Pichetto Fratin, chi è: ministro dell'Ambiente nel governo Meloni e berlusconiano di lungo corso

Economista di formazione, commercialista e insegnante di professione. Il cursus honorum in Forza Italia inizia nell'anno 1995

Lunedì 28 Novembre 2022
Gilberto Pichetto Fratin, chi è: ministro dell'Ambiente nel governo Meloni e berlusconiano di lungo corso

Berlusconiano di lungo corso. Gilberto Pichetto Fratin, classe 1954, viene da Veglio, piccolo borgo in provincia di Biella. Economista di formazione, commercialista e insegnante di professione. La sua carriera la fa in politica. Comincia a vent'anni dal consiglio comunale del minuscolo comune di Gifflenga, fino ad arrivare a quello del capoluogo prealpino. Poi intraprende la strada «azzurra» tracciata dal Cavaliere, senza però lasciare le sue montagne. Il cursus honorum in Forza Italia inizia nell'anno 1995, con l'elezione al consiglio regionale del Piemonte. Due anni dopo è assessore all'industria, carica che mantiene per più di un lustro. Lascia la sua terra per un seggio al Senato. Ma, quando cambia il vento politico a Roma, torna a Torino per fare il vice al presidente della Regione, l'allora leghista Roberto Cota. Nel 2014 arriva la grande occasione: è il candidato del centrodestra per le regionali.

Fortemente voluto da Silvio Berlusconi, corre in un campo minato. Fratelli d'Italia, che aveva chiesto a gran voce le primarie, lo molla per sostenere il candidato di bandiera Crosetto. Il centrodestra è spaccato e quelle elezioni le vince Chiamparino, contro un Pichetto fermo al 22%. Nel 2018 inizia una nuova fase: torna a palazzo Madama. Qui firma per il referendum sul taglio dei parlamentari e diventa capogruppo di Forza Italia nella V Commissione Bilancio. Nel 2021, passa dalle aule parlamentari alle sale di via Vittorio Veneto: nel governo Draghi è viceministro del leghista Giancarlo Giorgetti al ministero dello Sviluppo economico. Nel governo Meloni è il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica.

La polemica dopo la frase sull'abusivismo edilizio a Ischia

Una frase destinata a far polemica e a far discutere ancora. È quella pronunciata dal ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, a proposito del tema dell'abusivismo edilizio dopo la tragedia di Casamicciola: «Basterebbe mettere in galera il sindaco e tutti quelli che lasciano fare perché i sindaci non devono lasciare costruire». Dai sindaci, proprio quelli tirati in ballo dalle sue dichiarazioni, arrivano commenti a raffica di disapprovazione. E duro è il giudizio del ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, anche se non cita mai il collega di governo. «Qualcuno vorrebbe arrestare i sindaci, io invece li voglio proteggere e liberare». Un altro esponente dell'esecutivo, il ministro per il Sud, Nello Musumeci, immagina che le parole siano state fraintese perché «viviamo ogni giorno sul filo del rasoio. Bisogna garantire accanto al sindaco una costante presenza dello Stato perché spesso dietro l'abusivismo edilizio ci sono le organizzazioni criminali». E comunque, sottolinea, «noi non possiamo e non dobbiamo lasciare soli i primi cittadini in questa situazione».

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Le reazioni a Pichetto Fratin

Un altro rappresentante del governo Meloni, Raffaele Fitto, alla guida del dicastero per gli Affari Regionali, si limita a rispondere di non aver «sentito» le dichiarazioni di Pichetto «perché ero a un convegno». Casamicciola è guidata da un commissario straordinario, il prefetto Simonetta Calcaterra. Sull'isola d'Ischia, scossa dai lutti e dal disastro provocato dalla frana, la polemica ha suscitato forte sconcerto tra gli amministratori dei comuni interessati. Il primo cittadino di Lacco Ameno, Giacomo Pascale replica a brutto muso che «se il ministro Gilberto Pichetto Fratin si riferisce a quanto accaduto a Casamicciola credo che non sappia di cosa stiamo parlando. Se il discorso è in generale faccia una legge che prevede l'arresto dei sindaci. Se pensa che così risolve il problema proceda subito». Pascale è incredulo per l'affermazione del responsabile dell'Ambiente soprattutto perché «da Meloni a Sangiuliano, a Crosetto ci sono stati tutti vicini. Non capisco nel momento in cui governo nazionale e quello regionale ci stanno mostrando massima vicinanza. Sono basito». Non usa mezzi termini il presidente dell'Anci, Antonio Decaro, perchè, sottolinea, «il commento del ministro Pichetto Fratin sulla tragedia di Ischia, mentre ancora si cercano i dispersi e si contano le vittime, è di una volgarità inaccettabile e denota una grave ignoranza dell'argomento. Siamo sicuri che non rappresenti la linea del governo sul tema annoso e drammatico del dissesto idrogeologico del nostro territorio, delle sue responsabilità, e di chi e come ci si possa mettere riparo». Secondo lui il ministro dovrebbe «chiedere scusa». E mentre l'ex sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, bolla le parole del ministro come «farneticanti», il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato dell'Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli, dice che «questo Governo e il ministro Pichetto Fratin in particolare sono bravissimi a scaricare ipocritamente la responsabilità sugli altri. Stamattina, parlando del disastro di Ischia, il ministro ha affermato che, secondo lui, basterebbe mettere in galera il sindaco e tutti coloro che lasciano fare. Gli vogliamo ricordare che fa parte di un partito che ha legalizzato il cemento abusivo con ben due condoni edilizi targati Berlusconi e che Forza Italia ha costruito il suo consenso elettorale proprio sui condoni. Come se non bastasse, la maggioranza, in Campania, ha fatto campagna elettorale promettendo un nuovo condono edilizio». Matteo Ricci, coordinatore dei sindaci del Pd, parla di «parole gravissime» mentre Francesco Boccia, senatore PD e responsabile Regioni e Enti locali della segreteria nazionale, si rivolge a Pichetto invitandolo a chiedere scusa ai primi cittadini.

 
Ultimo aggiornamento: 29 Novembre, 15:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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