Fico: sì al processo a Salvini, no alla Tav. Nuovo scontro con il leader della Lega

PER APPROFONDIRE: diciotti, m5s, matteo salvini, roberto fico
Salvini e il caso Diciotti, Fico a Che tempo che fa: «Se riguardasse me chiederei di essere processato»
«Semmai arrivasse a me una richiesta della magistratura nei miei confronti per qualsiasi questione, pregherei la Camera di mia appartenenza di dare l'autorizzazione senza se e senza ma», risponde Roberto Fico ospite a Che tempo che fa sul caso Diciotti e il processo a Salvini«Sono presidente del Senato e rispetto in modo non solo formale ma sostanziale qualsiasi decisione prenderanno la giunta e il Senato: nel merito non entrerò nella decisione», aggiunge.


La replica di Salvini non si fa attendere: «Fico mi pare dica no a tutto, tranne che agli sbarchi di immigrati e ai processi. L'Italia ha bisogno di gente che costruisca, non che blocchi tutto». ​

A Che tempo che fa il presidente della Camera conferma la sua linea: «Nel momento in cui ci sono persone che soffrono - dice - non c'è dubbio che non possono rimanere un minuto di più su una nave: vanno fatte sbarcare». «È giusto fare la voce grossa» in Europa «ma non bisogna farlo facendo rimanere lungo tempo le navi fuori dai porti», aggiunge. Quanto all'accoglienza, dice: «Nel nostro Paese gli Sprar hanno funzionato e fanno parte dell'accoglienza che è un valore aggiunto ma la paura e il disagio non vanno stigmatizzate».

E sulle Ong: «Ad ora non c'è un solo rinvio a giudizio rispetto alle Ong. Bisogna parlare chiaro e mettersi intorno a un tavolo. Anzi, io proporrei un tavolo Ong-governo». 


Sulle tensioni tra Lega e M5S, dalla Tav al Venezuela, Fico pensa che «ci sono molte ragioni che possono portare a divergere e alcune per rimanere insieme rispetto a un contratto. Si deve andare avanti rispetto a ciò che si è detto nel contratto e non per altre cose che sono fuori». «Il M5s è stato sempre, costituzionalmente, per il No alla Tav» e «su questa questione non è possibile tornare indietro», prosegue, sottolineando che una decisione sarà presa alla luce dell'analisi costi-benefici.

Quanto alla recessione tecnica in cui è entrata l'Italia Fico sottolinea: «Chiaro che i dati preoccupano ma comprendo perfettamente il premier Conte che dice che dobbiamo aspettare gli effetti della nostra manovra. Perché Conte si riferisce all'anno successivo di questa manovra dove all'interno ci sono provvedimenti, come il reddito di cittadinanza, di tipo espansivo». 
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Domenica 3 Febbraio 2019, 21:28






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5 di 20 commenti presenti
2019-02-04 16:26:56
E se fosse l'alleato di di maio, fico, di battista e berlusconi?
2019-02-04 15:03:04
Ecco altre preziose dichiarazioni del nostro impareggiabile presidente della Camera: "Se fossi Berlusconi darei tutti i miei averi ai poveri e mi ritirerei in convento" "Se fossi stato il papa' di Di Maio avrei messo in regola tutti i dipendenti. Se fossi stato il papa' di Di Battista, pure" "Se fossi il Papa licenzierei le guardie svizzere e assegnerei i loro alloggi ad altrettanti immigrati nordafricani" "Se fossi il Principe di Monaco riconoscerei tutti i miei figli in giro per il mondo. Idem se fossi CR7" "Se fossi Icardi giocherei per l'Inter gratis"
2019-02-04 18:12:15
Inizialmente ce n'era un'altra che riguardava una nota showgirl sudamericana, ma ho dovuto toglierla altrimenti non passava.
2019-02-04 14:41:25
L'unica nota positiva sta nel fatto che Fico è alleato di salvini. Infatti lega e 5stelle hanno lo stesso programma politico e gli stessi obiettivi. Lo dice e ha firmato pure un contratto il Komunista salvini mica il sottoscritto.
2019-02-04 14:40:52
CHE NE DICI DI QUESTO FICO? Non ci vogliono stare: proprio no. E così, dopo qualche giorno di tregua, gli irriducibili kompagni tornano a invocare la liberazione dell’ex terrorista dei Pac, e in nome di una giustizia “fai da te”, un tanto al chilo, su un muro di Padova rivendicano «libertà per Battisti e per tutti i compagni in galera». E così recita la scritta vergata con vernice rigorosamente rossa, apparsa su un muro in via Falloppio, di fronte all’Istituto di Anatomia dell’Università, non lontano dall’ospedale cittadino. In calce alla irricevibile “richiesta” poi, un po’ più in basso, sempre sul muro, anche un simbolo di falce e martello con stella a cinque punte, senza sigle. E il riferimento “iconografico” è a Cesare Battisti, l’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo, da poco rientrato in Italia per scontare l’ergastolo dopo una latitanza dorata in Sud America. E loro non ci vogliono stare. Proprio no... «Libertà per Cesare Battisti»: la scritta su un muro di Padova...E non ci vogliono stare in nome di una condivisone mai rinnegata: quella che ha animato le relazioni pericolose tra compagni di una lotta che non ha motivo di esistere. Commilitoni di una battaglia che sul campo ha lasciato morti e feriti. Fratelli di sangue che hanno sparso lutto e dolore senza pietà e che ancora oggi, in nome di una “fratellanza” rivendicata nel segno della “lotta armata”, non riescono ad accettare – o ostentano di non volerlo accettare – che un assassino sconti in carcere la sua pena (anziché gozzovigliare in giro per le movide di mezzo di mondo). Sono i compagni che non ammettono di aver sbagliato, quegli irriducibili affiliati di una sinistra “rossa” che, con Cesare Battisti ormai in cella ad Oristano, dove sconterà il suo ergastolo per saldare il conto con la giustizia italiana, continuano a difendere a spada tratta (e armatura logora) l’ex terrorista dei Pac. Voci isolate che si rifanno al coro intonato dal primo istante dell’arresto dai vari Francesco Caruso (ex deputato di Rifondazione Comunista) e Oreste Scalzone co-fondatore di Potere Operaio, che con l’ex leader terrorista dei Pac ha condiviso l’esperienza della latitanza a Parigi sotto la protezione della cosiddetta “dottrina-Mitterrand”, passando per il direttore de Il Dubbio, Piero Sansonetti, innocentista dell’ultim’ora e fino ai vari firmatari dell’appello per la liberazione di Battisti, lanciato nel 2004 e che tra i vari sostenitori dell’amnistia registra l’immancabile Vauro tutti irriducibili rossi che rifiutano anche la sola idea di Battisti all’ergastolo.