Salvini citofona, il ragazzo si difende: «Non spaccio». L'ira di Tunisi. «Nessun rispetto»

Mercoledì 22 Gennaio 2020
Salvini citofona, il ragazzo si difende: «Non spaccio». L'ira di Tunisi. «Nessun rispetto»
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Dopo aver citofonato a una famiglia tunisina di presunti spacciatori ieri nel quartiere Pilastro di Bologna, ai microfoni di Mattino 5 il leader leghista Matteo Salvini ha dichiarato: «Abbiamo segnalato a chi di dovere che là c'è chi spaccia droga. C'è una normativa tollerante con gli spacciatori, per questo la Lega ha presentato una proposta di Droga zero, perché droga è morte». L'ex vicepremier ha aggiunto: «Gli spacciatori devono stare in galera, non a casa. Quando una mamma mi chiede aiuto, una mamma che ha perso un figlio per droga, faccio il possibile mettendomi in prima linea, anche se qualche benpensante protesta».
 


Matteo Salvini ha concluso il suo intervento spiegando: «Lì non c'era la famigliola: babbo e figlio spacciano droga, ok? Con nome, cognome e indirizzo. Ed è normale che tutti nel quartiere sappiano, e anche le forze dell'ordine sappiano, che in quel palazzo padre e figlio spacciano e questi possano continuare a vendere morte? Abbiamo segnalato all'attenzione di chi di dovere, che agirà di conseguenza, che spacciare droga alla luce del sole significa vendere morte».

Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio, 15:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA