Grillo contestato al Brancaccio a Roma: «Beppe ci hai tradito»

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Grillo contestato al teatro a Roma
Lui: «Basta aggressioni a colpi
di onestà». E attacca la Lega
Beppe Grillo contestato da un gruppetto di ex militanti 5 stelle al teatro Brancaccio a Roma. «Ci avete tradito, Grillo si dimetta da Garante». Con tanto di cartelli un gruppo di attivisti grillini storici, che fanno riferimento all'Associazione 2009, attende il fondatore del Movimento 5 stelle al teatro Brancaccio, dove il comico recita il suo show Insomnia. Grillo invece sfrutta l'occasione per andare all'attacco della Lega con diversi fendenti. Punture poi alla linea di Luigi Di Maio sul caso Diciotti, un plauso virtuale a Marco Travaglio che oggi, sul Fatto Quotidiano, parla di «suicidio» del M5S infettato dal «virus del berlusconismo» in merito alla vicenda del voto su Rousseau. E un «basta con le aggressioni, loro a colpi di onestà e noi di manette». È uno show anche politico quello che un Grillo descritto piuttosto di malumore per le scelte dei vertici del Movimento mette in scena nella capitale. Il titolo è «Insomnia» e in buona parte dello spettacolo l'ex comico ricalca alcuni topos del suo show. Ma l'attualità preme. E, per il Garante e co-fondatore del Movimento, è un'attualità su cui non si può stare in silenzio.

«Noi ora siamo al potere, abbiamo una missione quasi impossibile, di far diventare leggermente intelligenti quelli della Lega, perché non è mica possibile coadiuvare i programmi così, perché vivono all'altro mondo», dice Grillo in un passaggio del suo show in cui si sofferma su Matteo Salvini con l'ormai nota battuta sulla mamma. «L'unica volta che andava in Europa l'ho incontrato io in aeroporto. Salvini mi ha passato sua madre, io ho detto signora perché non ha preso una pillola? Poi Salvini mi ha scritto una settimana fa con un tweet, l'ha capita una settimana fa....». Pronta la replica del ministro dell'Interno a diMartedì: «Non ho mai passato mia mamma al telefono a Grillo».

«Salvini è Zelig. Questo va dai pompieri e diventa pompiere, va dagli immigrati e diventa negro», ha poi detto Grillo in un altro passaggio del suo show. «Basta con 'sti cazzo di scontrini, ora c'è da fare la politica vera», è stata poi la battuta invito di Grillo al Movimento.

Quindi il comico è passato al Pd. «E' morto perché privo di ironia, perché non aveva storie da raccontare», ha sostenuto. «È un momento strano, chi sono, come mi sono trasformato. Per la strada mi gridano di tutto. Sono un comico governativo. Ho acceso la tv e ho sentito "onestà, onestà". Ho detto: "smettetela. Era il Pd», ha continuato Grillo. 

Ce n'è anche per Berlusconi: «Silvio è tornato... così riprendo il mio vecchio repertorio. Una meraviglia quell'uomo lì, il badante della nipote... è tornato a parlare di pastiglie, "ne ho fatte sei", che poi era quasi una...».

Poi è stato il turno di Macron, un altro dei bersagli del Movimento 5 stelle. «Macron è uno psicopatico, violentato da una quarantenne quando di anni ne aveva 15. qui sarebbe da Don Mazzi. E quando noi diciamo qualcosa loro dicono les italiens. Ma vaffanculon», ha sostenuto ancora il fondatore del Movimento facendo riferimento al recente scontro tra Italia e Francia.

È uno show «interattivo» quello di Grillo al Brancaccio. Spesso il comico scende dal palco e si diverte a scuotere le teste degli spettatori. E, a un certo punto, il garante dei 5 stelle va da Marco Travaglio, presente in platea. «Travaglio devi fare come la Chiesa, devi parlare di politica ma non devi dare programmi politici a nessuno», scherza Grillo. «Travaglio hai scritto delle cose che io... tu devi fare come i preti. Devi parlare di politica ma non devi dare dei programmi politici». 

Tornando ai contestatori, a guidare la protesta contro Grillo Francesca Benevento, consigliera del Municipio XII di Roma. «Hanno tradito i nostri valori per le poltrone, sono diventati dei portavoce di Salvini», spiega Benevento esponendo un cartello con un elenco di dossier dove, a suo parere, il M5S ha voltato faccia ai suoi elettori: dalla Tav al Tap, dalla libertà vaccinale al «no» all'immunità fino al «no» alla lottizzazione della Rai.

 
 


«No Casaleggio, No Di Maio dal M5S», recita un cartello mentre un'altra attivista, su un foglio, esprime il proprio dissenso sul voto online sul caso Diciotti: «Rousseau-Trouffeau». Poco distante, davanti all'ingresso del teatro, due attivisti questa volta fedeli alla linea di Luigi Di Maio espongono la bandiera del M5S. «Abbiamo salvato il governo dal pericolo che in Italia torni Berlusconi», spiegano.

«A causa vostra 80mila persone senza lavoro resteranno. Vergognatevi, a casa il governo del cambiamento. Vi siete calati le braghe col sindacato taxi!», urla un manifestante prendendosela con un simpatizzante M5S fuori dal teatro. «Sò stati 20 anni a dormì, se svejano tutti adesso», la replica.

«Grillo dovrebbe dimettersi da garante in quanto incompatibile. Non può fare il garante di tutte queste associazioni. Non si può delegare la democrazia rappresentativa a una piattaforma privata», attacca ancora la consigliera 5 stelle nel municipio XII e iscritta alla Associazione 2009. «Grillo traditore, volevi silenziarci»; «Da mai con i partiti ad alleati con la Lega ladrona», si legge su alcuni cartelli dei manifestanti.

Lungo passaggio, tutto ironico, poi su Roma Capitale nello show di Grillo. Dapprima l'ex comico scherza sul «peso» della sindaca Virginia Raggi. «Io vedo questa ragazza qui che ha perso 7-8 chili, io non so come ha fatto», afferma Grillo mentre si stringe le guance, imitando il viso di una persona molto magra. Poi il Garante M5S passa al tema ambiente e rifiuti. «L'altra volta ho visto la strada pulita e ho preso un cartone e l'ho messo lì...voi siete abituati a vivere nel brutto, nell'immondizia, nella m....», scherza Grillo citando, però, l'ex assessore all'Ambiente Pinuccia Montanari, dimessasi sul caso del bilancio Ama. «La Pinuccia è un'eroina, viene da Parma...la conosco da una vita...», afferma infatti Grillo.

Ora «apriamo l'angolo dell'invettiva». Grillo, a fine show, apre uno spazio in teatro «dedicato» all'ingiuria. E il primo ad alzarsi, è l'ex senatore Antonio Razzi, vestito con un giaccone rosso. «Ma non ti avevo riconosciuto, sembri Salvini...», scherza Grillo. Ma Razzi si fa serio e citando la battuta del garante del M5S dopo il voto in Abruzzo («restituite i 700mila euro donati con ambulanze, turbina e spazzaneve», aveva detto Grillo a Bologna), afferma: «hai detto qualche cazzata sugli abruzzesi....». Parole alle quali seguono quelle di uno spettatore abruzzese in sala
che si alza e prova a difendere Grillo. «Non litigate», li ferma l'ex comico nel siparietto che sembra preparato. Poi Grillo scherza: «ma io voglio la turbina, non le ambulanze». E prima di congedare Razzi, saluta l'Abruzzo: «grande il popolo abruzzese!».

 
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Martedì 19 Febbraio 2019, 21:15






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5 di 10 commenti presenti
2019-02-20 13:49:42
Caro Beppe facevi il moralista ma i tuoi fedeli hanno il padre che usa gli operai peggio dei caporali delle arance...
2019-02-20 13:22:52
Gli ex sono i peggiori, come dimostrano i denti avvelenati degli ex mariti e delle ex mogli. Gli ex 5 stelle forse sono i peggiori come dimostrano i continui attacchi al veleno del Pizzarotti dei miei stivali.
2019-02-20 12:40:16
intanto hanno più voti di te beppe, se ne prendi meno forse non sei più intelligente, a meno di non volere dare dei dementi a tutti quelli che non votano 5 stelle, in stile berlusca.
2019-02-20 12:31:12
... ridere di se stessi è da grandi. degli altri da grandi pirla.. i grilli cantano solo in estate e solo di notte con la luna piena e per questo sono piacevoli.. questo sbraita sempre è non lo è più, e da tempo..
2019-02-20 11:48:37
Metaforici schiaffoni ad Alessandro Di Battista, rifilati da uno scatenato Enrico Mentana. Si torna alla buffonata del grillino in studio da Giovanni Floris a diMartedì, dove ha beccato il pubblico poiché non applaudiva le sue fesserie. Dopo un diluvio di critiche, Dibba ha provato a metterci una toppa, spiegando: "Era una battuta la mia sul fatto che gli applausi sono, diciamo, controllati e per esigenze televisive ci sta pure". Dunque, rivolgendosi sui social a Mentana, ha aggiunto: "Ora lei, direttore, pensa che questo debba aprire un salutare dibattito. Forse molto altro dovrebbe aprire salutari dibattiti ma ognuno la pensa come vuole". Frasi che lasciano il tempo che trovano, alle quali Mitraglietta ha risposto in modo assai piccato: "Di Battista spero che lei riservi la stessa severità ai due vicepremier, rispettivamente intervenuti sul televoto di Sanremo e sulla citazione di Satana da parte di Virginia Raffaele, maestose questioni al cospetto delle quali il problema degli applausi nei talk show si riduce a poca cosa". Di Battista colpito e affondato ancora: ogni volta che apre bocca, uno squisito disastro.