Raggi ora prenota gli europei di nuoto: il gelo del governo

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Raggi ora prenota gli europei di nuoto: il gelo del governo

di Mario Ajello e Stefania Piras

Un rattoppo, tardivo. Ecco a che cosa somiglia la candidatura di Roma agli Europei di Nuoto del 2022. A una sorta di scusateci tanto, da parte della giunta, per il vecchio rifiuto di proporre la Capitale alle Olimpiadi 2024 ma adesso puntiamo su un evento sostitutivo. Che naturalmente ha un valore minore dell’altro, un po’ consolatorio. Per ora c’è la foto con i nuotatori, gli incontri ripetuti con il presidente della Federazione Nuoto Paolo Barelli, e l’annuncio trionfale ieri di Virginia Raggi: «Roma vuole confermarsi protagonista delle rassegne internazionali». Ma forse sarebbe stato meglio usare il verbo “proporsi (con l’aggiunta di “per la prima volta” in questa stagione politica con 5 stelle) visto che le altre volte è mancato il coraggio di mettere Roma sulla pista delle grandi occasioni sportive cioè anche di sviluppo, di turismo, d’immagine e di tutto il resto che è connesso con eventi del genere. 

IL CARPIATO
E invece, ora, ecco un salto carpiato. Soltanto adesso la Raggi vuole dare a Roma lo status di capitale sportiva, per non essere ricordata come la prima cittadina del No e quindi per non perdere consensi. Sarà complicato, ma meglio tardi che mai. Basta leggere le parole prudenti - e di grande cautela come del resto quelle del presidente della Federazione Paolo Barelli - che ha espresso il sottosegretario a Palazzo Chigi con delega allo sport, Giancarlo Giorgetti. E le parole sono queste: «Roma si candida agli europei di nuoto del 2022? Roma ha presentato la proposta di candidatura, è un po’ diverso... Se ci sarà il sostegno del governo? A loro come a tutti, abbiamo chiesto di presentare una proposta formale, documentata, seria di costi-ricavi. Non è tempo perso ma la necessità di fare le cose per bene». Una sorta di aspettiamo e vediamo, da parte di Giorgetti, che non intende sbilanciarsi troppo di fronte al rattoppo. Ma speriamo pure anche che stavolta dalla Lega non arrivino strali anti-Capitale, come ci ha abituato pochi mesi fa sul Salva-Roma.

Dal No, la sindaca è passata così al «beato chi ce l’ha» il grande evento. E del resto, altro segno (tardivo) di ravvedimento sono state le congratulazioni capitoline rivolte a Milano e a Cortina, nelle scorse settimane, per l’assegnazione delle Olimpiadi invernali. I giochi acquatici la Raggi ha deciso di volerli e ben venga naturalmente questa disponibilità, e questo cambio si spera generale di filosofia rispetto ai grandi eventi, perché Roma ha bisogno di occasioni di crescita e di protagonismo. 

BASTA RINUNCE
«Siamo pronti alla sfida per realizzare un evento sostenibile e che avvicini i cittadini allo sport», questo l’annuncio della sindaca pentastellata. Su cui pesa quel «vediamo» di Giorgetti. Un modo compassato per dire che le manifestazioni sportive sono un vanto, sempre, e che bisogna anche meritarsele - e attrezzarsi di conseguenza - visto che fuori la competizione è agguerrita. Si sono candidate al nuoto 2022 anche due città russe, tra cui Kazan, una città tedesca e una scandinava. Anche il sottosegretario allo Sport del M5S, Simone Valente, è cauto: «Sono favorevole, la filosofia è cambiata ma c’è sempre un tema di finanziamenti che presuppongono una visione a lungo termine». Solo la prossima settimana il dossier potrebbe approdare al governo, ma in coda a tutti gli altri che affollano le stanze di Palazzo Chigi, fa capire Valente.

Sono previste due location: il Foro Italico e il polo natatorio di Ostia. Una kermesse da centomila spettatori in tribuna e 200 milioni di telespettatori. Si stima un introito di 100 milioni di euro. Una vetrina assoluta per la Capitale. Sarebbe previsto anche un trampolino suggestivo per i tuffi dalle grandi altezze magari con sfondo sul Colosseo (a Budapest lo costruirono sul Danubio). I tempi stringono. Il dossier che deve essere pronto per la fine di agosto dovrà essere presentato alla Lega Europea. Il presidente della Federnuoto italiana, Paolo Barelli, primo regista di questa candidatura, consiglia cautela: «Non è detto che ce li assicuriamo questi campionati». Ma già il solo fatto che scendiamo in vasca per ottenerli, sembra una buona reazione alla brutta cultura della rinuncia. 
 
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Giovedì 18 Luglio 2019, 00:21






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2 di 2 commenti presenti
2019-07-18 13:42:24
Eh i romani se la son votati, ma itnanto il debito di Roma lo pagano tutti gli italiani, che schif, per fortuna la parabola dei cinque stelle è al tramonto, tempo un paio di anni e spariranno.
2019-07-18 08:45:36
devono avere delle "buche enormi" (per farci stare una piscina olimpica)