Calenda: «Voterò Gualtieri, Michetti incapace». Lite tra Conte e il leader di Azione

Il leader di Azone: io non farò né alleanze né apparentamenti, faremo un'opposizione costruttiva

Mercoledì 6 Ottobre 2021
Calenda: «Voterò Gualtieri, Michetti non ha uno straccio di programma»
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Ballottaggio RomaMatteo Renzi muove la prima pedina sullo scacchiere dei ballottaggi e si schiera nella Capitale per Roberto Gualtieri. Poco dopo anche Carlo Calenda annuncia - senza dare «indicazioni di voto urbi et orbi» - che personalmente, voterà il dem. L'aspirante sindaco del centrosinistra punta a raccogliere attorno a sé i sostenitori dei due sconfitti al primo turno, il leader di Azione e Virginia Raggi. Ma la convergenza dei due bacini elettorali, considerata «naturale» dal PD, trova ostacoli nelle frizioni al vertice dei partiti di riferimento: da un lato il leader di Azione che sprona i democratici ad allontanarsi dal Movimento e chiede (e ottiene) rassicurazioni sull'assenza dei 5 stelle nella futura giunta romana di centrosinistra; dall'altro il capo M5s Giuseppe Conte che, pur escludendo apparentamenti ai ballottaggi, gli ha dà dell'arrogante. 

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Michetti è totalmente incapace

Ma il segretario del Pd Enrico Letta non ha dubbi: per vincere bisogna esportare «il modello Siena» nei Comuni, allargando tanto a Iv e Calenda quanto a Conte. L'ex ministro dello Sviluppo Economico dei governi Renzi e Gentiloni, considerato da molti l'ago della bilancia per l'esito della sfida romana, si sbilancia: «Il problema» di Michetti «non è che sia neofascista» bensì «che é totalmente incapace. Voterò Gualtieri perché mi corrisponde di più», nonostante «i tanti dubbi che ho sulla sua classe dirigente e il suo programma». La condizione, però, resta la stessa: mai i cinque stelle in giunta. Un atteggiamento «quanto meno arrogante», a detta di Conte, il quale ribadisce il no agli apparentamenti ma rimarca al contempo la linea del Movimento: «All'orizzonte non c'è nessuna possibilità di collaborare con un'eventuale giunta di centrodestra».

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Letta nei prossimi giorni contatterà entrambi ed anche Matteo Renzi, insomma «tutti coloro che rappresentano partiti e movimenti con cui si può dialogare nelle città che vanno al ballottaggio. Non proporremo apparentamenti o accordi di governo basati su posti o assessorati - dice anche lui -, faremo una proposta ai cittadini». Nel frattempo, a Roma, Gualtieri gioca su due tavoli: da un lato conferma - come chiesto da Calenda - che nella sua giunta non ci saranno 5 stelle, dall'altro annuncia che «presto» sentirà Conte e che la legalità, cavallo di battaglia dei pentastellati, sarà il suo «assillo». II candidato dem parla con «rispetto» anche di Raggi: «Riconosco l'impegno e la determinazione della sindaca». In un contesto, come quello romano, in cui l'asse giallorosso deve ancora dimostrare la sua tenuta (innumerevoli gli scontri tra M5s e Pd sul territorio dall'indagine sul 'Mondo di Mezzò in poi) proprio il bacino elettorale del capo di Azione potrebbe fare la differenza.

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E lo sa bene anche il centrodestra, con Michetti che si fa avanti: «Io e Calenda abbiamo entrambi un programma del fare» e noi «rappresentiamo la novità». Nessun commento diretto sulle esternazioni dell'ex ministro: «Io non ho partorito un solo insulto o provocazione - si limita a sottolineare l'avvocato 'tribunò -. Se il clima deve essere di quelli che si ammazzano durante la campagna elettorale e poi vanno a braccetto non è credibile, perché questo significa che sono disposti a tradire il cittadino». Michetti nei prossimi giorni andrà a prendere un caffè con la sindaca Virginia Raggi, che ha accettato il suo invito, ma al contempo è in contatto anche con l'altro sfidante. Se i pretendenti al Campidoglio cercano di tenere bassi i toni, la tensione sale a livello nazionale: «Se a Roma dovesse vincere Michetti ci sarebbe un palco su cui la Meloni sarebbe la principale a festeggiare con tutto il mondo, magari anche Fidanza...», punge Letta tirando in ballo l'inchiesta di Fanpage. «L'adrenalina lo trasforma in un giustizialista» su «una vicenda i cui contorni giudiziari e giornalistici sono tutti ancora da accertare», ribatte da FdI Fabio Rampelli.

 

Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre, 10:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA