Inchiesta sui fondi della Lega, arrestato l'elettricista Barachetti: «Lavori per 2 milioni di euro in un anno. E comprò rubli russi»

Venerdì 13 Novembre 2020
Inchiesta sui fondi della Lega, arrestato l'imprenditore Francesco Barachetti: «Comprò rubli russi»
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L'imprenditore Francesco Barachetti, ritenuto da pm vicino alla Lega, è stato arrestato e posto ai domiciliari nell'inchiesta sul caso Lombardia Film Commission. La misura cautelare è stata eseguita dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf nell'indagine dell'aggiunto Eugenio Fusco e del pm Stefano Civardi. È accusato di concorso in peculato ed emissione di false fatture nella vicenda della vendita del capannone di Cormano a prezzo gonfiato. Già arrestati, tra gli altri, nei mesi scorsi Andrea Manzoni e Alberto Di Rubba, revisori contabili per il Carroccio in Parlamento.

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L'imprenditore Francesco Barachetti, elettricista e titolare della Barachetti service srl, impresa edile, era già indagato per peculato nel caso LFC e i pm, in uno degli atti dell'indagine, lo hanno definito «personaggio legato a Di Rubba e Manzoni», due dei commercialisti arrestati, e «più in generale al mondo della Lega». Oggi è stato arrestato su disposizione del gip Giulio Fanales e come esigenza cautelare è stato indicato il pericolo di reiterazione del reato.

Da un'annotazione della Gdf, è emerso che parte degli 800mila euro della presunta vendita gonfiata del capannone per la LFC, ossia 390mila euro, sono passati proprio per la Barachetti service (arrivati da Andromeda srl e attraverso Eco srl). Barachetti formalmente si occupò della ristrutturazione del capannone, ma i magistrati gli hanno contestato ora anche l'emissione di false fatture per operazioni inesistenti. Barachetti avrebbe impiegato, tra l'altro, 45mila euro per acquistare «rubli russi», che sarebbero serviti per un'operazione immobiliare a San Pietroburgo.

 

Da segnalazioni di Bankitalia risulta che Barachetti (negli atti si parla anche della moglie russa, socia e non indagata, Tatiana Andreeva) avrebbe ottenuto dalla Lega o da entità collegate, come la Pontida Fin, oltre 2 milioni di euro negli ultimi anni. E in una recente informativa della Gdf emergono elementi che dimostrerebbero che i contabili della Lega lavoravano all'operazione, assieme all'imprenditore Barachetti, da quasi 13 mesi prima della vendita effettiva, che risale al dicembre 2017. Intanto, il presunto prestanome Luca Sostegni (fermato a luglio) e l'altro commercialista arrestato Michele Scillieri stanno collaborando coi pm, il primo ormai da settimane e con sei interrogatori.

Il Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf, che ha eseguito l'arresto dell'imprenditore Francesco Barachetti nell'inchiesta sul caso Lombardia Film Commission, sta effettuando perquisizioni a carico di altri due indagati. Uno è Pierino Maffeis, amministratore della Eco srl, società che trasferì il denaro incassato da Andromeda srl per la vendita gonfiata del capannone di Cormano a Barachetti service, «simulando il pagamento di fatture per operazioni inesistenti». L'altro è Elio Foiadelli, amministratore della Sdc «che dietro emissione e annotazione di fatture per operazioni inesistenti riceveva il denaro da Immobiliare Andromeda e lo trasferiva a Di Rubba e Manzoni», i due contabili della Lega.

I collegamenti politici di Barachetti

Barachetti «è in grado di rapportarsi alla pari» con «esponenti del mondo delle professioni che vantano entrature politiche di prim'ordine, tanto da avanzare nei loro confronti, mediante minaccia, pretese sempre crescenti in merito alla spartizione del profitto illecito», scrive il gip di Milano Giulio Fanalese nell'ordinanza d'arresto per il caso Lombardia Film Commission. «Non può non sottolinearsi - scrive il gip - l'acclarata disponibilità, in capo al Barachetti, di un sicuro canale internazionale, utile a convogliare, in tutto o in parte, verso un paese extra Unione Europea, la Russia, le somme di derivazione pubblicistica oggetto d'impossessamento».

 

 

Due milioni di euro all'idraulico

«Questo qui ha fatto lavori per la Lega per due milioni di euro in un anno e mezzo. Questo qui era un idraulico che aggiustava i tubi delle caldaie. Ma come mai?». Così il commercialista Michele Scillieri, finito ai domiciliari nei mesi scorsi nel caso Lombardia Film Commission, parlava intercettato dell'imprenditore vicino al Carroccio Francesco Barachetti, arrestato oggi per fatture false per 488mila euro e concorso nel peculato sui soldi drenati dalla LFC dai contabili del partito, tra cui Andrea Manzoni e Alberto Di Rubba, con la vendita alla fondazione, che era presieduta proprio da Di Rubba, del capannone di Cormano.

L'intercettazione già emersa in altri atti delle indagini viene riportata anche nella nuova ordinanza del gip Giulio Fanales, eseguita dalla Gdf. «Com'è che Di Rubba ha messo su un autosalone di macchine di lusso poco lì accanto a Barachetti che ha comprato un edificio dove ha fatto la sede grandiosa della sua società? - diceva ancora Scillieri -. Ma da dove arrivano i soldi? Ma come mai la società di noleggio auto ha fatturato quasi un milione di Euro alla Lega in un anno?».

Barachetti è stato anche consigliere del Comune di Casnigo (Bergamo). Nella telefonata del 14 maggio, spiega il gip, Scillieri diceva «di avere spiegato a Manzoni come dovesse mettere da parte ogni nervosismo con riguardo alle pretese avanzate da Sostegni (prestanome, ndr), poiché le perdite subite da Scillieri e Sostegni erano dipese dall'ingordigia del Barachetti». E sottolineava «come la posizione del Barachetti fosse fra le più compromesse». Oggi la Gdf ha effettuato perquisizioni anche a carico di altri due indagati e una nei confronti di una persona non indagata.

Ultimo aggiornamento: 14:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA