Coronavirus, Conte alla tv tedesca: «Scriviamo libro storia, non economia». La mossa per convincere Merkel

Martedì 31 Marzo 2020 di Simone Canettieri
Coronavirus, Conte alla tv tedesca: «Scriviamo libro storia, non economia». La mossa per convincere Merkel
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«Io e la Merkel abbiamo espresso due visioni diverse durante la nostra discussione. Ne approfitto e lo dico a tutti cittadini tedeschi: noi non stiamo scrivendo una pagina di un manuale di economia, stiamo scrivendo una pagina di un libro di storia». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende da alcune anticipazioni, in un'intervista che andrà in onda sulla tv tedesca Ard alle 20:15.

«È un' emergenza della quale non è responsabile nessun singolo Paese, non si tratta di tensioni finanziarie - spiega il premier - L'Ue come risponde? L'Ue compete con la Cina, con gli Usa che hanno stanziato 2mila miliardi per reagire, in Ue cosa vogliamo fare? Ogni Stato membro vuole andare per conto suo? Se la reazione non sarà coesa, vigorosa, coordinata, l'Europa diventerà sempre meno competitiva nello spazio globale di mercato».

Il messaggio tv alla Germania è l'ultima mossa a cui sta pensando l'ufficio di comunicazione del governo italiano. Ecco perché il premier Giuseppe Conte ha concesso un'intervista alla tv  tedesca, Ard. 

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L'iniziativa nasce dopo il gelo con la cancelliera Angela Merkel che durante il vertice con i leader Ue - in teleconferenza - si è opposta alla richiesta di 9 paesi, tra cui l'Italia, di accedere ai coronabond. Un gesto considerato ostile da Palazzo Chigi che allo stesso tempo ha detto no all'utilizzo del Mes, il fondo salva stati, per coprire il debito pubblico causato dall'emergenza, soprattutto in vista della crisi economica che attende l'Europa.

Da qui la mossa di Conte: parlare alla Germania per convincere Merkel a cedere. Una strategia in vista del prossimo vertice con i leader europei, sperando che la l'intervista tv faccia breccia nell'opinione pubblica tedesca.

«Io rispetto l'opinione di Angela Merkel con la quale ho eccezionali relazioni. E rispetto l'opinione di tutti. Ma attenzione: qui non parliamo di shock asimmetrici. Qui non parliamo dei problemi finanziari di un solo Paese. Come può l'Europa, di fronte a una sfida epocale come quella attuale, pensare di tornare a usare strumenti concepiti in un altro tempo, in cui erano in vigore anche altre regole da tempo superate?»
 

 

Ultimo aggiornamento: 1 Aprile, 08:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA