Pd, Elly Schlein si candida: «Voglio diventare segretaria, ora una storia nuova». Renzi all'assemblea di Italia Viva: «Una federazione con Azione»

Assemblea nazionale di Italia Viva a Milano

Domenica 4 Dicembre 2022
Renzi all'assemblea di Italia Viva: «Una federazione con Azione, ma io non lascio il campo»

Alle spalle, la parete grezza di un locale romano in stile rimessa. Davanti, un leggìo in ferro. Seduto di fronte, in semicerchio, il pubblico. Elly Schelin ha scelto una scenografia spartana per lanciare la candidatura alla guida del Partito democratico. L'annuncio è arrivato con una frase a prova di fraintendimento. «Insieme a voi voglio diventare la segretaria del nuovo Pd», ha scandito fra gli applausi del pubblico, che ha intonato Bella Ciao. Il derby emiliano romagnolo per la conquista del Nazareno è ora ufficiale: il governatore Stefano Bonaccini contro la sua ex vicepresidente, Schlein. Ma in corsa c'è anche Paola De Micheli.

Ed è attesa la decisione del sindaco di Pesaro Matteo Ricci. «Parte da noi una storia nuova», ha esordito Schlein, che ha tracciato le «sfide cruciali: diseguaglianze, clima e precarietà». E che ha insistito sul cambiamento: «Serve un rinnovamento forte del gruppo dirigente per scardinare le logiche di cooptazione correntizia. Non esisteranno mai gli schleiniani. Questo Paese fa fatica a pensare che una donna possa farsi strada senza essere strumento di altro, dimostreremo il contrario». 

Però, in sala, pochi hanno resistito alla tentazione di scovare nel pubblico i volti Pd. Ce n'erano diversi, anche il vicesegretario Peppe Provenzano, Laura Boldrini, Cecilia D'Elia e Marco Furfaro. E c'era il coordinatore di Articolo Uno, Arturo Scotto. Presenze che non sono tutte endorsement. A Schelin guarda la sinistra del partito, ma ancora non ci sono indicazioni ufficiali: «Ho trovato tanti punti in comune - ha chiarito Provenzano - Ma non è questo il momento di ridurre tutto a dire chi sta con chi». E non è passato inosservato l'arrivo della deputata Michela Di Biase, moglie di Dario Franceschini: Schlein «potrà dare un utilissimo contributo», ha detto. Schlein ha parlato soprattutto di Pd, del suo Pd: «Prenderò la tessera». Quando ha guardato fuori, ha lanciato attacchi a Giorgia Meloni: «Non ce ne facciamo niente di una premier donna che non aiuta le altre donne». Ed è andata al contrattacco di Matteo Renzi: «Dice di avermi portato al Parlamento europeo. Gli ricordo che furono 50 mila preferenze a farlo. Renzi ha il merito di aver spinto me e tanti altri fuori dal Pd». Il leader di Iv ha replicato a «Mezz'ora in Più»: «Molti hanno goduto del fatto che con me vincevano, il Pd aveva il 40,8%. 

 

Schlein avrà preso le preferenze ma se non trovava un pazzo che la candidava, che lanciava la rottamazione, non andava al Parlamento europeo». Nell'intervento, Schlein ha lanciato diversi messaggi. Per esempio, in una sola frase ha messo dentro una stoccata al sindaco di Bergamo Giorgio Gori, che ha minacciato di lasciare il Pd se vincerà lei, e ha lanciato un amo ad Andrea Orlando che, dalla sinistra Pd ancora senza candidato, ha chiesto al partito una «critica all'attuale fase di sviluppo del capitalismo»: «Non siamo qua per una resa dei conti - ha detto Schlein - Sono disponibile ad accettare ogni esito del congresso e a lavorare dal giorno dopo per l'unità. Non è una sfida da leggere nella divisione fra riformismo e radicalità, c'è un campo comune: come cambiare il modello di sviluppo neoliberista che si è rivelato insostenibile».

Ma Schlein ha parlato anche a chi, come Bonaccini, guarda a una riforma sulle autonomie: «Il disegno di Calderoli - ha detto la deputata - affonda le radici nel progetto leghista di secessione, va rigettato». Il programma di Schlein si basa su «giustizia sociale e climatica» e contiene «salario minimo, reddito di cittadinanza, difesa dell'universalità della sanità pubblica, più scuola pubblica e nidi...». Per rappresentare il percorso, Schlein ha scelto amministratori locali e professionisti impegnati nell'ecologia e nella lotta al gap di genere. Sono saliti sul palco la presidente del municipio 8 di Milano Giulia Pelucchi, l'assessora all'Ambiente di Mola di Bari Elvira Tarsitano, il sindaco di Arquata del Tronto Michele Franchi, una manager che ha sviluppato un'app sulla differenziata, Noemi de Santis, l'architetta Michela Vailati, e l'ex presidente provincia di Bergamo, Matteo Rossi.

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Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre, 09:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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