte dal diritto dell'Unione Europea (la cosiddetta Bolkestein), perché consente proroghe automatiche e generalizzate delle attuali concessioni (l'ultima, peraltro, della durata abnorme, sino al 31 dicembre 2033), così impedendo a chiunque voglia entrare nel settore di farlo.

Gestione efficiente del patrimonio costiero

Secondo il Consiglio di Stato - si legge in un comunicato - il confronto concorrenziale, oltre ad essere imposto dal diritto Ue, «è estremamente prezioso per garantire ai cittadini una gestione del patrimonio nazionale costiero e una correlata offerta di servizi pubblici più efficiente e di migliore qualità e sicurezza, potendo contribuire in misura significativa alla crescita economica e, soprattutto, alla ripresa degli investimenti di cui il Paese necessita». I concessionari attuali potranno comunque partecipare alle gare che dovranno essere bandite. Per consentire alla pubblica amministrazione di «intraprendere sin d'ora le operazioni funzionali all'indizione di procedure di gara», per «consentire a Governo e Parlamento di approvare doverosamente una normativa che possa finalmente […] disciplinare in conformità con l'ordinamento comunitario il rilascio delle concessioni demaniali», nonché per evitare l'impatto sociale ed economico della decisione, le attuali concessioni potranno continuare fino al 31 dicembre 2023. Dal giorno successivo, tuttavia, non ci sarà alcuna possibilità di proroga ulteriore, neanche per via legislativa, e il settore sarà comunque aperto alle regole della concorrenza. Scaduto tale termine, quindi, «tutte le concessioni demaniali dovranno considerarsi prive di effetto, indipendentemente da se vi sia o meno un soggetto subentrante nella concessione». 

Ultimo aggiornamento: 11 Novembre, 08:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA