«Basta asilo agli irregolari». Blitz di Salvini spacca M5S

«Basta asilo agli irregolari». Blitz di Salvini spacca M5S

di Emilio Pucci

La Lega sta cominciando sul serio a perdere la pazienza. Basta questa la linea del partito di via Bellerio - con l'opposizione interna alla maggioranza, il caso Desirée ha reso ancor più urgente l'approvazione delle norme volute dal Viminale. «Non sarebbe successo nulla se il dl fosse stato già approvato», ha spiegato Salvini ai suoi, «gli extracomunitari che avevano il permesso scaduto sarebbero stati già cacciati».

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Li ha chiamati «vermi», il ministro dell'Interno, ha promesso che la pagheranno cara: «Stringeremo ancor di più le maglie». Per facilitare l'espulsione degli irregolari, tra l'altro, è stata prolungata la durata massima di permanenza nei Centri per il rimpatrio da tre a sei mesi. Ma si sta pensando ad altre misure ad hoc. Il governo ha presentato un emendamento in Commissione Affari costituzionali del Senato sui «presupposti per il riconoscimento della protezione internazionale». La domanda che serve ad ottenere l'asilo - recita - «è manifestamente infondata quando il richiedente è entrato illegalmente nel territorio nazionale o vi ha prolungato illegalmente il soggiorno». I permessi umanitari? «Altro che provvedimento disumano. Occorre al più presto è il refrain di Salvini smantellare questo tipo di scudo. E' un bluff, un ombrello che bisogna togliere subito. E' l'anticamera del degrado». Inoltre carcere da uno a 4 anni ed espulsione con accompagnamento immediato alla frontiera per lo straniero che, destinatario di un provvedimento di respingimento alla frontiera, rientri in Italia senza una speciale autorizzazione del ministro dell'Interno.

IN PRIMA LINEA
Il titolare del Viminale non sente ragioni: «Il decreto non si cambia». Il sottosegretario Molteni è in prima linea a palazzo Madama per combattere contro i vari De Falco, Nugnes, Fattori che non hanno alcuna intenzione di ritirare i propri emendamenti, alcuni dei quali sono coperti da Di Maio. «Il parere dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Unhcr, sulla lista dei Paesi sicuri, deve essere obbligatorio e, se sfavorevole vincolante», una delle richieste. Nelle intenzioni dei 5Stelle il relatore leghista Borghesi dovrebbe presentare altre modifiche concordate oltre le 19 previste e in cambio arriverebbe il via libera M5S a mettere la fiducia al Senato e alla Camera al provvedimento, così come chiede ora il Carroccio.

Due giorni fa il ministro della Giustizia, Bonafede, è rimasto sul vago rispondendo ad una domanda sulla possibilità di blindare il testo. Ma per la Lega troppe sono le trappole messe dai grillini. Salvini ritiene, per esempio, che l'emendamento per conferire altri poteri speciali a Roma sia «inammissibile». E' sempre l'ala che fa riferimento al presidente della Camera Fico a mettersi di traverso. Bonafede cerca di fare da scudo a Di Maio, preso di mira dall'ala integralista pentastellata. Ieri ha rilanciato la proposta di un decreto per inasprire le pene per la violenza sessuale, con l'introduzione di nuove aggravanti e aumenti di pena per i soggetti più vulnerabili. Il segretario della Lega si è apertamente lamentato durante il Consiglio federale perché, a suo dire, M5S non rispetta i patti. Su Roma ha fatto anche un assist a Di Maio smentendo di voler lanciare (per ora) una campagna elettorale per la conquista della Capitale («cercherò di aiutare la sindaca Raggi come ministro», ha spiegato) ma si aspetta che dagli alleati arrivi subito l'ok al suo decreto.
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Sabato 27 Ottobre 2018, 07:37






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5 di 29 commenti presenti
2018-10-28 19:34:10
Guardarsi bene dal mettersi nelle mani dell'UNHCR! La Boldrini proviene proprio da li'...
2018-10-28 12:13:29
Espulsione: più facile dire che fare. Se il paese d'origine non accetta il ritorno del proprio connazionale, che si fa? Questo è il maggior problema da risolvere
2018-10-28 07:49:25
96 anni fa...sembra ieri!!!! Auguri ANPI.
2018-10-27 22:02:06
Ringrazio tutti i Lettori che hanno risposto al mio commento con un like positivo e negativo (i più). Immagino che moltissimi siano simpatizzanti e tesserati Veneti della Lega guidata ora dall’On. Matteo Salvini. Il Veneto è la Regione roccaforte di questo Partito. Io resto della mia opinione e, come ho votato il M5S il 4 marzo scorso, sono orgoglioso di essere rappresentato da questo Movimento nelle Istituzioni. Per me il M5S composto da persone perbene: oneste, responsabili, requisiti molto importanti e per questo merita la fiducia e il sostegno di tutti gli italiani. Governare e amministrare l’Italia non è semplice, ma confido in questa Forza politica esemplare perché sono convinto che riuscirà a rendere migliore il nostro Paese. Lo constateremo insieme alla fine di questa Legislatura. Al Sig. dalmagold che cita il Tap, lo invito ad ascoltare le parole dette nella trasmissione Piazza Pulita dal Ministro della Giustizia, l’On. Avv. Alfonso Bonafede, del M5S.
2018-10-28 13:19:59
Nel Movimento Cinque Stelle è in corso un processo di sgretolamento, dovuto più che altro al crollo della leaderhip di Luigi Di Maio, ma non certo aiutato dalle innumerevoli gaffe che ministri e parlamentari grillini riescono a collezionare ogni volta che aprono bocca. I risultati dell'ultimo sondaggio di Nando Pagnoncelli sul Corriere della sera parlano in modo chiaro, a partire dalla popolarità dei leader politici, soprattutto nel M5s. Il politico che raccoglie più fiducia di tutti è Matteo Salvini, con un indice di gradimento del 58%, seguito da Di Maio al 51%. I due leader piacciono simmetricamente ai due elettorati: Salvini piace al 74% dei grillini, Di Maio al 75% dei leghisti. I guai per i grillini arrivano sul gradimento dei propri elettori per i big del Movimento: l'indice di popolarità di Alessandro Di Battista non va oltre l'81%, contro il 93% di Di Maio. Ben più in basso Roberto Fico, al 71. E poi il tonfo di Beppe Grillo che non va oltre un indice di 73, come un Fico qualunque. E quando ai grillini viene chiesto se Grillo può ancora essere considerato un punto di riferimento fondamentale per il Movimento, rispondono sì solo il 30%, mentre il 44% gli riconosce un ruolo rilevante.