Alice Brignoli, la "mamma" italiana dell'Isis: «Un errore andare in Siria, non è il posto idilliaco che credevo»

Mercoledì 30 Settembre 2020
Alice Brignoli
«È stato un grosso errore, lo Stato islamico in Siria non era il posto idilliaco che ci aspettavamo quando siamo partiti nel 2015, rispondendo al richiamo di al-Baghdadi, anzi volevamo tornare indietro». È quanto ha detto, in sostanza, nell'interrogatorio davanti al gip Manuela Cannavale, Alice Brignoli, moglie del deceduto militante dell'Isis Mohamed Koraichi, arrestata in Siria dal Ros con l'accusa di terrorismo internazionale e riportata in Italia assieme ai 4 figli. All'interrogatorio ha preso parte anche il capo del pool antiterrorismo milanese Alberto Nobili. Proclamandosi sempre di fede islamica, la donna ha sostenuto di non essere più «radicalizzata», pur ammettendo le responsabilità, e ha cercato di spiegare che i figli non sono stati addestrati. 
Dopo aver ascoltato a metà 2014 il proclama con cui il califfo Abu Bakr al-Baghdadi annunciò la fondazione dello Stato islamico, Alice Brignoli e il marito di origine marocchina - come ha ricostruito la donna nel primo interrogatorio in carcere davanti al gip - decisero di partire per la Siria lasciando la loro casa a Bulciago, nel Lecchese, dove, a suo dire, la famiglia non si sentiva a proprio agio, anche perché «venivamo presi in giro in quanto islamici». Così nel 2015 affrontarono un «viaggio di cinque giorni in auto» fino alla Siria, dove la famiglia ha vissuto a Raqqa e in altre località, ha raccontato sempre Brignoli.

«Ci aspettavamo un posto idilliaco per gli islamici, con case e scuole, ma abbiamo trovato la guerra», ha detto in sostanza la donna di 42 anni, aggiungendo che in più di un'occasione avrebbero tentato invano di tornare indietro. Proclamandosi sempre di fede islamica «ma non più radicalizzata», Alice Brignoli ha spiegato di essere «felice» che i suoi quattro figli (uno dei quali nato in Siria) sono tornati in Italia e che stanno bene. Di fronte alla foto del suo figlio maggiore, sette anni all'epoca della partenza, che imbracciava un fucile, la donna ha tentato di sminuire, sostenendo che i bambini non sono stati addestrati. Era il marito, ha spiegato, che combatteva e che teneva i contatti con gli uomini dell'Isis. Venerdì la donna accusata di terrorismo verrà nuovamente interrogata dai magistrati (stavolta dai pm) e l'indagine, coordinata anche dal pm Francesco Cajani, mira a comprendere nei dettagli l'organizzazione del viaggio verso la Siria di Alice Brignoli e del marito nel 2015, per verificare anche se nell'area di Lecco e dintorni ci siano personaggi che ancora forniscono assistenza agli aspiranti 'foreign fighter'. 
Ultimo aggiornamento: 15:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA