Mes, l'Italia ottiene il rinvio. Conte: «Nessuna scadenza a gennaio»

Sabato 14 Dicembre 2019 di Marco Conti

dal nostro inviato

BRUXELLES Più Salvini attacca l'Europa e Borghi si dichiara a favore dell'uscita dell'Italia dall'euro e più Giuseppe Conte guadagna margini di manovra a Bruxelles. È accaduto con la flessibilità concessa all'Italia sulla manovra di bilancio, e si è ripetuto all'Eurosummit di ieri quando si è affrontato il tema della riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes). «Chiediamo all'eurogruppo - si legge nel comunicato finale del vertice - di continuare a lavorare sul pacchetto di riforme del Meccanismo europeo di stabilità, in attesa delle procedure nazionali, e a continuare il lavoro su tutti gli elementi dell'ulteriore rafforzamento dell'unione bancaria, su base consensuale». Nel testo si elencano anche i vari aspetti del pacchetto': il bilancio della zona euro, il rafforzamento dell'euro. E poi ancora si legge che i Diciannove Paesi della zona euro incoraggiano «a proseguire il lavoro su tutte questi questioni e torneremo su questo al più tardi a giugno 2020».

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Uno slittamento ulteriore, già raccontato ieri dal Messaggero, senza l'indicazione di una data entro la quale apporre la firma a differenza di quello che solo una settimana fa sosteneva il presidente portoghese dell'eurogruppo Mario Centeno. Nel comunicato i capi di Stato e di governo limitano ad accogliere con favore i progressi fatti dai diciannove ministri dell'economia mentre la data della conclusione resta al momento indeterminata. Un indubbio successo per il presidente del Consiglio Conte che chiede ed ottiene la frenata ricordando la risoluzione del Parlamento di giugno e quella votata pochi giorni fa. Conte, quando scende in sala stampa prima di rientrare a Roma, si mostra particolarmente soddisfatto perché è riuscito non solo ad ottenere uno slittamento, ma anche a mettere a verbale una riserva dell'Italia che è, precisa, «la riserva che ha espresso il Parlamento italiano. Quindi, a mano a mano che procederà il negoziato, vedremo come si verranno configurando questi vari aspetti di riforma e su quelli ci riserviamo una valutazione, prima di apporre una qualsiasi firma. Fino ad oggi non abbiamo sottoscritto nulla né apposto alcuna firma, a dispetto delle mistificazioni».

Altro argomento oggetto di trattative è il bilancio Eurozona per competitività e convergenza. L'eurosummit dice nelle conclusioni di voler completare la questione nel contesto del prossimo quadro finanziario pluriennale della Ue: «invitiamo l'Eurogruppo a fornire rapidamente il proprio contributo in merito alle soluzioni adeguate per il suo finanziamento, sulla base delle modalità di funzionamento di ottobre 2019, per realizzare le nostre ambizioni». I leader torneranno a esaminarli al più tardi nel giugno 2020. Conte ha anche annunciato che l'Italia presenterà a gennaio una proposta sull'ultimo pilastro dell'Unione bancaria, cioè lo schema comune di assicurazione dei depositi (Edis). Sul tavolo, per ora, c'è solo infatti la proposta tedesca. Ed è lo stesso presidente del Consiglio ad ammettere che sull'Unione bancaria il negoziato è molto più indietro rispetto al Mes. Un passo avanti è invece stato fatto sul Green Deal che renderà l'Europa il primo Continente a zero emissioni entro il 2050. Per ora la Polonia resta fuori, ma ha tempo fino a giugno per decidere. Prima dell'inizio della seconda giornata di Consiglio Ue, Conte, Merkel e Macron si sono incontrati in una saletta dello stesso albergo nel centro di Bruxelles. Un vertice chiesto dall'Italia dopo l'accordo che Al Serraj ha stretto con Erdogan e la minaccia di quest'ultimo di schierare sue milizie a difesa di Tripoli. Per l'Italia, che non ha mai creduto alla possibilità di Haftar di conquistare Tripoli e metter fine al conflitto, la conferma che una pacificazione è possibile solo attraverso un lungo negoziato che coinvolga tutte le parti libiche. «Noi - ha spiegato Conte - vogliamo rilanciare la nostra diplomazia e la nostra predisposizione per un dialogo. Non c'è possibilità di offrire stabilità al popolo libico attraverso un conflitto armato. È veramente un'iniziativa velleitaria». Al termine della riunione trilaterale, in un comunicato dei tre Paesi si rilancia la conferenza di Berlino e si chiede a Unione Africana e Lega Araba, di giocare in quella occasione un ruolo importante.

Ultimo aggiornamento: 12:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA