Trenta: «È guerra, i migranti diventano rifugiati e vanno accolti. Alla Lega spiego il diritto internazionale»

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Trenta: «È guerra, i migranti diventano rifugiati e vanno accolti. Alla Lega spiego il diritto internazionale»
​Trenta: «È guerra, i migranti diventano rifugiati e vanno accolti. Alla Lega spiego il diritto internazionale». «In caso di una nuova guerra non avremmo migranti ma rifugiati. E i rifugiati si accolgono. Chi dice che pensa al possibile attacco in Libia per risolvere il problema dei migranti sta facendo un errore enorme». Lo ha detto il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, a 'Circo Massimo su Radio Capital, aggiungendo che «le conseguenze in termini di destabilizzazione ricadrebbero soprattutto sull'Italia».

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«Oggi vedo che la Lega e qualche movimento di estrema destra sono partiti all'attacco della sottoscritta. Posso invitarli tutti da me, al ministero, così gli spiego un pò di diritto internazionale e magari capiscono cosa possono produrre i loro toni aggressivi sulla Libia». Lo dice il ministro della Difesa Elisabetta Trenta sottolineando poi il «paradosso» che «gli stessi che gridano alla guerra, dalla Lega a Fdi, sono gli stessi che fanno propaganda sui migranti». «Chi fugge oggi dalla Libia è un rifugiato», ha sottolineato.

In sostanza, ribadisce il ministro della Difesa, Salvini e Meloni «non hanno capito che alzando i toni come fanno rischiano solo di destabilizzare ulteriormente la situazione. Provocando così loro, per primi, nuovi flussi migratori verso l'Italia». «Per il diritto internazionale - ha quindi proseguito Trenta, intervenendo a margine della conferenza 'Duplice uso sistemico, che si è svolta a Roma, in merito alla situazione in Libia - chi scappa da una guerra non è un migrante economico, quindi di questo noi dobbiamo tener conto. Lo status di chi scappa da un Paese in guerra è uno status di un richiedente asilo. Questo è quello che ci dice il diritto internazionale e quello a cui credo che, come Paese, dobbiamo attenerci». A chi le ha chiesto se chi scappa in questo momento da Tripoli sia da ritenersi un rifugiato, il ministro ha poi risposto: «nel momento in cui la situazione dovesse veramente sfuggire di mano. E comunque in questo momento a Tripoli c'è la guerra...».
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Lunedì 15 Aprile 2019, 13:33






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5 di 12 commenti presenti
2019-04-16 17:05:25
Un altra dottorina saccente. Mi viene in mente la goliardica canzone cantata ai laureandi.
2019-04-16 15:15:01
La tensione è altissima. Centinaia di terroristi islamici potrebbero arrivare in Italia approfittando del caos libico. Non a caso la Francia ha chiesto ufficialmente di prorogare la chiusura delle frontiere con l’Italia per altri sei mesi, per «emergenza nazionale» legata al terrorismo. È quanto si apprende da fonti del Viminale che ha immediatamente risposto con una direttiva. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha inviato una intimazione ai vertici delle forze dell’ordine e al capo di Stato Maggiore della Difesa in cui dispone «di vigilare affinché il comandante e la proprietà della nave Mare Jonio» si attengano alle «vigenti normative nazionali ed internazionali in materia di coordinamento delle attività di soccorso in mare e di idoneità tecnica dei mezzi impiegati» per questa attività. Nell’intimazione il ministro sottolinea come questa attività «può determinare rischi di ingresso sul territorio nazionale di soggetti coinvolti in attività terroristiche o comunque pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica, in quanto trattasi della totalità dei cittadini stranieri privi di documenti di identità e la cui nazionalità è presunta sulla base della rispettive dichiarazioni».Nell’intimazione del Viminale si sottolinea che «il rispetto e la salvaguardia della vita umana in mare comportano l’obbligo di applicare le vigenti normative internazionali, evitando ogni comportamento che concorra alla determinazione di situazioni di rischio per la vita umana e ad incentivare i pericolosi attraversamenti via mare da parte di immigrati». Inoltre si considera che «gli interventi da parte di imbarcazioni private in determinate e circoscritte aree di mare, che si risolvono nel preventivato ed intenzionale trasporto dei migranti verso le coste europee, concretizzano, anche per le attività di pubblicizzazione, una cooperazione “mediata” che, di fatto, incentiva gli attraversamenti via mare di cittadini stranieri non in regola con il permesso del soggiorno e ne favorisce obiettivamente l’ingresso illegale sul territorio nazionale». Inoltre va considerato che le «strategie criminali dei trafficanti di migranti», sfruttano l’attività in mare svolta da «imbarcazioni private che non hanno titolo e legittimazione a porre in essere azioni idonee al contrasto del traffico illecito». Il ministero rileva anche che «imbarcazioni battenti bandiera italiana o estera hanno svolto le descritte attività sistematiche di prelievo in mare di cittadini stranieri in aree che, ai sensi della vigente normativa internazionale, non rientravano nella responsabilità Sar (Search and rescue) italiana e che tali imbarcazioni hanno rifiutato il coordinamento Sar delle Autorità straniere legittimamente responsabili ai sensi della vigente normativa internazionale ovvero non hanno ottemperato alle istruzioni emanate dalle suddette Autorità».
2019-04-16 02:24:19
Cara ministra Trenta, questi discorsi li puoi fare anche alla Tunisia ed Algeria che sono paesi confinanti non a noi.
2019-04-15 22:49:39
Nessuno dice alla Ministra che la Guerra anche se fosse è in Libia, e allora perchè si dovrebbe pensare ai rifugiati che di Libico non hanno nulla, Tunisini, Marocchini, Somali, Nigeriani, Pakistani, Iraqeni, indiani, ecc ecc ecc
2019-04-15 21:42:45
Gentile Ministro, non occorre essere né della Lega, né di CasaPound e tanto meno di estrema destra per manifestare il totale disappunto e avversione circa questo politicume che ha infestato ormai da troppo tempo il Paese Italia. Paese che soggiace da settanta e passa anni a logiche atlantiste e internazionali, che dettano le loro agende geo-politiche a scadenza regolare e secondo un calendario ben definito. L'Italia ha fatto la sua riprovevole scelta di parte quando si è schierata nel 2011 con le suddette logiche nefaste (e pianificate) che hanno disintegrato e gettato nel caos la Libia di Gheddafi, come 12 anni prima la Jugoslavia.. . la Serbia nello specifico, come l'Afghanistan, l'Iraq e non ultima la Siria. Tutto ciò ha alimentato la destabilizzazione di quelle aree con conseguente esodo massiccio di disperati che in parte rappresentano coloro che fuggono dalle guerre e distruzioni causate da Washington, dalla NATO e da quei Paesi a loro sottoposti come la Gran Bretagna, la Francia, la Germania e l'Italia (in primis). I restanti "profughi" (sedicenti migranti) sono invece quelli che vengono illusi e cooptati da organizzazioni para-criminali e tradotti da noi anche con la violenza alle loro famiglie, secondo un programma pianificato che si configura ai vertici di un potere criminale.. . massonico, mondiale e che si è prefisso di cambiare la fisionomia e l'integrità sociale, etnica (e non parlo di "razza") dei popoli europei, secondo i loro piani. Non servono pertanto lezioni giuridiche per avvalorare tesi che ormai non stanno più in piedi, se non per quelli che sono ancora dis-informati o poco edotti sulla questione.