Burqa, Corte d'Appello dà ragione alla Lombardia: «Vietato portare il velo in luoghi pubblici»

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Burqa, Corte d'Appello dà ragione alla Lombardia: «Vietato portare il velo in luoghi pubblici»
Niente burqa in luoghi pubblici in Lombardia. La corte d'Appello ritiene corretta la delibera della Regione Lombardia che vieta l'ingresso alle donne con il volto coperto dal velo in luoghi pubblici. L'Associazione degli studi Giuridici sull'Immigrazione, gli Avvocati per Niente Onlus, l'Associazione Volontaria di Assistenza sociosanitaria e per i diritti dei Cittadini stranieri, Rom e sinti e la Fondazione Guido Piccini per i Diritti dell'Uomo Onlus avevano portato in tribunale Regione Lombardia dopo l'approvazione della delibera del 2015 che vietava, per ragioni di sicurezza, l'ingresso alle donne con il burqa in luoghi pubblici.


La Corte ha confermato quanto già stabilito con sentenza il 20 aprile 2017 in primo grado dal Tribunale di Milano e cioè «il divieto di ingresso a volto coperto posto nella delibera appare giustificato e ragionevole alla luce della esigenza di identificare coloro che accedono nelle strutture indicate, poiché si tratta di luoghi pubblici, con elevato numero di persone che quotidianamente vi accedono per usufruire di servizi; pertanto è del tutto ragionevole e giustificato consentire la possibilità di identificare i predetti fruitori dei servizi».
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Giovedì 31 Ottobre 2019, 19:36






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5 di 19 commenti presenti
2019-11-01 13:05:51
Sopiegatemi a quale titolo e con quali motivazioni l'associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione, nota come Asgi e finanziata dal governo italiano, si opponga alla sentenza della Corte d'appello. Indaghiamo allora se questi avvocaticchi, saltuariamente disoccupati, senz'arte ne' parte in casa loro abbiano mogli, figlie, sorelle e nipoti che indossano il burqa.
2019-11-01 11:07:47
chi sostiene l'esistenza di una legge fa di solito riferimento ad una legge funzionale al terrorismo degli anni di piombo del 1975 che recita:"e' vietato l'uso di caschi protettivi o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona in luogo pubblico o aperto al pubblico,SENZA GIUSTIFICATO MOTIVO.Ecco il vulnus della legge:che cosa si intende per giustificato motivo?I precetti religiosi ,le norme culturali,le tradizioni sessiste(aggiungo io),possono costituire un giustificato motivo?Ebbene,dalle sentenze dei tribunali la risposta è SI.In pratica la legge italiana NON VIETA il burqa o il niqab.L'unica regione che ha legiferato in proposito è la Lombardia.Ergo :urge una legge nazionale.
2019-11-01 10:27:48
Non capisco il problema dei rom e Sinti ( zingani) , anche se vengono riconosciuti mica li arrestano!
2019-11-01 10:20:39
qualche volta anche la cassazione si toglie le fette di prosciutto dagli occhi......che dira' giuseppi ? la comunita' di sant'egidio ?
2019-11-01 09:36:05
Giustissima la disposizione della Magistratura. Per motivi di sicurezza il volto di tutte le persone deve essere visibile in tutti i luoghi pubblici. Questo dovrebbe valere, secondo me, anche in tutte le manifestazioni di piazza così si possono individuare i manifestanti violenti che, per esempio, spaccano le vetrine ed incendiano i cassonetti.