Battisti, Bonafede: tutelo la dignità dei detenuti

Battisti con due agenti della polizia penitenziaria nel video postato da Bonafede
Non si placano le polemiche sul video sulla cattura dell'ex terrorista Cesare Battisti postato su Facebook dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. «Chi ha visto quello che ho fatto in questi 7 mesi non può avere dubbi sul fatto che lavoro ogni giorno perché la dignità dei detenuti sia garantita e tutelata», ha affermato il ministro. Anche di Battisti? «Ci mancherebbe, di tutti i detenuti», ha aggiunto il titolare della Giustizia rispondendo ai cronisti sulle polemiche sul video che ha postato sull'arrivo di Battisti e per il quale i penalisti romani hanno depositato un esposto. 





«Il video aveva il fine di dare un tributo alla polizia. Chi mi conosce sa che il mio è un lavoro che non ha un approccio a spettacolarizzare. Rispetto le critiche ma il video non aveva questo scopo», aveva già detto Bonafede riferendosi alle violente polemice scoppiate dopo la pubblicazione del video sull'arresto di Battisti. «Effetivamente la musica non è piaciuta neanche a me», aveva sottolineato Bonafede.



 
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Venerdì 18 Gennaio 2019, 12:38






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2 di 2 commenti presenti
2019-01-18 17:58:02
Poteva essere arrestato 40 anni fa, Cesare Battisti. A rivelare l'amara verità sul terrorista rosso estradato lunedì scorso dalla Bolivia è Nicola Longo, superpoliziotto italiano infiltrato nella criminalità per Sisde, Sismi e l'americana Dea fin dagli anni 70. Intervistato da La storia oscura di Fabio Camillacci a Radio Cusano Campus, l'agente ha puntato il dito sulle coperture politiche di cui ha goduto in quegli anni in Italia e, successivamente, durante la sua lunga fuga tra Francia, Messico e Brasile prima della recentissima cattura. "Tra il 1977 e il 1978, dopo l'uccisione del collega della Digos Andrea Campagna, mio amico e conterraneo visto che era calabrese, per me sarebbe stata una questione di orgoglio arrestare il suo assassino Battisti: come si dice in gergo poliziesco, sarebbe stato un bell'arresto". Ci andò molto vicino, Longo, che all'epoca operava sotto copertura a Ceccano e arrestò un ex rapinatore vicino alla banda del terrorista dei Pac: "Purtroppo però non riuscimmo a trovare niente di concreto per incastrare Battisti che quindi riuscì a cavarsela; anche perché Battisti è stato sempre aiutato da una corrente politica e da esponenti politici di quel periodo. E quasi certamente anche di recente è stato aiutato visto che è stato difficile catturarlo, nonostante l'Italia nel mondo sia al primo posto come investigatori e come intelligence. Non sarebbe stato difficile arrestarlo e riportarlo in Italia molto prima. E come lui, anche tanti altri terroristi sono stati aiutati e coperti da personaggi del nostro Paese". Ora, conclude, il vento sta cambiando. In ogni caso Battisti "era un personaggio notevole, con una personalità multipla. Aveva una grande fantasia, una grande creatività, amava il rischio, si esponeva in prima persona. Fondamentalmente: era un criminale, un assassino, sia mandante che esecutore. Più bandito che ideologo. L'ideologia gli ha fatto comodo per giustificare i suoi crimini". ALE' FORZA COMPAGNI che ne dite di questa supposta (intendo l'ogiva).
2019-01-18 21:20:11
Direi a Longo di leggersi bene la vicenda di Bruno Contrada prima di difendere a spada tratta i servizi italiani.