​​​Coronavirus, ​​in Italia 12 morti e 276 nuovi casi: indice Rt sopra 1 in Emilia, Veneto, Toscana, Lazio e Piemonte

Venerdì 10 Luglio 2020
​​​​Coronavirus, ​​in Italia 12 morti e 229 nuovi casi
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La Protezione civile ha diramato il bollettino legato ai casi di coronavirus in Italia, aggiornato alle ore 17 di oggi, 10 luglio. I contagiati complessivi dall'inizio dell'epidemia sono adesso 242.639, dei quali 194.273 sono guariti (l'80%) e 34.938 sono deceduti. In questo momento le persone affette dal coronavirus in Italia sono 13.428. 

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Rispetto a ieri, i casi totali sono aumentati di 276 pazienti (ieri di 229) di cui 135 in Lombardia; gli attualmente positivi sono diminuiti di 31 persone (differenza tra casi, morti e guariti del giorno); i guariti sono cresciuti di 295 unità; i deceduti di 12. Sono 65 i malati in terapia intensiva, 4 in meno rispetto a ieri. Le persone in isolamento domiciliare sono 12.519 su 13.428: il 93,2% del totale. Eseguiti, in un giorno, 47.953 tamponi (di cui 11.505 in Lombardia): il totale nazionale ora è di 5.854.621 tamponi per una cifra di 3.520.377 casi testati. Quattro regioni a zero contagi.

Gli indici Rt
Umbria 0,56
Valle d'Aosta 0,06
Veneto 1,2
Abruzzo 0,72
Basilicata 0
Calabria 0,38
Campania 0,88
E-Romagna 1,2
Friuli-Venezia Giulia 0,64
Lazio 1,07
Liguria 0,82
Lombardia 0,92
Marche 0,87
Molise 0,21
Bolzano 0,33
Piemonte 1,06
Trento 0,51
Puglia 0,54
Sardegna 0,19
Sicilia 0,24
Toscana 1,12

Ecco le considerazioni dell'Istituto Superiore di Sanità.

Si riporta una analisi dei dati relativi al periodo 29 giugno – 5 luglio 2020, successivo alla terza fase di riapertura avvenuta il 3 giugno 2020. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione 2-3 settimane prima, ovvero prevalentemente nella terza fase di riapertura (tra il 8- 20 giugno 2020). Alcuni dei casi identificati tramite screening, tuttavia, potrebbero aver contratto l’infezione in periodi antecedenti.

Complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 in Italia rimane a bassa criticità con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni (periodo 22/6-5/7) di 4.3 per 100 000 abitanti (in lieve diminuzione). A livello nazionale, si osserva una lieve diminuzione nel numero di nuovi casi diagnosticati e notificati al sistema integrato di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità rispetto alla settimana di monitoraggio precedente, con Rt nazionale < 1, sebbene lo superi nel suo intervallo di confidenza maggiore.

In quasi tutte le Regioni/PPAA sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio corrente, con casi in aumento rispetto alla precedente settimana di monitoraggio in alcune Regioni/PPAA. Tale riscontro in gran parte è dovuto alla intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti. Oltre ai focolai attribuibili alla reimportazione dell’infezione vengono segnalati sul territorio nazionale alcune piccole catene di trasmissione di cui rimane non nota l’origine. Questo evidenzia come ancora l’epidemia in Italia di COVID-19 non sia conclusa. Si conferma perciò una situazione epidemiologica estremamente fluida.

Le stime Rt tendono a fluttuare in alcune Regioni/PPAA in relazione alla comparsa di focolai di trasmissione che vengono successivamente contenuti. Si osservano, pertanto, negli ultimi 14 giorni stime superiori ad 1 in cinque Regioni dove si sono verificati recenti focolai. Persiste l’assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali. Seppur in diminuzione, in alcune realtà regionali continuano ad essere segnalati numeri di nuovi casi elevati. Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è ancora rilevante.

Si raccomanda di mantenere elevata l’attenzione e continuare a rafforzare le attività di testing-tracing-tracking in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia. È fondamentale mantenere elevata la consapevolezza della popolazione generale sulla fluidità della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico.

Conclusioni:

Sebbene le misure di lockdown in Italia abbiano permesso un controllo efficace dell’infezione da SARS-CoV-2, persiste una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti.  Il numero di nuovi casi di infezione rimane nel complesso contenuto. Questo avviene grazie alle attività di testing-tracing-tracking che permettono di interrompere potenziali catene di trasmissione sul nascere. La riduzione nei tempi tra l’inizio dei sintomi e la diagnosi/isolamento permette una più tempestiva identificazione ed assistenza clinica delle persone che contraggono l’infezione.

Non sorprende pertanto osservare un numero ridotto di casi che richiedono ospedalizzazione in quanto, per le caratteristiche della malattia COVID-19, solo una piccola proporzione del totale delle persone che contraggono il virus SARS-CoV-2 sviluppano quadri clinici più gravi. Questo risultato, atteso in base alla strategia adottata nella fase di transizione, permette di gestire la presenza del virus sul territorio, in condizioni di riapertura, senza sovraccaricare i servizi assistenziali.

La situazione descritta in questo report, relativa prevalentemente alla seconda metà di giugno 2020, è complessivamente positiva con piccoli segnali di allerta relativi alla trasmissione. Al momento i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate dalle Regioni/PPAA.

È necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali, continuare a rafforzare la consapevolezza e la compliance della popolazione, realizzare la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi confermati, la quarantena dei loro contatti stretti. Queste azioni sono fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e fronteggiare recrudescenze epidemiche.

 

Ultimo aggiornamento: 11 Luglio, 09:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA