Reddito cittadinanza agli stranieri, in arrivo primi ricorsi contro requisiti «discriminatori»

Reddito cittadinanza agli stranieri, in arrivo primi ricorsi contro requisiti «discriminatori»
Su reddito di cittadinanza e nodo stranieri si prepara una pioggia di ricorsi. Nel mirino i due requisiti per accedere al sussidio previsti solo per i cittadini stranieri: il «permesso di lungo periodo» e i «10 anni di residenza».

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In un paio di mesi «credo che già riusciremo a depositare i primi ricorsi», probabilmente con una prima «causa pilota al Tribunale di Milano», per sollevare l'eccezione di incostituzionalità della legge sul reddito di cittadinanza che prevede i due requisiti  per gli stranieri, ha spiegato all'Ansa l'avvocato Alberto Guariso dell'Associazione studi giuridici sull'immigrazione (Asgi) che negli ultimi anni ha visto accogliere molti ricorsi in materia di discriminazione.

L'avvocato Guariso ha chiarito che, in particolare per quanto riguarda il requisito richiesto dei dieci anni di residenza, nei ricorsi si potrà fare leva sulla sentenza numero 166 della Corte Costituzionale dello scorso luglio, che ha già dichiarato incostituzionale il requisito della residenza quinquennale sul territorio regionale o decennale sul territorio nazionale che veniva richiesto ai soli cittadini extra-comunitari per l'accesso al contributo per il pagamento del canone di locazione concesso agli indigenti, il cosiddetto «bonus affitti».

Proprio sulla base di quella pronuncia, che richiama l'articolo 3 della Costituzione su pari dignità sociale e uguaglianza, la Corte d'Appello milanese a dicembre ha dichiarato il «carattere discriminatorio» di una delibera della Regione Lombardia del 2015 che aveva previsto per l'accesso al 'Fondo sostegno affitti' per i cittadini extra Ue i requisiti «dell'esercizio di una regolare attività» di lavoro e della residenza da almeno 10 anni in Italia e da almeno 5 nella regione.

In più, per quanto riguarda l'altro requisito necessario per gli stranieri, ossia quello di avere un «permesso di lungo periodo» che, ha chiarito il legale, «esclude i titolari di permessi a tempo determinato che rappresentano il 35% degli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia», il legale ha ricordato che anche su questo punto c'è giurisprudenza della Corte Costituzionale, a partire dal 2013, soprattutto sulle «prestazioni per l'invalidità e la disabilità». L'avvocato ha spiegato che quando le prime domande (oggi è il primo giorno in cui si può richiedere il reddito di cittadinanza) degli stranieri, che non hanno quei due requisiti, saranno rigettate, Asgi inizierà a depositare i primi ricorsi, assistendo quei migranti e partendo probabilmente da una «causa pilota al Tribunale del Lavoro di Milano, il più veloce». Nel ricorso verrà sollevata l'eccezione di legittimità costituzionale delle norme e, dunque, la causa si interromperà in attesa che la Consulta si pronunci.
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Mercoledì 6 Marzo 2019, 12:28






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5 di 23 commenti presenti
2019-03-07 08:04:25
era prevedibile, loro hanno diritto a una vacanza in italia gratis vita natural durante e anche reddito di cittadinanza ... grazie di maio, aumenta il debito pubblico per foraggiare ancora di più i poveri profughi, scappati da guerre finte solo per opportunismo. Poi chiederanno anche il ricongiungimento familiare per i loro 30.000 figli, mogli varie, genitori, nonni, zii, cugini, ... accà nisciuno è fesso!!!
2019-03-06 22:58:55
L'Angelo di Dio darà la caccia a tutti i responsabili di questa nequizia.
2019-03-06 19:36:39
Era ampiamente prevedibile... Comunque, la costituzione dice che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, ma intende i cittadini italiani, altrimenti gia' dal '48 avrebbero dovuto concedere agli stranieri anche il diritto di voto, cosa che OVVIAMENTE non fecero.
2019-03-06 18:42:24
Se i ricorsi li pagano gli stranieri mi va bene,mi va bene anche se li pagano questi avocati nemici di questo Governo e sopratutto nemici degli Italiani.
2019-03-06 15:33:06
ricorsi con i soldi di chi? del pd o della cgil, se alla fine come sempre sono i soldi nostri non mi va, mi sento sempre più rassista.