Comunali, la sinistra raddoppia i sindaci: nei capoluoghi passa da 7 a 14. Ma meno voti delle Europee

La destra cala da 8 grandi Comuni a 4: suoi la maggior parte dei centri minori

Martedì 19 Ottobre 2021 di Diodato Pirone
Comunali, la sinistra raddoppia i sindaci: nei capoluoghi passa da 7 a 14. Ma meno voti delle Europee

Il verdetto del voto nei 19 Comuni capoluogo è chiaro: i sindaci di centro-sinistra erano 7 e sono diventati 14. A rendere brillante la vittoria del Pd è poi la qualità delle conquiste, fra le quali spicca la Capitale che da sola rappresentava un quarto di tutti gli elettori chiamati al voto.

I 19 capoluoghi coinvolti nella tornata grosso modo contano 4 milioni di abitanti e di questi agli amministratori appartenenti al centro-destra ne restano 432.000, ovvero quelli di Trieste, Novara, Grosseto e Pordenone. I 5Stelle perdono Roma e Torino ma in alleanza con il centro-sinistra sono presenti nelle maggioranze di 6 grandi Comuni, tra i quali Napoli e Bologna, anche se con pochi consiglieri e a Varese e Latina non ne eleggono neanche uno.

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NIENTE TRIONFALISMI
Secondo gli osservatori più attenti se il centro-sinistra può legittimamente festeggiare una robusta vittoria sbaglierebbe a usare toni trionfalistici. Perché? Le ragioni sono essenzialmente tre. «Vincere le amministrative non assicura la vittoria alle politiche perché il consenso fra le due elezioni si forma in modo diverso - spiega il sondaggista Antonio Noto - Alle amministrative vota poca gente e poi a sinistra farebbero bene a ricordarsi della lezione del 2018. Quell’anno nello stesso giorno a Roma gli stessi elettori votarono alle politiche per i 5Stelle e alle Regionali per il Pd».

La secondo ragione che ridimensiona la vittoria del Pd riguarda le dimensioni numeriche del consenso raccolto che non è cresciuto rispetto alle europee del 2019. Anzi. Nei 118 comuni più grandi coinvolti in queste elezioni il Pd ha raccolto al primo turno il 19% dei voti (fonte: Cise). Alle europee prese il 22,7%. A Roma la presenza della Lista Calenda ha aperto crepe robuste nel consenso per il centro-sinistra tanto che nella Capitale il Pd alle europee ottenne 340.000 voti contro i 220 mila delle comunali (lista Gualtieri compresa). All’appello, in altre parole, mancano più di 100.000 voti nella sola Capitale. Anche se Gualtieri ne ha recuperato moltissimi al secondo turno.

Ma qui c’è una terza “nuvola” che oscura la festa Dem. Gualtieri è stato eletto con circa 565.000 voti, 200 mila meno della Raggi e 100 mila meno di Ignazio Marino. Anche in queste amministrative il centro-sinistra ha raccolto meno voti dei suoi competitor fra gli operai e le persone con istruzione più bassa. Tuttavia c’è una novità interessante rilevata nei flussi elaborati dall’Istituto Cattaneo: a Torino la metà degli elettori dei 5Stelle al primo turno ha votato per il candidato del centro-sinistra. Non è poco.
Se il centro-destra ha perso le città (come accade un po’ in tutto il mondo) puo’ consolarsi in qualche modo con i voti delle centinaia di cittadine più piccole nelle quali, in particolare in Veneto e Lombardia, ha fatto quasi cappotto. Le Italie, insomma, restano due.

 

Ultimo aggiornamento: 11:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA