Guerra Ucraina, Mattarella: «Per opporsi bisogna pagare un prezzo»

Il Presidente: se non si ferma la deriva ora costi ben maggiori per le nostre economie. Discorso al Quirinale per l’8 marzo. La testimonianza delle donne ucraine

Martedì 8 Marzo 2022 di Maria Lombardi
Guerra Ucraina, Mattarella: «Per opporsi bisogna pagare un prezzo»

Insensata. Crudele. Cinica. Assurda. Il presidente Mattarella insiste, ripete più volte le stesse parole per dar forza al pensiero, durezza alla condanna. Questa è la guerra scatenata dalla Russia, va fermata subito. «Un ritorno all’indietro della storia della civiltà a cui opporsi con decisione», anche se la fermezza avrà delle conseguenze. Costi che pagheranno anche i cittadini che vivono lontano dalle bombe e dai carri armati, la guerra riguarda tutti. Ci saranno ripercussioni nelle economie dei Paesi che vogliono bloccare il conflitto, avverte il presidente della Repubblica. Ma questi «costi sarebbero di gran lunga inferiori a quelli che si pagherebbero se quella deriva non venisse fermata adesso». Nessuna ambiguità è concessa, nessun tentennamento. L’8 marzo al Quirinale quest’anno ha il volto delle donne ucraine: la paura delle mamme che fuggono con i figli, la disperazione di chi si separa alla stazione, il sangue sulle magliette. Impossibile non pensare a loro, nel giorno della tradizionale cerimonia in occasione della Giornata mondiale delle donne nella Sala degli Specchi. Alle ucraine, «madri, lavoratrici, giovani colpite da una violenza inattesa, crudele, assurda», esordisce Mattarella. 

 

 

 

La pace

Tornano immagini che pensavamo non avremmo più rivisto. «Non è tollerabile e non dovrebbe neppure essere concepibile che in questo nuovo millennio qualcuno voglia comportarsi secondo i criteri di potenza dei secoli passati - aggiunge il presidente - pretendendo che gli Stati più grandi e forti abbiamo il diritto di imporre le proprie scelte ai paesi più vicini e in caso contrario di aggredirli con la violenza delle armi provocando angoscia, sofferenza, morti e disumane devastazioni». Fermare tutto questo prima che sia troppo tardi. Non possiamo girarci dall’altra parte, perché «l’indifferenza di fronte all’arbitrio e alla sopraffazione è uno dei mali peggiori», sottolinea Mattarella. E richiama gli europei a una responsabilità nei confronti della storia, a un obbligo morale di difesa della libertà e della civiltà. Serve «un impegno più forte per la pace, perché si ritirino le forze di occupazione e si fermino le armi. Sia ripristinato il diritto internazionale e siano rispettate le sovranità nazionali. In gioco non c’è soltanto la già grande questione della libertà di un popolo, ma la pace, la democrazia, il diritto, la civiltà dell’Europa e dell’intero genere umano». Fortissime le parole di Mattarella, vanno a pesare nel confronto tra i partiti sulla gradazione delle risposte da dare a Mosca. Il presidente non entra nel merito dei provvedimenti da adottare ma sottolinea quanto grande sia il valore della scelta e quanto può costare questo inevitabile passaggio. Come ha fatto il presidente Usa Joe Biden che ha avvertito gli americani sul fatto che «difendere la libertà» avrà un costo per i consumatori americani. Un ringraziamento, infine, per il coraggio delle sue parole a Oksana Lyvin, direttrice musicale del Teatro comunale di Bologna, la prima donna al mondo a dirigere a Bayreuth e al vertice di una fondazione lirico-sinfonica italiana.

 

 

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La testimonianza

Oksana parla in ucraino, rivolgendosi al presidente e alle autorità riunite nella Sala degli Specchi del Quinale. Accanto, la traduttrice. «Per me è un gran dolore non poter ritornare in Ucraina, dove si trova mia mamma», e le fa gli auguri per l’8 marzo. Cosa si può fare per aiutare il suo paese bombardato, le chiede Matilda De Angelis, che ha presentato l’evento? «Serve qualsiasi aiuto diplomatico e politico anche di supporto alle persone che scappano dalle case e hanno bisogno di qualsiasi cosa. Sono molto preoccupata in questo momento anche per giovani artisti e musicisti. Il mio sogno è far tornare i sorrisi sui volti dei bambini e anche far loro credere nella democrazia e nell’Europa». Che ruolo hanno le donne in questo momento? «Stanno aiutando i soldati e l’Ucraina, alcune preparano il cibo e danno assistenza medica, le mamme stanno partorendo nei rifugi in situazioni drammatiche». Grazie italiani, aggiunge, «per la vostra solidarietà. Ho avuto una sensazione di calore. Anche a Bologna a piazza Maggiore già il secondo giorno del conflitto il sindaco ha radunato una grande manifestazione per sostenete popolo ucraino. Con voi abbiamo in comune l’amore per la nostra patria e per la libertà. Ogni mio intervento lo dedicherò ad aiutare le donne e il mio paese».
E forti parole, infine, anche per le donne italiane. «La crescita del loro ruolo delle - conclude il presidente - è una condizione per lo sviluppo del nostro Paese» e per «l’intera Italia che vuole diventare migliore».

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 9 Marzo, 16:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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