Manovra, l'Ue vuole chiarezza ma il governo è diviso e prende tempo. Di Maio: «Quota 100 e reddito non slittano»

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Manovra, l'Ue vuole chiarezza ma  il governo è diviso e prende tempo  Di Maio: «Il reddito non slitta»
«Rifare i conti», rinviare il momento dei «numerini» del deficit. Per trattare al meglio con l'Europa, per far digerire agli elettori la correzione della manovra e anche per non spaccarsi. Perché se Matteo Salvini vuol «fare di tutto per evitare la procedura d'infrazione», Luigi Di Maio teme di dover immolare il reddito di cittadinanza sull'altare dei conti pubblici e ad ora nega un rinvio della misura, consapevole che sarà difficile da evitare. E così la palla viene lanciata al Parlamento «che è sovrano»: «Ci saranno emendamenti», dice Salvini, quanto tagliare il deficit «non è un mio problema». Mentre M5s frena: i saldi, afferma, non cambiano.
 


Dall'Ue Pierre Moscovici conferma la disponibilità al dialogo della Commissione e fa sapere che proseguirà il confronto con Giuseppe Conte e Giovanni Tria, nel fine settimana, a margine del G20 di Buenos Aires. Ma ricorda che per evitare sanzioni ad oggi «necessarie» e chieste dagli altri Paesi dell'Eurozona, Roma deve mostrare «evoluzioni concrete» dei conti: «Possiamo essere flessibili nel quadro delle regole ma non ignorarle». Una mano tesa confermata, in due incontri con Di Maio e Tria, anche dal ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz: «La commissione compie la sua missione. È giusto un dibattito costruttivo».

Sull'altro versante caldo, quello dello spread, il governo continua a leggere segnali positivi (lieve rialzo a 294 punti,
ma sotto soglia 300). Più critico il fronte dei titoli di Stato: il rendimento dei Btp indicizzati, tutti collocati, sale
all'1,45%, mentre il Tesoro decide di cancellare le aste in programma il 13 dicembre («C'è disponibilità di cassa», spiega). Salvini assicura che gli investitori «non vedono l'ora di comprare i titoli»: «Io sorrido perché così lo spread cala...», scherza, mandando messaggi «di amore» all'Europa. Ma la partita è all'inizio. Il dialogo auspicato da Sergio Mattarella nei colloqui con vicepremier e ministri, ancora solo teorico.

Nel vertice di lunedì sera a Palazzo Chigi si è decisa una strategia in due tempi: provare a rimodulare la manovra, senza toccare reddito di cittadinanza e pensioni, ma spostando l'asse sugli investimenti; se non basterà, tagliare il deficit. Perciò a Bruxelles che chiede una versione aggiornata del Documento programmatico di bilancio, per ora il governo risponde picche. «Nessun nuovo documento», dice Salvini. E Di Maio assicura che i saldi non cambiano: ci saranno, spiegano fonti di governo pentastellate, più investimenti che faranno scendere il debito, ma non servirà rivedere i saldi e abbassare il deficit.

Passare la palla al Parlamento vuol dire prendere tempo fino a fine anno o almeno nelle prossime due settimane, quando la manovra sarà votata in prima lettura alla Camera. Ma Conte e Tria spingerebbero per approvare in Cdm un calo del deficit (al 2,2%, per iniziare) entro i primi giorni di dicembre (a metà della prossima settimana, dopo il ritorno di Tria dall'Ecofin). Per allora sarà completata la verifica tecnica sui costi di «quota 100» e reddito di cittadinanza: il «peso» delle due misure potrebbe calare fino a quattro miliardi. Ma Di Maio preme perché ciò non si traduca in un rinvio degli assegni: «Il reddito partirà a marzo, quota 100 a febbraio», dice. «Credo di sì ma non ci metto la mano sul fuoco», è più prudente Salvini.

Il nervosismo dei Cinque stelle è evidente nelle parole di Laura Castelli, che accusa la Lega di fare «campagna con i soldi pubblici» avendo stanziato più di quanto necessario per far partire quota 100. Salvini scrolla le spalle e rilancia, annunciando emendamenti per aumentare la «detraibilità dell'Imu sui capannoni e abbassare i versamenti Inail per chi lavora in edilizia e industria». La Lega rilancia anche il condono contributivo. E a Tito Boeri che definisce «difficile» il divieto di cumulo tra lavoro e pensione previsto da quota 100, Salvini replica ironico: «La misura partirà a febbraio, se l'Inps collabora». Alla fine, ammettono sia M5s che Lega, si dovrà cambiare. Lo slittamento e un ridimensionamento delle platee delle due misure viene considerato inevitabile. Ma per ora si tiene il punto, per trattare da un punto di forza. «Alla fine del lavoro - fa sapere Salvini - arriveranno i numerini».


 
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Martedì 27 Novembre 2018, 16:18






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5 di 8 commenti presenti
2018-11-28 09:01:00
Uno dice una cosa, l'altro ne dice un'altra. In perfetto disaccordo. Non sanno che pesci pigliare, ma sanno quale stipendio prendere....
2018-11-28 08:16:06
Tanto per non farla lunga, provate a leggere l'editoriale di Roberto Perotti su Repubblica di stamane: spiega bene e in modo chiaro per tutti quello che abbiamo davanti. In sintesi: far quadrare i conti della manovra mettendo mettendo fra le note "positive" un incasso di 18 miliardi in 12 mesi provenienti da vendite di immobili pubblici equivarrebbe, nel privato, al reato di falso in bilancio.
2018-11-28 07:20:25
Il reddito di cittadinanza non slitta; semplicemente non lo avrete.
2018-11-28 06:19:07
Ipotesi: alla pensione quota 100 , non obbligatoria ma a DOMANDA, ricorreranno quanti sono veramente stufi e possonocampare bene ugualmente, magari hanno un orto e allevamenti di galline. Chi lavorando stanco ha da mantenere i famigliari inattivi (obbligo derivato dal codice civile articolo 433)continuera' anche oltre i 67 anni...se l'attivita' su aprivata tiene o se nelposto dilavorose lotengonocaro per lelsue abilita' ed esperienza. Reddito dicittadinanza?Sara' , talmente incasinato da ottenere e spendere , che molti getteranno la spugna e si arrangeranno come fanno ora.Molti tenterannodisommare i 780 con lavoro nero. Intanto solo per annunci , ci abbiamo rimesso con il maggior interesse per i titoli di Stato. Intanto ci si comprano aziende o altre fuggono all'estero, persino in Serbia.
2018-11-27 17:47:17
Ai bei tempi di quando c'era lui l'avrebbero chiamata la rivoluzione delle pance piene, comunque meglio così, è il giusto epilogo, il cosiddetto male minore, dispiace per coloro che magari con una pensione di invalidità di 400 euro e sfortunatamente posseggono un paio di stanze, dovranno rinunciare ai tanto agognati 780 euro in quanto l'assegno sarà decurtato di 300 euro, e alla fine porteranno a casa esattamente 80 euro. mentre quelli che hanno una pensioncina da 480 in su non vedranno una lira, dispiace anche per i miei concittadini che hanno fatto i conti con la quota 100, a sentire in tv la passionaria dei futuri pensionati, è meglio la Fornero. Spero che adeso arrivi Di Battista , vista l'impresentabilità di di maio, e magari salvini potrebbe dirci dove sono quei 49 euro e dimettersi subito dopo.